Roberta Ragusa: udienza, Logli in aula

Prosegue la seconda udienza preliminare bis, iniziata questa mattina alle 9, che vede imputato Antonio Logli, accusato di aver ucciso la moglie Roberta Ragusa e di averne distrutto il cadavere, di fatto mai ritrovato. Logli rischia una condanna a 30 anni di carcere (pena massima nel rito abbreviato) che verrebbero ridotti a 20 in virtù dello sconto di un terzo della pena come prevede il nostro ordinamento giuridico. Tante le ipotesi che si sono succedute in questi lunghi e dolorosi anni, e tanti sono stati i testimoni e le relative accuse che hanno portato a relativi processi. Tutte le direnzioni sembrerebbero portare al marito, Antonio Logli, che all’epoca dei fatti aveva un’amante.

Logli era stato prosciolto il 6 marzo del 2015 dal gup di Pisa, ma il 16 marzo del 2016 la prima sezione penale della Cassazione aveva annullato il provvedimento ordinato che l’inquisito tornasse davanti a un giudice per un eventuale nuovo processo. Il marito, insieme al suocero di Roberta individuano come possibile ipotesi della scomparsa l’allontanamento volontario. Il pm ha poi parlato della attendibilità di un’altra importante testimone, la signora Pampiani, che per 4 volte sarebbe passata in via Gigli ed avrebbe visto Antonio Logli intento a pulire delle tracce (la teste parla di macchie di sangue ma di ciò non si avrebbe certezza) sull’asfalto, proprio nel punto esatto in cui lo avrebbe visto il super testimone Loris Gozi.diario-roberta-ragusa

Un altro elemento che ha insospettito gli inquirenti è stata la scarsa collaborazione di Logli alle indagini. Roberta si spaventò talmente tanto da farsi visitare per escludere eventuali traumi. “Ha sempre mantenuto un atteggiamento impassibile – ha aggiunto Marika Napolitano – e uno sguardo quasi di ghiaccio”. Una lettera anonima segnala che Logli, il giorno dopo la scomparsa si mobilità presso il cimitero di Orzignano.

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