Rischio eruzione, pronto il piano sicurezza anche per la zona Flegrea

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Il piano è stato predisposto dalla Protezione Civile per la zona del bradisismo flegreo grazie alla solidarietà dei rappresentanti di tutte le amministrazioni nazionali, sottolinea Franco Mancusi sul quotidiano Il Mattino.

Oltre al Molise, anche le altre regioni ospiteranno, qualora si rendesse necessario, gli sfollati: Piemonte (gli abitanti di Portici e Arenella), Valle d’Aosta(Nola), Liguria (Cercola), Lombardia (Torre del Greco, Somma Vesuviana e, molto probabilmente, Pozzuoli), Trentino Alto Adige (Pollena Trocchia e Giugliano in Campania), Veneto (San Giuseppe Vesuviano, Sant’Anastasia, Pomigliano D’Arco e Posillipo), Friuli Venezia Giulia (Palma Campania e Chiaiano), Emilia Romagna (Ercolano e Soccavo), Toscana (San Giorgio a Cremano e Quarto), Umbria (San Gennaro Vesuviano e Bacoli), Marche(Poggiomarino e Bacoli), Lazio (Ottaviano, le circoscrizioni di Napoli e Fuorigrotta), Abruzzo (Terzigno e Monte di Procida), Puglia (Torre Annunziata, San Sebastiano al Vesuvio e Pianura), Basilicata (Boscotrecase e Bagnoli),Calabria (Boscoreale e Bagnoli), Sicilia (Scafati, Trecase e Chiaia), Sardegna(Pompei e Posillipo).

Naturalmente, spiega Mancusi, nella decisione degli assessori “ha influito la garanzia di adeguate compensazioni finanziarie”, che la Campania potrà richiedere in modo graduale attraverso i previsti capitoli della Comunità Europea.

A breve saranno predisposte anche le cosiddette “prove di fuga” che coinvolgeranno, a campione, la popolazione del vesuviano e della zona flegrea.

Restano comunque altri punti critici da risolvere, come quello del completamento della rete stradale di uscita dalla zona del rischio. Al momento, in caso di emergenza, sarebbe un’impresa raggiungere la Tangenziale e i caselli autostradali. In diverse occasioni fu sfiorata la tragedia nei giorni convulsi della crisi provocata nei primi anni 80 dal bradisismo nelle strade del centro storico di Pozzuoli. Per non parlare della necessità impellente di adeguare alle possibili emergenze di una eruzione vulcanica le reti ferroviarie locali, i fondali dei porti, gli ospedali, le infrastrutture essenziali. Altro capitolo di rinnovato interesse del pianodi sicurezza dei Campi Flegrei riguarderà lo sviluppo di una più incisiva campagna di conoscenza dei fenomeni in atto nel comprensorio e, in definitiva, una più capillare informazione sui comportamenti da seguire in caso di emergenza. Danni gravissimi può causare la paura per un forte terremoto, o la reazione incontrollata per un falso allarme.

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