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Rodotà critica il M5s: “Troppi errori di comunicazione di Grillo, il web non basta”

RODOTA'Non è certo un periodo felice per il M5s. Le elezioni politiche sono state molto fortunate per il partito, ma è arrivata subito la batosta alle amministrative che hanno invece sconfessato il successo dei grillini. Poi l’attacco della giornalista Milena Gabanelli, sostenuta dai grillini per le quirinarie, che polemizzava sugli introiti derivanti dal blog di Grillo. Quindi è arrivato il video-messaggio di Salvo Mandarà, reporter del M5s, che ha annunciato il suo addio all’Italia. Infine ecco giungere la stoccata di Stefano Rodotà a Grillo, altro uomo sostenuto dal partito come Presidente della Repubblica.

In un’intervista al Corriere il costituzionalista prova ad intuire i motivi del flop del partito grillino: “Non voglio dire che lo prevedevo. Ma non sono affatto sorpreso. Per due ragioni. La prima è politica: hanno inciso sul voto i conflitti, le difficoltà e le polemiche di queste settimane. La seconda è che avevo detto che la parlamentarizzazione dei 5 Stelle non sarebbe stata indolore. E così è stato”. Altra pecca di Grillo messa in evidenza da Rodotà è stata la sua ossessione per il web, che è uno strumento importante ma da solo non può bastare: “La rete da sola non basta. Non è mai bastata. Guardiamo l’ultima campagna elettorale: Grillo è partito dalla rete, poi ha riempito le piazze reali con lo tsunami tour. Ma ha ricevuto anche un’attenzione continua dalla televisione. Se si vuole sostenere che c’è una discontinuità radicale con il passato non è così: anche per Obama è stato lo stesso. Si parte dalla rete, ma poi si va oltre”.

La comunicazione quindi è stata sbagliata da parte del M5s secondo Rodotà: “Sono stato molto colpito dalle dichiarazioni avventate del candidato 5 Stelle di Roma: si è lamentato perché i media non gli avevano dedicato abbastanza attenzione. Ma come? Non era stata teorizzata l’insignificanza dei vecchi media? Servono ancora, come serve l’insediamento a livello locale. Il candidato sconosciuto della rete si trova in difficoltà rispetto a chi ha una forte presenza territoriale. Non è un caso che il partito che ha tenuto di più in queste elezioni sia stato il Pd, nonostante la forte perdita di voti”. 

Grillo se l’è presa con gli elettori, considerati immaturi poiché si sono affidati ai vecchi partiti rei di aver portato il paese allo sfascio, ma secondo il costituzionalista il partito deve prendersi le sue responsabilità: “L’ho sentita troppe volte questa frase. Elettori immaturi, che non capiscono. Si dice quando si vuole sfuggire a un’analisi. Ma erano gli stessi elettori che li hanno votati alle politiche. È una reazione emotiva, una spiegazione che non spiega nulla”. Infine Rodotà detta la ricetta per il successo, quantomeno per rivitalizzare una forza nuova che ha portato una ventata di novità e di cambiamento, ma deve costantemente rigenerarsi per non implodere su sé stessa: “Ora Grillo e Casaleggio devono rendersi conto che siamo entrati in una fase nuova e che quello che ha determinato il successo non è un ingrediente che può essere replicato all’infinito. Per esempio: alle Europee cosa faranno? Una campagna fortemente antieuropeista, come Berlusconi? Sarebbe un rischio enorme. Cresce enormemente la responsabilità della sinistra”.

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