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Renzi senza vergogna: vuole aumentare stipendi e pensioni dei diplomatici

renzi-matteo-fotoSpending review, abbattimento dei privilegi. Tante belle parole, pronunciate ormai migliaia di volte da Matteo Renzi (nella foto). Peccato che tra la retorica e il fare concreto ci sia in mezzo un abisso. A denunciarlo è un giornale che sicuramente non può essere sospettato di inimicizia verso il Pd, L’Espresso.

L’edizione online del settimanale spiega come la volontà del capo del governo e del ministro degli esteri Mogherini sia quella di innalzare i già faraonici stipendi di parte del personale delle ambasciate italiane e di aumentare anche le già clamorose pensioni dei diplomatici tutti. In cambio, verrebbe chiesto un microscopico sacrificio: verrebbe infatti leggermente ridotto il sontuoso stipendio dei diplomatici più pagati, che passerebbero da 22mila a 18mila euro al mese!

I funzionari italiani all’estero sono, come saprete, i più pagati al mondo. Molti guadagnano persino più di Barack Obama e Angela Merkel. Ci si aspetterebbe una riduzione netta di questi emolumenti. Invece la stessa riduzione sarà solo di facciata. Va inoltre considerato che, oltre allo stipendio, i diplomatici ricevono rimborsi spese per decine di migliaia di euro l’anno.

Ora: per la maggior parte degli Italiani 1.000 euro al mese di pensione sono un miraggio, mentre le pensioni dei funzionari all’estero sono quasi sempre superiori ai 100mila euro l’anno. E che vuole fare Renzi? Aumentarle ancora. Ai poveracci si chiedono sacrifici o al massimo si danno 80 euro (forse), mentre i ricchi dirigenti della P.A. possono continuerare a prosperare, come e meglio di quanto avveniva con Berlusconi.

Ovviamente, in tempo di campagna elettorale – ma nemmeno dopo – nessun tg e talk show oserà dirlo. La narrazione renziana può continuare indisturbata.

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One comment

  1. Giovanni Bravin

    Renzi non vuole tagliare la spesa pubblica. Persino i tentativi di vendere alcune auto blu, sono state ignorate. Le sue visite alle scuole, sono sempre terminate con vie di fuga alternative, per non incontrare pericolosi manifestanti (contro di lui) rappresentati da pericolosissime madri di famiglia che avevano figli in quelle scuole, e disoccupati disarmati.

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