Roma, la giunta Raggi perde un altro componente: si dimette l’Assessore Muraro dopo aver ricevuto un avviso di garanzia

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La giunta comunale della Capitale perde ancora un altro pezzo, visto che nella giornata di ieri si è dimessa Paola Muraro dalla carica di Assessore all’Ambiente del comune di Roma, dopo aver ricevuto un avviso di garanzia per presunte violazioni del testo unico ambientale. L’annuncio diffuso direttamente dalla Muraro, sembra essere arrivato nella notte tra lunedì e martedì, anche se l’ufficialità sembra essere arrivata poi nella giornata di ieri dal sindaco Virginia Raggi, al termine di una lunga riunione di maggioranza. “Sono tranquilla e convinta di riuscire a dimostrare la mia totale estraneità ai fatti. Tuttavia, per senso di responsabilità istituzionale e per rispetto verso questa amministrazione, ho deciso di dimettermi in attesa di chiarire la mia posizione”, ha spiegato nella giornata di ieri l’Assessore alla sostenibile ambientale di Roma Capitale Paola Muraro, dopo essersi dimessa dall’incarico.

Oggi, tramite il mio legale, la Procura di Roma mi ha notificato un avviso di garanzia in riferimento all’articolo 256 del Testo unico sull’ambiente“, spiega l’assessore Muraro in una nota. “Contestualmente sono stata informata che verrò ascoltata dalla Procura il 21 dicembre. Sono tranquilla e convinta di riuscire a dimostrare la mia totale estraneità ai fatti. Tuttavia, per senso di responsabilità istituzionale e per rispetto verso questa amministrazione, ho deciso di dimettermi in attesa di chiarire la mia posizione“, ha aggiunto l’assessore. Stando a quanto è emerso, sembra che i capi di imputazione contestati alla dimissionaria assessora Paola Muraro facciano riferimento all’epoca in cui la stessa era consulente di Ama, nell’invito a comparire inviatole dalla procura di Roma. L’ex assessore avrebbe violato l’articolo 256 comma 4 legge 2006 e sarebbero coinvolti ancora altri quattro responsabili di singoli apparati degli impianti Tmb di Rocca Cencia e di via Salaria.

Nello specifico alla Muraro si contesta di aver operato una gestione dei rifiuti in violazione delle prescrizioni delle autorizzazioni riguardanti la gestione degli impianti stessi per quanto in particolare concerne le percentuali di trasformare dei rifiuti in ingresso in CDR, FOS e Scarti di lavorazione per gli anni 2010-2015, distintamente per l’impianto Rocca Cencia e Salario. Per tutte queste ragioni, Paola Muraro dovrà comparire per l’interrogatorio del 21 dicembre.Virginia Raggi, dunque, si trova di nuovo senza un assessore ed adesso il dilemma è come rimpiazzare l’assessora all’ambiente, visto che al momento qualche nome sembra esserci, ma non sembra convincere di più di tanto. Sembra che la Muraro abbia rivestito un ruolo importante nell’amministrazione capitolina e per questo motivo al giorno d’oggi è quasi considerata insostituibile. Per l’avvocato Alessio Palladino l’indagine è un equivoco: “Il capo d’imputazione non sta in piedi perché la mia assistita non è mai stata responsabile tecnico di Ama”. Alla luce di quanto detto, il sindaco Raggi spera che tutto possa risolversi nel più breve tempo possibile e non è escluso che la Muraro possa tornare, ovviamente nel caso in cui le accuse nei suoi confronti cadessero completamente.

Ha sempre sostenuto che era «tutto in regola». Lo ha ribadito anche l’altra notte, quando ha comunicato le proprie dimissioni. E invece Paola Muraro, assessora all’Ambiente del Campidoglio, ha mentito. Perché le accuse contenute nell’avviso a comparire, notificato dai magistrati romani, descrivono come siano state «truccate» le autorizzazioni per gli impianti di smaltimento dei rifiuti quando era consulente di Ama. E le conseguenze che ciò ha provocato in materia di inquinamento.

Di Maio «referente» Contestazioni pesanti dalle quali dovrà difendersi il 21 dicembre nell’interrogatorio davanti al procuratore aggiunto Paolo Ielo e al sostituto Alberto Galanti. Occasione per ricostruire anche quanto accaduto dopo la nomina al Comune di Roma. Agli atti dell’inchiesta ci sono i verbali dell’ex assessore al Bilancio Marcello Minenna e l’ex amministratore delegato della municipalizzata Alessandro Solidoro che ricostruiscono quei giorni e specificano il ruolo di Luigi Di Maio che  anche nei momenti più delicati, come quello della notizia sull’iscrizione del registro degli indagati — avrebbe «offerto copertura politica a lei e a Raggi».

Un atteggiamento analogo anche quando è emerso con chiarezza il rapporto stretto che la stessa Muraro aveva con Franco Panzironi e Giovanni Fiscon, i vertici di Ama che le hanno sempre rinnovato i contratti e ora sono entrambi imputati nel processo di Mafia Capitale.

Il linguaggio è tecnico, il risultato appare chiaro. Scrivono i pubblici ministeri: «Gli impianti di Rocca Cencia e Salario operavano una gestione dei rifiuti in violazione delle prescrizioni delle autorizzazioni riguardanti la gestione degli impianti per quanto concerne le percentuali di trasformazione dei rifiuti in ingresso e gli scarti di lavorazione». Il sospetto dei pm è che i macchinari abbiano lavorato in regime ridotto per favorire altri impianti privati.
Nella stessa inchiesta è indagato Manlio Cerroni, il ras dei rifiuti della Capitale, con il quale Muraro aveva rapporti professionali e che  questo è il sospetto  potrebbe aver beneficiato della sua permanenza in Ama. Ma tra i capi di accusa per Muraro c’è anche

Le accuse di Minenna e il ruolo di Di Maio: «Aveva offerto una copertura politica» quello riferito all’inquinamento ambientale. Muraro, quando era consulente di Ama ma in realtà svolgeva il ruolo di «Responsabile tecnico e referente degli impianti», avrebbe consentito «lo stoccaggio di rifiuti in aree non autorizzate per l’impianto di Rocca Cencia» mentre per il Salario «non venivano rispettate le aree di stoccaggio rifiuti: i cassoni di rifiuti contenenti metalli ferrosi, gli scarti del processo e le balle di Cdr non erano infatti ubicati conformemente a quanto previsto dagli atti autorizzativi. Veniva anche accertata la sostituzione di un portone a impacchetta- mento rapido con un telo Pvc tale da non garantire il confinamento delle polveri e delle matrici maleodoranti esternamente all’impianto, non rispettando anche in tale situazione, le autorizzazioni».

Gli impianti di Rocca Cencia e Salario operavano la gestione dei rifiuti in violazione delle prescrizioni parla di «superamento per il parametro del Manganese, del Carbonio e del Fluoruri».

Minenna e Solidoro hanno consegnato ai magistrati i verbali delle riunioni della scorsa estate in Campidoglio per dimostrare come Muraro, quasi in tempo reale, informasse alcuni funzionari di Ama delle decisioni prese. In particolare è allegato agli atti il resoconto di quanto deciso il 27 agosto riguardo alla riorganizzazione del personale della municipalizzata. Scelte condivise da Muraro e Minenna per «nominare il nuovo direttore del personale e invalidare gli spostamenti dei dipendenti  già disposti e in corso di esecuzione  che interferiscano con il presente provvedimento». Impegni che Muraro ha disatteso appena Minenna si è dimesso .

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