Roma, palazzo crollato sul lungotevere Flaminio: sfiorata la tragedia

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Sono stati momenti di forte paura e tensione quelli vissuti nella notte tra giovedì 21 e venerdì 22 gennaio dagli inquilini di un palazzo sito nello specifico a Roma, sul lungotevere Flaminio nella piazza Gentile Da Fabriano, al civico 70. L’incubo ha avuto inizio intorno alle 3 di notte quando, un’inquilina della palazzina ha percepito degli strani scricchiolii motivo per il quale ha subito deciso di intervenire chiamando i soccorsi.

E proprio sul posto sono subito arrivati i Vigli del Fuoco e gli agenti della Polizia di Roma Capitale e, nel giro di pochissimo tempo proprio i Vigili del Fuoco sono riusciti immediatamente a sgomberare la palazzina evitando la tragedia. A raccontare la vicenda è stata proprio la donna che ha chiamato i soccorsi, una signora di nome Agea che ha spiegato che l’appartamento in cui viveva non era il suo sottolineando di avere già informato il padrone di casa di quanto accaduto.

“Ho sentito dei rumori la notte scorsa, ho chiamato il 113, mi hanno passato i vigili del fuoco. C’erano delle crepe sul muro. Ho detto ‘venite subitò. Però poi ho avuto paura, sentivo trambusto. Io ho sempre paura dei ladri, sento gente che cammina di notte, per questo chiamo spesso il 113. Li ho richiamati, ‘mandate qualcunò, ho detto al telefono” ha raccontato nello specifico la signora Agea specificando che si trovava in casa da sola e di aver dormito sul divano anche se, in realtà è riuscita a dormire poco. Momenti di panico assolutamente da dimenticare quelli vissuti dagli abitanti della palazzina sita sul lungotevere Flaminio al numero 70, gli stessi abitanti che improvvisamente hanno visto la propria casa crollare.

A raccontare i terribili momenti vissuti ci ha pensato anche un uomo di 60 anni di nome Andrea Ciacchella, il quale ha invece affermato “Siamo stati fortunati a riuscire a scendere, c’era anche un disabile con difficoltà di deambulazione. Siamo riusciti perfino a spostare alcune macchine. Io sono vedovo da un anno, ho due figlie di 22 e 21 anni. Quella che vive con me non c’era, doveva dare un esame, era fuori casa. Le ho detto ‘vai a dare l’esame, la vita continua”.

Un architetto che vive nel palazzo in questione si è invece espresso sul fatto relativo ai lavori in corso nell’edificio, iniziati da circa una settimana, e a proposito dei quali l’uomo avrebbe affermato “I lavori al quinto piano erano cominciati da una settimana. La palazzina è del 1930. Sono stati tolti dei tramezzi, cosa che si poteva intravedere dalla finestra di casa mia. Credo che l’idea fosse di creare un open space. Al sesto piano c’erano dei grossi vasi di cemento. Avevo segnalato la cosa. Il piano era sovraccarico e credo che togliendo i tramezzi si sia peggiorata la situazione”. Intanto, sulla questione, in un primo momento si è subito espresso il comandante dei Vigili Urbani di Roma ovvero Raffaele Clemente il quale ha voluto precisare che vi è in corso un’indagine di polizia giudiziaria in cui sarà importante precisare se vi è una correlazione tra i lavori in corso e il collasso della palazzina. Il cedimento, nello specifico, ha interessato il settimo, il sesto e il quinto piano della palazzina, un fascicolo di indagine sarà aperto dalla Procura di Roma e sarà coordinato dal procuratore aggiunto Roberto Cucchiari, e al momento il reato ipotizzato è quello di crollo colposo di edificio.

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