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Roma shock: Strangola la madre e poi si impicca vicino

I cadaveri di un ragazzo di 29 anni e della madre di 62 sono stati ritrovati questa sera dai carabinieri in un appartamento di Montorio romano, nei pressi della capitale. Dai primo rilevamenti tutto lascia pensare che si sia trattato di un caso di omicidio-suicidio. Sul collo della donna sono stati trovati segni di violenza, come per uno strangolamento, il figlio invece si e’ impiccato. L’appartamento e’ stato trovato in ordine, nessun segno di effrazione. Sul posto i carabinieri della stazione di Nerola e il nucleo operativo della compagnia di Monterotondo che hanno avviato i rilievi. A dare l’allarme e’ stata la figlia della signora che, non avendo notizie della famiglia da giorni, ha chiamato i carabinieri. Madre e figlio sono di origini moldave. Sembra che l’uomo soffrisse di crisi depressive.

La figlia, che risiede a Roma, ha allertato ieri sera i soccorsi, anche se a scoprire l’omicidio-suicidio sono stati poi i vigili del fuoco che hanno sfondato la porta insieme con il personale medico dell’Ares 118. Per i due non c’era nulla da fare: la sessantenne era sul letto, con graffi e ferite sul collo che sarebbero riconducibili allo strangolamento. Non avrebbe avuto nemmeno il tempo di difendersi. I carabinieri della compagnia di Monterotondo e della stazione di Nerola, coordinati dal Gruppo di Ostia, hanno svolto un sopralluogo nell’abitazione e ascoltato alcuni vicini di casa. Sentite anche la figlia e sorella delle vittime.

 Ma da venerdì – in attesa del responso del medico legale sull’ora della morte dei due – gli investigatori dell’Arma cominceranno gli accertamenti sulle condizioni di salute del trentenne e se venisse assistito dai servizi sociali in maniera adeguata. Sembra infatti che, oltre ai parenti più stretti, anche altre persone vicine alla famiglia fossero al corrente della sua patologia, sebbene ai carabinieri non risultino interventi nell’abitazione di madre e figlio e non ci siano denunce per episodi di violenza.

La Maniacalità: che cos’è?
Il tono dell’umore varia nel tempo: ogni persona può attraversare periodi in cui ha l’umore equilibrato, altri periodi in cui si sente triste o depressa ed altri ancora in cui si sente allegra o euforica. Gli psichiatri indicano i periodi di eccessiva e immotivata allegria con i termini “mania” o “maniacalità”.
I sintomi della mania sono i seguenti:
• umore elevato, e nei casi più gravi molto variabile;
• aumento dell’energia, dei progetti e delle attività, fino ad un insieme di iniziative caotiche e disorganizzate;
• elevato senso di sé, che può sfociare in deliri di grandezza (la persona si convince di essere importante e può identificarsi in un personaggio famoso);
• tendenza a parlare molto più del solito, anche il pensiero sembra più veloce;
• diminuzione del sonno e comportamenti insoliti (ad es. va a ballare fino a tardi mentre abitualmente è poco socievole);
• tendenza a comprare oggetti inutili (K. Jamison, psichiatra che soffre di disturbo maniacale, racconta di aver comprato tra l’altro cinque confezioni di siero antivipera, perché sentiva bisogno di averlo in casa, e una quantità di libri della casa editrice “Penguin”, allo scopo di “fondare
una colonia di pinguini”), a spendere molto e a fare investimenti, a volte con il rischio di dilapidare notevoli somme di denaro;
• tendenza ad essere disinibiti, con comportamenti sessuali a rischio.
L’iperattività e la mancanza di sonno possono condurre a spossatezza e talvolta le idee grandiose divengono deliranti, con la persona maniacale che tipicamente è convinta di avere uno speciale dono divino o di essere un messaggero scelto da dio. Anche voci allucinatorie possono dirglielo. La mania è l’unico disturbo psichico che molte persone vivono positivamente: percepiscono un aumento della vitalità, una uscita dalle abituali ristrettezze e riferiscono di “non essersi mai sentiti meglio”. Altri invece la percepiscono come una fase inautentica, estranea alla loro personalità.
La mania quindi è in un certo senso la faccia opposta, l’altro “polo”, della depressione e assieme alla depressione fa parte di un disturbo che viene chiamato “disturbo bipolare”.
Sintomi maniacali si possono avere anche in altri disturbi psichici (schizofrenia, uso di alcol e droghe) e organici, che vanno diagnosticati e curati in quanto tali.

Il Disturbo Bipolare
Il vecchio nome del disturbo bipolare era malattia maniaco-depressiva. Entrambi i termini si riferiscono alle oscillazioni di mania e di depressione che caratterizzano la malattia; i due “poli” del disturbo. Il disturbo è episodico, nel senso che il singolo periodo maniacale si estingue. La diagnosi di disturbo bipolare può essere posta soltanto non appena il soggetto ha avuto un episodio maniacale o ipomaniacale, anche se esso è breve.
E’ però probabile che un nuovo episodio si presenti nel corso della vita e tale probabilità cresce con il numero degli episodi.
I periodi di mania o ipomania sono frammischiati con periodi di depressione e nei tempi intermedi la persona è completamente sana, né depressa né maniacale ed è in grado di tornare alla propria normale occupazione e vita sociale, senza modificazioni o danneggiamenti permanenti della personalità o delle proprie abilità cognitive.
II disturbo bipolare interessa approssimativamente 1 persona su 200 della popolazione generale, con la stessa frequenza fra uomini e donne.
Esso può variare per gravità da uno-due episodi di mania o di depressione in tutto il corso della vita fino a disturbi molto gravi e disabilitanti con numerosi episodi di mania o depressione, che si presentano nel corso di un solo anno.
Tipicamente il disturbo bipolare si presenta per la prima volta verso i 20 anni di età. Una particolare attenzione va posta per riconoscere la maniacalità degli adolescenti, nei quali può esprimersi con abuso di alcool o droghe, irritabilità, problemi scolastici, deliri (idee o convinzioni che non rispondono alla realtà).

La Maniacalità può dipendere da molti fattori
Tra le cause del disturbo vi è sicuramente la predisposizione genetica, che comporta una maggiore probabilità ad ammalarsi di questo disturbo nelle famiglie in cui vi è già qualche parente affetto.
Sebbene i geni siano importanti nel causare il disturbo bipolare, chiaramente ci sono ancora altri fattori come gli eventi della vita o aspetti dello sviluppo precoce, che sono importanti fattori di rischio e sono spesso indicati con il termine “ambientale” o “psicosociale”.
Inoltre fattori organici, cioè legati al corpo come organismo, possono essere individuati di volta in volta.
I fattori psicosociali (tra cui esperienze intense quali lutti, stress intensi, stress continuativi, gravidanza) hanno un ruolo determinante nello scatenare i primi episodi e sembrano inoltre condizionare il decorso della malattia, per cui vanno tenuti in considerazione nella scelta delle strategie terapeutiche da adottare.
Alcune malattie organiche (patologie cerebrali, ormonali, ecc.) possono determinare l’insorgenza di sintomi maniacali. Tra queste condizioni vanno ricordati:
• l’uso di farmaci o sostanze (levodopa, broncodilatatori, corticosteroidi, alcol, benzodiazepine, anticolinergici, anticonvulsivanti, allucinogeni, antidepressivi);
• alterazioni metaboliche (ipertiroidismo, stati postinfettivi e postoperatori);
• condizioni neurologiche: sclerosi multipla, epilessia, postumi di ictus cerebrovascolare, malattia di Huntington, infezioni cerebrali, tumori cerebrali o metastasi tumorali al cervello.

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