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Roma, emergenza guano: Possibile contagio tubercolosi

C’è un Giubileo da gestire e un bilancio di previsione da approvare (entro il prossimo 31 marzo). Per il commissario straordinario della Capitale l’emergenza guano rischia di essere una passeggiata, scivolosa ma meno complicata da gestire. Roma, finanziariamente, è una “multinazionale” con spese fisse per oltre 7,1 miliardi (nel 2015), e Francesco Paolo Tronca ha già ammesso
che «ci sono da tagliare altri 180 milioni di euro dalla spesa corrente». L’ennesimo buco di bilancio ereditato dalla giunta marino (e predecessori) che costringerà a lacrime esangue romani.Per metterci una pezza la pratica è stata affidata al sub commissario Pasqualino Castaldi (alto dirigente della Ragioneria Generale dello Stato), che sta mettendo mano alle dismissioni e
liquidazioni delle aziende partecipate non strategiche.

Una spending review cittadina che sembra aver messo in allarme sindacati e partiti.A Roma, prima o poi, si tornerà al voto e chiunque si presenti dovrà rispondere nell’urna di questi tagli che appaiono come telecomandati dal governo visto il defenestramento chiesto e ottenuto di Ignazio Marino. Secondo il Messaggero il Campidoglio per far quadrare i conti si «prepara a varare una nuova sforbiciata a dipartimenti e municipi». a. Tronca vorrebbe anche ridimensionare i contratti di servizio con le aziende partecipate – a partire da Ama e Atac – che secondo la delibera approvata dalla giunta Marino per il riequilibrio dei conti, dovranno subire una decurtazione media del 20%. Ma si ipotizza anche una riduzione dei budget per scuola e cultura (rispettivamente ridotti del3 e il 7%).guano-660x350

Altri 20/30 milioni di risparmi dovrebbero saltare fuori aggredendo il costo del lavoro dei 24mila dipendenti capitolini, che però sono sul piede di guerra ed hanno già annunciato uno sciopero per
il prossimo 27 gennaio.L’unico risparmio possibile potrebbe essere quello di ridurne il numero (pensionamenti e blocco parziale del turnover).E la riduzione dei dirigenti (misura introdotta dal piano di rientro Marino ma inattuata). C’è poi la partita dismissioni immobiliari. Tronca ha avviato un inventari o degli immobili di proprietà per valutare «dove si può intervenire ». Ma si sta valutando anche la vendita degli immobili delle municipalizzate, a partire dagli ex depositi dell’Atac.

l’Aduc, l’Associazione per i diritti degli utenti e consumatori che in una nota scrive: “Oltre a rendere scivolose le strade e a colpire i passanti gli escrementi degli storni possono contenere il Mycobacterium tubercolosis avio, un ceppo parente del germe della tubercolosi umana, che è resistentissimo: essendo ricoperto da uno strato ceroso, può rimanere mesi nelle feci che gli storni lasciano sulle strade e che una volta seccati, vengono polverizzati, trasportati dal vento e respirati dall’uomo insieme al batterio. Il mycobacterium avio può provocare la tubercolosi nell’uomo, specie in soggetti debilitati e nei bambini che sono a minor distanza dal suolo. La soluzione sarebbe quella di una frequente pulizia delle strade e di avviare operazioni di contenimento della presenza degli storni. Lo scrivemmo nel 1998 al sindaco di Roma di quell’epoca, Francesco Rutelli. Sono passati ben 17 anni e tutto è come allora”.

DAGLI STORNI AI TOPI – Su malattie e scarse igiene per le strade della capitale si incentra un’altra denuncia, stavolta di Assotutela. Rei di veicolare “pericolose malattie” stavolta sono i topi che assediano i secchioni dell’immondizia davanti a Castel Sant’Angelo, come testimoniato in un video girato da turisti e diffuso dall’associazione di categoria.

“Ci chiediamo, senza Marino o con Marino, a parte la spartizione del piatto giubileo, cosa si sta facendo? Ancora una volta a rimetterci è l’immagine di Roma dove turisti increduli riprendevano quanto raccontato e ovviamente anche la salute pubblica. Il video verrà depositato alla Procura di Roma per ravvedere la presenza di eventuali reati da parte di questa amministrazione assente”.

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One comment

  1. Fulvio Galiani

    Per risolvere il problema degli storni bisogna favorire l’insediamento in città degli altri uccelli più grandi che li predano, come ad esempio i gabbiani che penso li predino.

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