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Rimborsi elettorali, ABC annunciano: non rinunciamo

Sul fatto che i partiti della maggioranza non avrebbero mai rinunciato al finanziamento pubblico non avevamo mai avuto dubbi. Ora, però, è arrivata anche l’ufficialità. I leader di Pd, Pdl e Terzo polo (Bersani, Alfano e Casini) hanno appena annunciato, tramite un documento congiunto, che il rimborso elettorale – così lo chiamano, nonostante sia molto maggiore delle spese effettive – se lo papperanno e tutto. Si tratta, d’altronde, della bellezza di 180 milioni di euro. Mica noccioline.

La teoria di ABC che deve giustificare l’ennesimo raggiro dei referendum del 1993 è la seguente: “Cancellare del tutto i finanziamenti pubblici ai partiti – già drasticamente tagliati dalle manovre 2010-2011 – sarebbe un errore drammatico, che punirebbe tutti allo stesso modo e metterebbe la politica nelle mani delle lobbies”.

Insomma, i tre esponenti della maggioranza più compatta della storia repubblicana sostengono che senza il fiume di denaro che arriva dalle casse dello Stato (soldi ottimamente spesi, come ci ricordano i casi Lusi, Belsito, Trota, ecc. ecc.), la politica potrebbero farla solo i ricconi. E hanno ragione. Riflettete un po’: pensate ad esempio agli ultimi due presidenti del consiglio. Fino allo scorso novembre avevamo quel povero cristo di Silvio Berlusconi, uno che possiede più aziende, banche e ville di quanto lui stesso possa ricordare. Adesso il premier è Mario Monti, uno che nel 2010 ha percepito la miseria di un milione e mezzo di euro e che è proprietario di una dozzina di immobili sparsi per tutta l’Europa.

Non solo i capi di governo, ma anche anche ministri, parlamentari e consiglieri regionali sono degli straccioni. Tra loro ci sono quasi esclusivamente medici, avvocati, farmacisti, imprenditori, magistrati, professori universitari, manager, commercialisti, tutta gente che notoriamente, prima di entrare in politica, ha un contratto precario a 800 euro al mese. Poi ci sono i politici duri e puri, i cosiddetti professionisti della politica, gente che sta sulla poltrona anche per mezzo secolo e che nella vita non ha mai fatto altro. Il tutto per spirito di servizio, naturalmente, mica perché con la politica ci si arricchisce.

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One comment

  1. Ma che significa che rinunciare al finanziamento metterebbe i partiti nelle mani delle lobby? Perché ora nelle mani di chi sono?

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