Il rischio sismico di Roma ecco quello che devi sapere

La citta’ di Roma e’ classificata  come Zona Sismica 3,non sorge su un’area sismogenetica in senso stretto,in quanto non esistono grandi strutture sismogenetiche:al territorio cittadino vanno comunque  attribuiti gli eventi strumentali del 1896,del 1909,e del 1953.Pur tuttavia essa risente degli effetti indotti dai terremoti che hanno come epicentro sia l’area dei Colli Albani nella quale si sviluppano eventi sismici che hanno una Magnitudo massima  pari a 4,5,che le aree sismogenetiche appenniniche che hanno prodotto violenti sismi.La sismicita’ di Roma,se analizziamo un periodo storico molto lungo che ci porta fin quasi alle sue origini e di cui abbiamo testimonianze indirette.non puo’ certamente considerarsi trascurabile.E’sorprendente scoprire che ogni 500 anni si sono verificati eventi con risentimenti superiori al VII grado della scala Mercalli,e ogni 100 anni quelli con intensita’superiore al VI grado della scala Mercalli.Nella citta’ di Roma,distante 80-100 km. dall’epicentro i risentimenti sono stati del VI-VII grado della scala Mercalli e ci furono effetti molto diffusi su edifici monumentali:furono segnalate lesioni non gravi alle mura Aureliane e il crollo di alcuni metri di muro dell’aquedotto Claudio vicino a porta Furba. Seriamente lesionate furono le chiese di Santagata dei Goti e Santa Maria alla Scala,nonche’ il campanile di Sant’Andrea delle Fratte e la cupola  di San Carlo ai Catinari.L’evento sismico piu’ forte risentito in Roma di cui si ha notizia e’ probabilmente il terremoto de 9 settembre del 1349 che ha provocato danni riferibili ad una intensita’pari all’VIII grado della scala Mercalli.Per quanto riguarda la distribuzione dei danni si e infine osservato che, in occasione dei terremoti piu’ forti, i piu’rilevanti sono stati registrati proprio nell’area del centro storico.La capitale non sorge su faglie sismiche, non è quindi ad alto rischio, ma il suo sottosuolo è di tipo alluvionale, un tipo di terreno che amplifica le onde sismiche scatenate dalle scosse provenienti o dal sistema appenninico o dalla zona vulcanica dei Castelli.”Il modo in cui viene risentito un terremoto  dipende molto dalla struttura del territorio”.”A distanze superiori a 100 chilometri  le onde sismiche danno oscillazioni lente, che possono essere risentite maggiormente dalle strutture molto grandi. E’ una questione di risonanza”.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*