Quarto, Rosa Capuozzo si dimette da sindaco della città e spiega i suoi motivi

Rosa Capuozzo, sindaco del comune di Quarto, comune italiano della città metropolitana di Napoli, ha deciso di dimettersi dopo essere finita al centro di una delicata vicenda politico-giudiziaria in seguito a un’indagine condotta dalla procura di Napoli su presunte infiltrazioni camorristiche nel comune di Quarto. In diretta dall’aula consiliare del comune, l’ormai ex sindaco di Quarto ha spiegato quelli che sono stati i motivi che l’hanno spinta a prendere questa sofferta decisione affermando, visibilmente commossa e con le lacrime che sfioravano il suo viso “Ho deciso di lasciare dopo sette mesi difficili, che mi sono sembrati anni.

Il mio è stato un gesto di amore per Quarto. Questa è una sconfitta politica ma anche una vittoria della camorra. Vado via perché mancano i numeri necessari per governare, siamo una forza politica che non si muove con le larghe intese. Ho fatto un giramento e l’ho rispettato finché ho potuto”. E poi ancora, direttamente dall’aula consiliare di Quarto colei che può essere ormai considerata l’ex sindaco del comune della città di Napoli ha proseguito affermando “Lascio per tutti quelli nella mia maggioranza che hanno dato le dimissioni, non rispettando il mandato degli elettori. Il calcolo avrebbe voluto l’avessi fatto quando me lo ha chiesto il direttorio.Non mi ricandido e non penso neanche ad una lista civica. Cosa non rifarei? Non mi ricandiderei”.

Ma non solo, Rosa Capuozzo ha poi continuato il suo discorso sottolineando di essersi sentita abbandonata dal Movimento 5 stelle ma non solo lei ma anche tutti i cittadini di Quarto. L’ex sindaco ha continuato dichiarando “Fico il 9 gennaio mi ha telefonato per dirmi che dovevo dimettermi. Il 10 voleva venire al flash mob e starmi accanto se mi fossi dimessa. Dal giorno successivo tutti sono spariti. Non è semplice quello che stiamo affrontando in questo territorio, con il movimento accanto sarebbe stato più facile”. Parole di rabbia e delusione quelle espresse da Rosa Capuozzo la quale, ha sottolineato come, quando si presenta un problema non bisogna scappare ma al contrario va affrontato e, riguardo al Movimento 5 Stelle la Capuozzo ha sottolineato che se vuole stare sui territori deve resistere e affrontare le difficoltà.

Prima di chiudere la conferenza stampa e abbandonare per sempre la poltrona di Sindaco, Rosa Capuozzo ha voluto precisare che il suo tentare di rimanere sindaco era semplicemente dettato dal grande amore per la città di Quarto e poi ancora ha voluto spendere alcune parole a favore di tutti coloro i quali in tutti questi mesi di difficoltà le hanno mostrato affetto e le sono stati sempre vicini ringraziandoli “per aver resistito su una barca in mezzo alla tempesta, senza essere scappati come i topi”.  Carlo Sibilia, membro del direttorio M5S, ha commentato le dimissioni della sindaca di Quarto attraverso un tweet nel quale ha affermato di augurarsi che adesso sia i giornali che le forze politiche inizino ad occuparsi di problemi più seri.

Quando lunedì scorso al comune di Quarto sono arrivate le dimissioni formali di altri due consiglieri comunali di Quarto appartenenti al Movimento 5 stelle, Raffaele D’Alise (prot. nr. 1518) e Stefania Ganino (prot. nr. 1520), è terminato il mandato del sindaco della cittadina partenopea, Rosa Capuozzo, nelle settimane precedenti espulsa dal M5s. Perchè a quel punto i consiglieri che si erano dimessi non erano più rimpiazzabili: la raffica di dimissioni delle settimane precedenti aveva prosciugato anche la lista dei non eletti in consiglio comunale, e altri nomi non potevano più essere inventati.

Tanto è che il giorno dopo, martedì 19 gennaio, il presidente del consiglio comunale, altro esponente M5s, Lorenzo Paparone, ha convocato l’assemblea comunale per il giorno 25 gennaio con all’ordine del giorno la surroga di tre consiglieri comunali che si erano dimessi nei giorni precedenti (Luigi Rossi, Alessandro Nicolais e Lucia Imperatore), la presa d’atto
dell’impossibilità di surroga di D’Alise e della Ganino per esaurimento dei candidati nella lista che si era presentata alle elezioni e la discussione su richiesta di Giovanni Santoro (M5s) sulla «verifica di sussistenza delle condizioni per la prosecuzione dei lavori consiliari».

Come è stato chiaro da fine dicembre in poi, dimettendosi ogni giorno un assessore e più di un consigliere comunale, il comune si stava avviando allo scioglimento decretato dallalegge quando è privo della maggioranza degli eletti. Era solo questione di ore, e alla Capuozzo non è restato che presentare ieri le proprie dimissioni formali prima di essere dichiarata decaduta dal ministero dell’Interno. Subito dopo sono arrivate anche le dimissioni formali del presidente del consiglio comunale.

Il sindaco-passionaria di Quarto ha provato a giocarsi politicamente un gesto che sarebbe stato obbligatorio probabilmente poche ore dopo, spiegando: «La mia non è una resa, il mio è un gesto di responsabilità per Quarto». Dopo qualche lacrima a cui la Capuozzo sembra incline (non c’è intercettazione telefonica in cui non pianga), il sindaco l’ha ributtata su Beppe Grillo & c, sostenendo che la sua decisione di gettare la spugna era dovuta «al clamore mediatico, visto che la posizione del movimento è cambiata tante volte nei quindici giorni dallo scoppio del caso Quarto, nonostante non sia cambiata la posizione giudiziaria», e via a ripercorrere tutto quel che è accaduto dal giorno della Epifania (quando Matteo Renzi ha scatenato mezzo Pd sul caso Quarto) in poi.

Fino al tentativo di auto-dipingersi come una vera eroina anti-mafia: «È stata una sconfitta politica del Movimento 5 stelle», ha sostenuto la Capuozzo, «e una vittoria
per la camorra sul territorio». Ultima freccia, tirata al consigliere regionale grillino Valeria Ciarambino, un tempo sua amica e ora principale accusatrice dai salotti tv frequentati assiduamente in queste settimane: «Chiedo formalmente da parte mia e dei cittadini di Quarto perché i voti dei consiglieri regionali presi a Quarto sono diversi dai miei». Purtroppo per la Capuozzo proprio mentre lei cercava una uscita di scena eroica, la commissione Antimafia presieduta da Rosy Bindi, già appannava la nuova icona contro il crimine, inviando alla procuradiNapoliiltesto stenografico della audizione del sindaco
di Quarto avvenuta il giorno prima davanti alla bicamerale.

La Bindi si è limitata a un comunicato istituzionale che diceva poco: «Dalla ricostruzione complessiva dei fatti fornita dal sindaco e alla luce della documentazione giudiziaria acquisita dalla Commissione è emersa la necessità di segnalare alla procura alcuni aspetti da approfondire, sui quali anche la commissione si riserva di svolgere ulteriori analisi». Il Pd Marco Di Lello è stato più chiaro, riferendosi alle «tante bugie raccontate in questi giorni, anche alla commissione antimafia. E sul condono dovrà rendere conto delle falsità raccontate e dei punti oscuri emersi in questi giorni».

Poco prima delle dimissioni il sindaco di Quarto ha firmato (anche per evitare guai con la Corte dei Conti) un decreto per modificare 8 suoi precedenti atti di nomina o proroga di responsabili dei servizi comunali che contenevano tutti errori sulla data di inizio dell’incarico. Ora il comune di Quarto verrà sciolto e sarà commissariato, probabilmente andando alle elezioni nella tarda primavera in contemporanea con il comune di Napoli, con probabile soddisfazione di Luigi De Magistris, assai rafforzato dall’intera vicenda sullo stesso «mercato elettorale» conteso dai 5 stelle.

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