Diretta Renzi al meeting di Rimini

La diretta qui di seguito, nei punti salienti, dell’intervento di Renzi al Meeting di Rimini

“L’Italia dovrà essere la terra delle opportunità e non dei rimpianti. Bisogna essere sinceri nel domandarci che tipo di strategia adottare in Europa. Il Mediterraneo è il cuore dell’Europa, ma in questi anni non c’è stata l’attenzione della politica nel considerarlo tale.

In questi anni del sud si è fatto un racconto negativo, come se il sud fosse un set di una fiction. O perché il sud lo si immaginava come luogo di disperazione.

In questo periodo sta accadendo qualcosa di cruciale. L’Italia ha una gigantesca questione educativa davanti. Se l’Italia torna a fare l’Italia c’è spazio per l’Italia in Europa e nel mondo e anche la possibilità per uscire dalla crisi.
Se continuiamo a non investire su noi stessi, non è l’Italia che perde, ma è il mondo che perde l’Italia.

Non volevo venire al meeting di Rimini.
In politica il lusso non è l’auto blu, ma la qualità delle relazioni umane.

L’Italia in questi 20 anni ha trasformato la Repubblica in una rissa permanente. Lo dico con estrema franchezza, e ritengo che il berlusconismo e l’antiberlusconismo abbia fatto mettere il tasto pausa al dibattito italiano. E per questo abbiamo perso anni di dialogo.

In questi 20 anni l’Europa si è allargata a 28: a 28 è troppo o è poco. Si è allargata senza una visione politica da parte dell’Italia e ha cancellato il Mediterraneo e i balcani dal centro delle discussioni.
L’Italia intanto continuava a discutere nel proprio cantuccio e l’Europa è andata avanti senza l’Italia.
L’Italia ha cancellato la parola politica. La parola politica è una parola bella e non accetto che sia presa a calci. In questo messaggio l’Europa è diventata matrigna italiana e non più creatura. L’Europa è qualcosa di diverso.

L’Europa è un ideale: rispetto al tema dell’immigrazione noi non cederemo al messaggio di chi vuol far diventare l’Italia una terra della paura. Sono secoli di civiltà ai quali non rinuncio per tre voti.

L’Italia può giocare un ruolo nell’Europa che cambia, ma deve essere in grado di cambiare.

Il pacchetto di riforme che stiamo cercando di fare serve a recuperare il tempo che abbiamo perso. Ma non sarà solamente con le riforme che recupereremo l’identità.
Io non mi sono candidato al parlamento italiano. Il nostro sistema non prevede una corrispondenza fra chi si candida e chi è chiamato a guidare il paese. La nostra legge elettorale è il primo tassello per dire che chi va al governo del paese deve fare le cose per le quali è stato eletto, non deve trascorrere il tempo a difendersi dalle accuse.

L’opposizione deve collaborare per il bene comune, non deve distruggere quanto di buono stiamo facendo. Votate per chi vi pare la prossima volta, ma abbiamo tutti insieme la libertà di riconoscere che l’Italia ha bisogno di regole semplici.

La seconda repubblica ha innescato un meccanismo infernale. Alcune regole nella pubblica amministrazione hanno ostacolato chi voleva fare le cose per bene, ma non ha impedito a chi voleva rubare di rubare.

La riduzione delle tasse serve ad aumentare il grado di libertà di un paese, non il consenso di un presidente del consiglio.
Ridurre le tasse è l’unico modo per essere qui nella nostra civiltà. ma l’Italia deve diventare più semplice.

Il mondo italiano non è quello polemico dei Talk show: è un mondo di chi vuol ripartire e fare le cose bene.

Se l’Italia riparte l’Italia gioca il suo ruolo in Europa. Gli Stati Uniti sono la nostra stella polare.
A Strasburgo io ho detto che Israele ha il dovere di esistere, per la memoria delle prossime generazioni. Rivendico che siamo il primo paese per investimenti e cooperazione in Palestina.
Pensare di costruire il paese contro la Russia, come fanno alcuni paesi appena entrati in Europa, è un errore tragico.
Non è un fatto economico. Il problema in Russia è il petrolio a 40 dollari.

Come è possibile che negli ultimi mesi i luoghi simbolo degli attentati siano culturali, di fede o educativi?
Cosa sta accadendo? Sta accadendo che il terrorismo cerca di farci morire. Non riuscendoci provano a farci vivere nella paura, nel dubbio che quello accanto a me sia un nemico. Questo approccio è drammatico e ci rinchiude nella logica dei muri. Il muro non difende, intrappola. Ecco la risposta culturale.
Quando tu trovi la bellezza disarmante italiana, delle opere d’arte e della nostra qualità dei rapporti, dell’amicizia, stai disegnando un futuro per l’Italia. Ecco perché è importante ricordarci chi siamo.
Noi non siamo un paese che deve temere la globalizzazione: prima il pericolo americano, poi quello cinese. Io sono il primo governo che è andato in Africa due volte.
La globalizzazione non è un pericolo.

In Italia si continua ancora oggi a produrre qualità e bellezza. Ci sono storie belle e affascinanti di un paese che continua ad andare avanti.
Questo mondo ha bisogno dell’Italia.
Ma l’Italia ha bisogno di mettersi in movimento.

Un autorevole personaggio politico ha detto di bloccare l’Italia a novembre. Sono anni che siamo fermi. Dopo 20 anni in cui l’Italia è stata imprigionata dai veti, oggi che c’è lo spazio di creare un sistema in cui ci sia una riforma delle istituzioni che consenta alle regioni di agire e di avere un po’ meno politici.

Moltiplicando le poltrone in parlamento non aumenta la democrazia, fai contenti i politici.
L’Italia la fanno ogni giorno migliaia di persone per bene che fanno il proprio lavoro. Il compito dello stato è quello di lasciarle libere di fare quello che l’Italia ha fatto per secoli.

Chiudo condividendo con voi l’emozione che mi ha dato visitare il duomo di Firenze e la sua mostra. Il duomo è pieno di contraddizioni, come noi fiorentini. Però il duomo ha un messaggio di bellezza globale. Sono orgoglioso, da sindaco, di aver pedonalizzato piazza del Duomo. Non toglie nulla alla cupola, però era una scommessa che avevamo fatto con alcuni amici, che abbiamo annunciato ai fiorentini un mese prima che avvenisse, altrimenti non ci avrebbero permesso di farlo.
Perché l’abbiamo fatto?
Il nostro è un paese in cui ci siamo abituati, bloccati come chi è assuefatto alla bellezza. Il gesto della pedonalizzazione a noi servì per dire alla gente di alzare lo sguardo quando passa dal Duomo.

Allo stesso modo in Italia bisogna richiamare ciascuno alle proprie responsabilità e prendere consapevolezza della forza che abbiamo. Non finirà mai per la mancanza di moralità, ma per l’incapacità di meravigliarsi.

Con l’intervento di oggi io non voglio parlare di riforme, ma riconoscere che ciò che ci fa grande è ancora tutto nel bisogno del nostro impegno personale.

One Reply to “Diretta Renzi al meeting di Rimini”

  1. l’Italia,caro Renzi,per tornare a fare l’Italia,si deve levare dalle palle l’unico impedimento che la frena ,tu..Tutti i tuoi discorsi sono pallonarate.

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