Ricercatori Brasile: Il virus Zika è stato trovato nella saliva e urina

Si tratta di un italiano di ritorno da un soggiorno inBrasile; è il primo caso di contagio da virus Zika aRoma, ma il nono in Italia.

A questo punto la domanda viene spontanea: dobbiamo avere paura?

Un virus non è un essere vivente nel senso proprio della parola, ma un assemblaggio di geni che si trasmettono tra soggetti della stessa specie o di specie diversa. Dopo 2 giorni si è presentata all’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani dove è stata visitata. Sebbene non vi siano ancora prove certe della possibilità di contagio con la trasmissione di saliva o fluidi corporei, infatti, questa possibilità non è al momento esclusa.

Mentre si parla di aborto e contraccezione in massa nei Paesi affetti dal virus Zika, si cominciano a contare i casi di contagio anche fuori dal continente sudamericano.

Ecco è bene chiarire che nella maggioranza dei casi, l’80% circa, la malattia è assolutamente asintomatica.

Onu, consentire contraccezione e aborto – Le leggi che limitano l’accesso ai servizi per la salute sessuale e riproduttiva, compresa la contraccezione e l’aborto, in violazione delle norme internazionali “devono essere abrogate e la difesa dei diritti umani delle donne è essenziale” nella risposta all’ emergenza sanitaria provocata dal virus Zika. E dunque quali consigli si possono dare a chi è in gravidanza?

In assenza di sintomi la presenza del virus si può rilevare con un esame del sangue?

Brasile. Il virus non ferma il Carnevale di RioNonostante gli appelli degli esperti a fare attenzione al virus che potrebbe trasmettersi anche attraverso i liquidi biologici, quali saliva e urine, e l’invito dei medici alle donne in gravidanza di non baciare nessuno durante le parate, non si sono fermati i festeggiamenti per il Carnevale a Rio de Janeiro. Il virus ha raggiunto anche la Florida, che ha dichiarato lo stato di emergenza sanitaria in quattro contee. Ecco alcune delle cose non vere, o per lo meno non sicure, che si trovano online.

La donna fa parte dei sette casi di infezione da Zika rilevati in Spagna.

Il Provvedimenti vengono adottati anche sul fronte italiano. Il virus è strettamente correlato a quelli che provocano la dengue, lafebbre gialla, l’encefalite del Nilo occidentale e l’encefalite giapponese, tutti trasmessi principalmente da punture di insetto e pertanto definitiarbovirus. Tutti e tre i pazienti avevano viaggiato in paesi dell’America Latina dove avrebbero contratto l’infezione.

Tre persone sono morte la scorsa settimana in Colombia a causa del Zika: lo ha reso noto il Ministro della sanità, Alejandro Gaviria, sottolineando in particolare il nesso esistente tra il virus e la sindrome di Guillaume-Barrè. Quest’ultima è una condizione che comporta un complesso disordine del sistema nervoso periferico, frutto di un’anomala ed esagerata risposta autoimmune, che comporta  debolezza muscolare, perdita della sensibilità  e a volte anche paralisi. Incontrando la stampa, il ministro ha ricordato che nel paese rimane l’allerta per il possibile nesso tra Zika e la microcefalia, puntualizzando però che ora a preoccupare le autorità è soprattutto proprio il possibile nesso con la sindrome di Guillaume-barrè. La responsabile dell’Istituto colombiano para la Sanità, Martha Ospina, ha ricordato che i casi di microcefalia nei feti non sono nuovi nel paese: nel 2015 ne sono stati rilevati 150 casi. “Ciò non significa, ha concluso, che la malattia possa in tali casi essere attribuita a Zika”. Nuovo caso a Roma, salgono a 9 in Italia Sarebbero nove in tutto i casi in italia di Zika, tutti ‘importati’ da persone arrivate da viaggi nelle zone a rischio e tutti guariti. L’ultima è una persona di ritorno da un viaggio nella Repubblica Dominicana, curata all’ospedale civile di Venezia. Le sue condizioni sono buone. E a Roma è stata ricoverata un’altra persona all’Istituto Spallanzani, la struttura che ha già visto è gestito la pericolosa epidemia di Ebola curando i due italiani colpiti. Dall’Onu intanto è arrivato un appello per permettere alle donne di abortire e di accedere ai servizi di salute pubblica per evitare le nascite in un momento come questo in cui la trasmissione del virus può essere così grave per i feti. Il rischio di microcefalia sembra infatti sempre più certo. Ma questa ipotesi ha trovato il fermo no da parte dei vescovi brasiliani.     A preoccupare gli esperti è anche la possibilità di contagio attraverso rapporti sessuali. Il Cdc statunitense ha pubblicato una linea guida specifica per le donne in gravidanza, in cui si consiglia di evitare i rapporti sessuali o usare il preservativo fino alla nascita del bimbo alle donne i cui partner hanno viaggiato nei paesi interessati. indicato il test per tutte le donne incinte tornate in america da viaggi in zone in cui il virus Zika è diffuso, anche se non presentano sintomi della malattia.     Confermato poi l’arrivo del virus Zika nella capitale Usa: tre casi di contagio a Washington, tra cui una donna incinta, sono stati resi noti dal dipartimento per la salute locale. Tutti e tre i pazienti avevano viaggiato in paesi dell’America Latina dove avrebbero contratto l’infezione. In Italia “abbiamo aumentato il livello di controllo e di monitoraggio nel settore delle trasfusioni, come facciamo sempre nei casi in cui ci sono nuove epidemie con nuovi fattori di rischio”, ha affermato il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ricordando che nel nostro paese esiste “un sistema di allerta e sorveglianza che è già attivato”. Il centro nazionale sangue (Cns) prevede, infatti, che chi ha viaggiato nei paesi in cui è presente il virus Zika deve aspettare 28 giorni prima di donare il proprio sangue.  Esperti del Brasile: possibile contagio da urina e saliva La brasiliana Fondazione Fiocruz (vincolata al Ministero della Sanità) ha scoperto che anche saliva e urina possono contenere “tracce di virus attivo”, ovvero con potenziale di infezione. “Non possiamo ancora affermare che il rischio di contaminazione via saliva o urina non esista, il nostro consiglio è che almeno le donne incinte evitino luoghi molto affollati”, ha detto il presidente della Fiocruz, Paulo Gadelha.   Porto Rico dichiara lo stato d’emergenza sanitaria Le autorità del Porto Rico hanno dichiarato lo stato d’emergenza sanitaria per il propagarsi del contagio da virus Zika. Nel Paese caraibico il numero dei casi registrati è salito a 22, tra questi anche una donna incinta. “Il nostro obiettivo primario è di garantire la sicurezza dei portoricani e dare loro i consigli sulle misure necessarie per la prevenzione”, ha dichiarato il governatore Alejandro Garcia Padilla.

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