Regeni, spunta il video di un litigio

1549011_regeniE ora spunta anche un video nel giallo della morte di Giulio Regeni. Immagini che sarebbero state riprese da telecamere posizionate proprio a ridosso del consolato italiano al Cairo e che avrebbero registrato le ultime ore del ricercatore friulano, la sera del 24 gennaio, un giorno prima della data in cui è scomparso. A dare la notizia è ancora una volta il sito on line filogovernativo Youm7 che cita fonti della sicurezza locali. Ma la ripresa che viene definita di fondamentale importanza, suona come l’ennesimo depistaggio, soprattutto perché manca del placet delle autorità locali, che nulla sembrano sapere di questo video.

Smentite dal ministero dell’Interno egiziano, smentite dalla nostra intelligence, e smentite da chi sta lavorando sul territorio per cercare di arrivare a una possibile verità. Stupisce la tempestività con la quale queste notizie escono, visto che domani partiranno dall’Italia il procuratore della Repubblica di Roma Giuseppe Pignatone e il sostituto Sergio Colaiocco, titolari dell’inchiesta. La decisione di recarsi al Cairo è stata presa dopo che i due magistrati sono stati invitati dalle autorità egiziane a incontrare il procuratore generale dell’ Egitto, Nabil Ahmed Sadek, la più alta carica giudiziaria del paese nordafricano. La speranza è che ci sia finalmente piena collaborazione, anche se “lo scoop” rilanciato sul web lascia intendere che le indagini non si siano mai allontanate dalla pista personale.

LA RIPRESA Dal video, infatti, racconta Youm7, si vedrebbe Regeni aspettare qualcuno vicino al Consolato italiano, la cui sede dista circa mezz’ora dall’abitazione del giovane ricercatore, nel quartiere El Essaaf. Le immagini riprendono – sempre secondo il quotidiano on line – una persona che lo raggiunge. I due cominciano a discutere animatamente, urlano, sbraitano, e poi, però, si allontanano insieme. Ancora il sito accrediterrebe la tesi che la discussione tra i due sia avvenuta in italiano e che ora gli inquirenti egiziani stiano risentendo tutti gli amici e i conoscenti di Regeni, per tentare di risalire al personaggio misterioso. Tutto questo appare ancora più paradossale se si pensa che le immagini riprese dalle telecamere vicine al luogo dove si sono perse le tracce di Giulio sono state cancellate cinque giorni dopo e che è stato impossibile recuperarle. O almeno questo è stato raccontato al nostro team di investigatori che si trovano in Egitto ormai da più di un mese. Stupisce, quindi, che queste siano ancora disponibili. Aspetto altrettanto interessante è quello secondo il quale le telecamere avrebbero registrato anche le voci. Perché se così non fosse da che cosa gli investigatori egiziani avrebbero dedotto che i due stavano discutendo in lingua italiana?

LA RELAZIONE Sono questi e molti altri i particolari che le autorità locali dovranno provare a spiegare ai nostri magistrati quando li incontreranno per informarli «sugli ultimi sviluppi investigativi relativi alla morte». L’obiettivo è ottenere una collaborazione sostanziale e non di facciata. Visto che non abbiamo avuto risposte riguardo ai risultati completi dell’autopsia, al traffico di cellulari, ai verbali dei testimoni ascoltati. Se non una relazione scarna dalla quale si deduce che qualcuno avrebbe provato a chiamare il telefonino di Regeni il primo febbraio da un numero internazionale. Giorno in cui era già scomparso, se non già morto. O che il cadavere è stato ritrovato con addosso un golfino celeste, una maglietta verde intorno al collo, nudo dalla cintola in giù. Con indumenti che non appartenevano a lui e che vorrebbero orientare verso la pista personale o del festino gay.

loading...
loading...

Lascia una tua opinione

Rispondi o Commenta

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*