Quentin Tarantino: io razzista? Pensino ciò che vogliono

Quentin Tarantino, intervistato da Bret Easton Ellis, risponde alle accuse di razzismo lanciategli

Quentin Tarantino ha ricevuto negli anni numerose accuse di razzismo: la sua carnagione bianca, associata all’utilizzo molto frequente nei film da lui diretti della parola “negro” gli hanno causato imbarazzanti attriti con quella critica da lui definita di “cultura nera.”

Intervistato da Bret Easton Ellis, scrittore di American Psyco, per il New York Times, il regista ha dichiarato di giudicare ogni accusa infondata.

“Se sei un critico di cultura nera e hai fatto soldi negli ultimi 20 anni, allora lo devi a me.”

Ha affermato Quentin Tarantino, il cui ultimo film The Hateful eight uscirà per il giorno di Natale 2015 negli Stati Uniti.
Il regista ha poi dichiarato:

“Non mi importa se alla gente non piacciono i miei film, se non li amano, se li giudicano senza senso. E’ passato molto tempo dall’ultima volta in cui si è parlato della pelle di uno scrittore come della mia. Il colore di pelle di uno scrittore non dovrebbe avere alcun effetto sulle parole scritte. In alcune recensioni molto feroci i miei soggetti sono stati visti molto negativamente. Mi hanno trasformato in un super cattivo.”

Ma il principale avversario sulla tematica razzista di Quentin Tarantino e senz’altro il regista Spike Lee, che in un Tweet del 2012, riferendosi ai soggetti di Tarantino, ha scritto che la schiavitù americana è una faccenda seria e non uno spaghetti Western all’italiana.

loading...
loading...

Lascia una tua opinione

Rispondi o Commenta

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*