Roma shock: australiana picchiata e stuprata in centro

0

Aveva conosciuto il suo presunto stupratore in un locale vicino alla stazione Termini una 49enne australiana aggredita domenica notte. La violenza sarebbe avvenuta qualche chilometro in più in là, in via delle Terme di Traiano. La donna, giunta all’ospedale in codice rosso, ha riportato ferite al cranio, al labbro superiore e nella zona inguinale. I primi accertamenti medici hanno confermato la violenza sessuale. Dalle prime informazioni, sembra che domenica sera l’australiana fosse andata a ballare in un locale vicino alla stazione e poi sia stata vista andare via con l’uomo con il presunto aggressore. La quarantanovenne in stato di shock non ricorda nulla dello stupro ma soltanto di essere stata rapinata. Del caso si occupa la Squadra mobile.

Sono finite in manette i tre aggressori di una donna brasiliana picchiata, stuprata e rapinata a Roma, in una baracca vicino alla stazione Tuscolana. La donna, di 48 anni, è stata ricverata in ospedale in codice rosso, raccontando di essere stata percossa, sequestrata e violentata da due uomini ed una donna, compagna di uno dei due. L’aggressione è avvenuta il 25 settembre scorso: due giovani, un algerino di 27 anni ed un tunisino di 31, al rifiuto di un rapporto sessuale opposto dalla donna, hanno iniziato a picchiarla. La vittima ha continuato a difendersi strenuamente, senza riuscire però a sottrarsi alle violenze. Segregata, le è stato anche impedito di andare in bagno. In ultimo, con ipolsilegati dietro la schiena, è stata costretta a subire un rapporto sessuale. Dopo diche, stremata, è svenuta per le violenze subite. Dopo essersi ripresa, scalza e sanguinante, approfittando del fatto che i suoi aguzzini stavano dormendo, è riuscita a scappare e a raggiungere l’ospedale.

Qui, dopo esser stata soccorsa dai sanitari, è stata ascoltata dagli investigatori del commissariato San Giovanni e Celio che hanno iniziato una capillare attività di indagine che ha portato, in breve, all’individuazione dei tre responsabili, rintracciati all’interno di un manufatto abbandonato a via Tuscolana. Ulteriori accertamenti hanno permesso ai poliziotti di ricollegare ai tre fuggiaschi una rapina aggravata a danno di un cittadino tunisino, consumata anche questa nei pressi della stazione Tuscolana. I tre arrestati sono indiziati dei reati di sequestro di persona, violenza sessuale di gruppo ai danni della cittadina brasiliana e di rapina aggravata nei confronti del tunisino.

Aumenta ogni giorno sempre più il numero delle donne costrette a subire violenza ed ecco che l’ultima terribile vicenda che vede protagonista una donna di 49 anni arriva direttamente dalla capitale italiana, la città di Roma. Nello specifico, secondo quanto trapelato dalle prime indiscrezioni sul caso e precisamente stando ad una prima ricostruzione dei fatti effettuata dalla Squadra Mobile e dal commissariato Viminale sembra proprio che la donna di origini australiane, nella notte tra domenica e lunedì si sia recata in discoteca e dopo essersi divertita tutta la notte a ballare ecco che a fine serata sembrerebbe avere deciso di allontanarsi dal locale in compagnia di un uomo conosciuto precedentemente e proprio tale decisione, alla fine le è costata molto cara. Infatti, proprio nel corso della notte la quarantanovenne australiana è stata vittima di una brutale aggressione e nello specifico la donna avrebbe raccontato alle forze dell’ordine di essere stata picchiata, violentata ed infine anche derubata e il tutto sarebbe accaduto nella via delle Terme di Traiano, nel parco di Collo Oppio ovvero a pochi metri dal Colosseo, il punto in cui un passante avendo notato la donna con numerosi lividi sul corpo ha subito deciso di intervenire lanciando l’allarme.

Poco dopo sul posto della tragedia sono subito arrivati i soccorsi e la quarantanovenne, nello specifico, è stata accompagnata presso l’Ospedale San Giovanni dove è arrivata in codice rosso con numerose ferite al corpo. La donna è stata interrogata dalla polizia e, in evidente stato di choc ha raccontato di avere ricevuto un pugno in faccia e di essere stata derubata del suo cellulare e poi ancora del suo portafogli. Ulteriori indiscrezioni sulla vicenda rivelano inoltre che dagli accertamenti medici è stata riscontrata una violenza sessuale. Quasi irriconoscibile per le numerose ecchimosi al volto e sul corpo, fino al tardo pomeriggio è stata sottoposta a esami clinici e sedata ed inoltre, ancora incredula e in evidente stato di shock per quello che le era accaduto ecco che la quarantanovenne australiana, arrivata in Italia in occasione di un viaggio studio, sembrerebbe avere chiesto ai medici di poter riposare in quanto si sentiva molto affaticata.

La reale identità dell’uomo che ha reso la notte tra domenica e lunedì un vero e proprio incubo per la quarantanovenne al momento non è ancora stata rivelata in quanto le uniche cose che si sanno, al momento, è che si tratta di uno straniero e precisamente forse un uomo di origini romene. La polizia sta ascoltando testimoni e cercando di risalire alle persone con cui la vittima ha trascorso la serata e poi ancora proprio le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza della zona in cui è avvenuta la tragedia sarebbero al momento al vaglio delle forse dell’ordine .

Trascinata nel parco del Colle Oppio, picchiata brutalmente, rapinata dei gioielli, di orologio e cellulare, infine violentata da almeno due stranieri in una sorta di dormitorio a cielo aperto occupato da sbandati. Nel cuore della città, sulla collina che affaccia sopra il Colosseo. La vittima è una turista australiana di 49 anni, nella Capitale da tre giorni per un breve viaggio-studio. Sarebbe dovuta ripartire ieri mattina, invece il soggiorno romano è finito in un letto del pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni con un trauma cranico, il setto nasale rotto, ecchimosi sulle braccia e sulle gambe, lo stupro riscontrato dai medici. «Sono a pezzi – ha detto con un filo di voce – ora vorrei solo riabbracciare mia figlia che è dall’altra parte del mondo».
La donna, secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile e del commissariato Viminale, avrebbe trascorso la serata in un pub nei pressi della stazione Termini, nella stessa zona dove alloggiava in albergo, un quattro stelle.

Sarebbe stata vista allontanarsi con un uomo e poco dopo, in via delle Terme di Traiano, la strada che costeggia la cancellata del parco, sarebbe scattata la trappola. Gli inquirenti – il fascicolo è in mano al pm Silvia Santucci – ritengono che le belve siano state almeno due. Che l’adescatore avesse un complice. L’australiana, dal canto suo, ha raccontato di avere chiesto delle informazioni a quell’uomo, perché non ricordava la strada per tornare in hotel. Forse aveva bevuto ed era confusa, la polizia sta cercando di verificare anche questo. La donna, a un certo punto, è stata strattonata, trascinata a forza, picchiata e gettata a terra, in un anfratto del parco. Le hanno strappato gli orecchini, la collanina, sfilato l’orologio dal polso, poi hanno abusato di lei. Le hanno portato via tutto, anche i soldi e il telefono cellulare. Prima l’hanno stordita sferrandole un pugno in pieno volto, dopo hanno infierito su di lei, fino ad abusarne. L’hanno umiliata sputandole addosso.
ISOCCORSI
È stato un passante a sentire i suoi lamenti, ad accorgersi della donna che non riusciva a rimettersi in piedi e a chiamare, intorno alle 2,45 della notte l’ambulanza del 118. «Il suo viso era una maschera di sangue», ha raccontato il testimone, subito preso a verbale. L’attenzione degli investigatori è puntata nel mondo dei “desperados” del Colle Oppio e degli habitué della stazione Termini. Al vaglio degli agenti ci sono soprattutto le immagini riprese dalla diverse telecamere disseminate in quell’area del centro storico e che avrebbero ripreso i volti e le figure degli aggressori. Gente che vive “ai margini” e che potrebbe avere avuto già dei guai con la legge.
Per questo ieri mattina gli specialisti della Scientifica sono stati sul posto, in quell’angolo maledetto del Colle Oppio per rilevare impronte o rinvenire reperti e tracce biologiche che possano ricondurre agli aggressori. Ma perquisizioni ci sarebbero state anche in altri dormitori a cielo aperto della città, in altri “ghetti” dove i due potrebbero essere passati o avere intessuto una rete di conoscenze.

L’australiana ha riferito che possa trattarsi di «romanian», romeni. Stranieri che la polizia, proprio in virtù dei filmati passati al setaccio, potrebbe avere già identificato. Gli agenti indagano per risalire alle persone con cui la vittima, che era sola a Roma e che aveva un unico conoscente, anche lui straniero, già ripartito, ha trascorso la serata, incrociando anche i dati dei tabulati telefonici agganciati alle celle di zona. Al Colle Oppio, intanto, c’è paura. Al calar della sera il parco si trasforma in una terra di nessuno. Panni stesi, giacigli, rifiuti, avanzi di cibo e persino frigoriferi abbandonati.

ROSY (è un nome di fantasia) è tutta rannicchiata in un letto del pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Roma. Il camice lilla addolcisce come può il suo volto tumefatto, gonfio all’inverosimile, ma comunque incorniciato dai bei capelli biondo-cenere che le scendono lungo le spalle. Guarda con gli occhioni chiari sbarrati, smarrita, a Roma è sola, nessuno che le sia accanto, precipitata in un incubo che mai pensava di dovere sopportare. «Dovevo ripartire oggi per l’Australia e, invece sono qui», dice con un filo di voce, abbassando lo sguardo.
Rosy come sta?
«Sto malissimo, ho dolori forti dappertutto. Mi hanno picchiato brutalmente. Non mi davano tregua. Vede: tutto il viso, il naso, l’occhio sinistro è nero pesto, mi sento a pezzi. E poi quello che mi hanno fatto, non ci posso pensare. Mi spiace non parlo italiano, vorrei solo avvisare mia figlia che è dall’altra parte del mondo, è l’unica persona che adesso vorrei vicino». Cosa ricorda di quei momenti?
«Era tardi, era notte. Dovevo rientrare in albergo, che non è distante dalla stazione Termini, ma avevo dimenticato la strada, non sapevo come fare. Ho chiesto informazioni a un uomo, mi ha detto: “Ti faccio vedere io dove devi andare, ti indico la strada”. Ho fatto qualche passo, l’ho seguito, poi è sbucato qualcun altro. Mi hanno spinto in un posto appartato, una specie di baracca».
Sa dire quanti erano?
«No, non mi ricordo quanti fossero, non lo so, è stato tutto così veloce, brutto, improvviso».
E che cosa è successo?
«Mi hanno afferrato per un braccio, mi hanno trascinato, e preso a botte. Erano una furia. Un primo colpo in piena faccia mi ha stordito. Mi hanno gettato a terra, mi hanno strappato gli orecchini con violenza, la collana che indossavo, sfilato con la forza l’orologio dal polso, ho ancora tutti i segni. E dopo mi hanno fatto quello che hanno fatto, hanno abusato di me, è stato orribile».
Qualcuno l’ha soccorsa?
«Mi lamentavo, un passante deve avere chiamato la polizia. Non avevo più niente, la borsa, si sono presi pure il telefono. Mi hanno portato via tutto, erano belve. Non ricordo altro».
Ricorda se erano degli italiani?
«No, non erano italiani, erano “romanian”, romeni».
É sola qui a Roma, in albergo qualcuno la aspetta?
«No, prima qui a Roma c’era un mio amico che però è già partito. La mia sistemazione è in un buon hotel, non avevo paura. Adesso vorrei solo potere parlare con mia figlia perché non ho più il cellulare, vorrei provarci almeno attraverso Facebook, ma vorrei anche riposare, “spero li prendano”.

SHARE