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Responsabilità professionale e errori medici , la Camera approva legge su responsabilità professionale: ecco cosa cambia

Approvato nella giornata di ieri dall’Assemblea di Montecitorio il disegno di legge sulla responsabilità professionale e la sicurezza delle cure, con ben 255 pareri favorevoli e 113 contrari. Dunque giornata importante quella appena trascorsa che ha visto l’approvazione del Ddl Gelli recante “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonchè in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”. Dopo tanti anni di dibattiti, finalmente il Parlamento è riuscito nella giornata di ieri a dare una risposta complessiva al tema della responsabilità professionale del personale sanitario e della sicurezza delle cure per i pazienti.

“Quella di oggi è una data che resterà nella storia della sanità italiana. Finalmente, grazie all’aiuto, e al prezioso contributo, di tutti i colleghi di Camera e Senato, il Ddl sulla responsabilità professionale e la sicurezza delle cure, è legge. Si tratta di un provvedimento atteso ormai da ben oltre un decennio da parte degli operatori della sanità”, è questo quanto dichiarato dal responsabile sanità del Pd e relatore del disegno di legge sulla Responsabilità professionale, Federico Galli che ha commentato in questo modo l’approvazione definitiva della legge.

A cambiare sostanzialmente sarà la responsabilità penale, attraverso l’eliminazione della colpa lieve laddove siano rispettate le linee guida o le buone pratiche clinico-assistenziali; la riforma, inoltre, sembra istituisca il doppio binario per la responsabilità civile ed ancora viene introdotto il tentativo di conciliazione obbligatoria per le controversie riguardanti i casi di responsabilità medica. La riforma, estende ancora l’obbligo di assicurazione per la responsabilità civile, viene inoltre sancita l’azione diretta del danneggiato ed infine istituto un fondo di garanzia ad hoc che risarcirà i danni da responsabilità sanitaria in tutti quei casi in cui gli importi eccedano i massimali previsti dai contratti di assicurazione stipulati dalla struttura sanitaria o dal medico ovvero gli stessi siano assicurati presso una compagnia che al momento del sinistro sia soggetta ad una procedura di insolvenza.

Il provvedimento si compone di 18 articoli e tra questi ne citeremo qualcuno, tra i più importanti: –l’articolo 1 qualifica la sicurezza delle cure come parte costitutiva del diritto alla salute;- l’articolo 4 disciplina la trasparenza dei dati; – l’articolo 5 disciplina le buone pratiche clinico-assistenziali e le raccomandazioni previste dalle linee guida;- l‘articolo 6 introduce nel codice penale il nuovo articolo 590-sexies che disciplina la responsabilità colposa per morte o per lesioni personali in ambito sanitario. “Dopo il patto per la salute i nuovi Lea, il piano nazionale vaccini, il Ddl che riforma gli ordini professionali in dirittura d’arrivo, l’approvazione della legge sulla responsabilità professionale rappresenta un ulteriore tassello di una grande stagione riformista per il sistema sanitario”, ha dichiarato il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Sull’argomento, è intervenuta anche l’Acoi, ovvero l’Associazione dei chirurghi ospedalieri che ha parlato di vittoria di civiltà, giuridica e medica. “Questa legge, attesa da anni, mette finalmente ordine in un settore che, a causa di pochi personaggi senza scrupoli che volevano lucrare sulla pelle dei pazienti, ha rischiato di essere sopraffatto dalle conseguenze nefaste della medicina difensiva”, ha aggiunto ancora l’Acoi.

Una mega tassa, o un enorme assicurazione. Per garantire sì i malati, ma anche i medici e le stesse strutture sanitarie. E far felici le compagnie assicurative. Ieri la Camera ha trasformato in legge il ddl Gelli sulla responsabilità professionale di medici e operatori sanitari e la sicurezza delle cure. Con la nuova norma, in caso di errore, il medico sarà punibile penalmente solo per colpa grava, e in sede civile la struttura sanitaria risponderà per responsabilità contrattuale mentre il medico sarà tenuto al risarcimento solo in caso per responsabile extracontrattuale e, in questo caso, sarà il paziente a dover dimostrare l’eventuale danno subito.

Dopo circa 10 anni di faticosa gestazione la riforma del sistema assicurativo per il pianeta sanità è finalmente una realtà, gioisce pure il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Medici, ordini professionali, sindacati di categoria e pure le associazioni del settore sanitario esultano.

Questo perché sotto la scure dei circa 10 miliardi di contenziosi il sistema stava per implodere. Alcune strutture sanitarie pubbliche avevano addirittura optato per l’autoassicurazione vista l’onerosità dei contratti assicurativi.Da domani sarà più rapido ottenere un risarcimento rivolgendosi direttamente all’assicurazione come già avviene nel settore del risarcimento per sinistri stradali.

Fra qualche mese, quando verranno aggiornate e approvate le nuove tabelle con gli indennizzi, sarà più semplice avere ragione in caso incidenti sanitari. E anche i medici potranno stare un po’ più sereni. Certo, presto medici, cliniche, ospedali, strutture sanitarie saranno obbligati ad assicurarsi. Ma la vera novità è che adesso le compagnie con tariffari definiti saranno più propense ad offrire polizze a prezzi sostenibili. «L’obbligo di dotarsi di polizze per responsabilità professionale», spiega l’avvocato Cristiano Pellegrini Quarantotti, uno dei massimi esperti in contenziosi sanitari, «costituisce prima di tutto una maggiore forma di garanzia sia per i pazienti, sia per gli stessi medici. I pazienti», spiega, «avranno più soggetti giuridici tenuti al risarcimento. Mentri i medici avranno una maggiore tutela nello svolgimento della propria professione». Negli ultimi anni «talune specialità chirurgiche, hanno trovato grandissime difficoltà a stipulare delle polizze, se non a cifre astronomiche», ricorda l’avvocato che ipotizza con l’entrata in vigore dell’obbligatorietà che le compagnie di assicurazione, «stante l’obbligo normativo, dovranno necessariamente assicurare i medici, probabilmente a costi anche più contenuti».

Sì, e i costi? Se per cliniche, ospedali e strutture sanitarie si parla di diversi miliardi, per i singoli medici si andrà da circa 1.200 euro l’anno per la “polizza base”, fino agli oltre 14.800 euro stimati da facile.it per un cardiochirurgo. Per tutti i camici bianchi si ipotizza un impegno compressivo di 280 milioni l’anno.

«Finalmente anche il nostro paese entra nel novero di quelli che hanno una legge che definisce nel dettaglio le responsabilità dei medici». Umberto Tarantino, è un ortopedico che guida il dipartimento di ortopedia dell’Università di Tor Vergata ed è anche il coordinatore della commissione medico legale dell’Ordine dei Medici.
Perché è così importante questa nuova legge?
«Si tratta di un passo in avanti molto importante. La nuova legge dà un assetto organico e di ampio respiro e definisce il rapporto tra operatore sanitario e paziente. Non si tratta cioè di una legge che riguarda solo i medici ma tutto il personale che opera all’interno di una struttura, di un ospedale o di una clinica».
Quali sono gli elementi più importanti di questa legge?
«Senza dubbio il fatto che viene messo insieme un meccanismo che permette a tutti i soggetti coinvolti, di sentirsi tutelati: una vera e propria alleanza terapeutica. Il meccanismo che viene attivato si basa infatti sul concetto della sicurezza delle cure, sul sostegno e sul pieno riconoscimento del monitoraggio dei meccanismi di prevenzione del rischio clinico, e infine sulle linee guida che verranno redatte dal Ministero sulla scorta dei pareri forniti da società mediche certificate. Si tratta di un sistema in cui al paziente è garantito appropriatezza delle cure, percorsi terapeutici e clinici che vengono costantemente monitorati, e infine, sicurezza delle cure stesse».
E ai medici cosa viene riconosciuto?
«Anche i medici e il personale sanitario potranno essere garantiti dall’osservazione di queste procedure, e di questi meccanismi costanti di controllo. Inoltre la nuova legge va a modificare alcuni aspetti che fino ad oggi hanno generato un contenzioso molto elevato, stimato intorno ai 13 miliardi di euro».
Parliamo delle cause che vengono intentate?
«Sì esatto. Anche sotto questo profilo la nuova legge introduce delle modifiche. Per esempio i termini di prescrizione per la denuncia dell’errore medico passano da 10 a 5 anni. Cambia anche l’onere di provare la colpa che spetta al paziente».

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