Home » Primo piano » Roma Tiburtina, madre e figlio aggrediti nella metro B a Piazza Bologna: lui in coma

Roma Tiburtina, madre e figlio aggrediti nella metro B a Piazza Bologna: lui in coma

ROMA Roma in balìa della violenza, in pieno giorno. Roma sola, insicura, impaurita, sottomessa ai prepotenti, ai vandali, ai criminali. Tanto vale tirare dritti, non voltarsi se non per guardarsi le spalle, non soccorrere, farsi gli affari propri. E’ così ogni giorno, un’escalation di soprusi, nelle strade per un sorpasso, sui bus per una fermata mancata, nei parcheggi per una mancia negata. Domenica, in un vagone della metro B, alle tre del pomeriggio tra la calca: Maurizio D.F., 37enne, è stato massacrato e con lui la mamma che ha cercato di difenderlo, da due giovani, strafatti di coca. «Eravamo all’altezza di Castro Pretorio, stavano facendo un macello, urlavano, fumavano, si era creato il vuoto intorno a loro, la gente andava negli altri vagoni, qualcuno li filmava – racconta la vittima, ricoverata in gravi condizioni al Policlinico Umberto I – perché fumavano. Ho detto loro “non potete fumare qui dentro vi hanno pure ripreso”, mi hanno risposto “fatti i c… tuoi e vattene”. Così ho fatto, sono andato tre o quattro vagoni avanti».

Un diverbio nemmeno cominciato, poi l’esplosione di violenza, un pestaggio brutale: uno è arrivato ciondolando con l’aria da boss, e giù pugni, schiaffi, calci fino a farlo cadere a terra sotto gli occhi increduli dei presenti. «Era una furia, sono vivo per miracolo – racconta Maurizio – Solo mia madre cercava di fermarlo, è rimasta con un pezzo della sua maglia in mano». Anche l’altro compare è uscito dal vagone ed è rientrato più avanti, la vittima era già a terra, lui ha continuato a infierire sul volto, con calci e pugni in faccia. «Erano bestie, pensavo fossero stranieri, perché non parlavano, picchiavano solo», dice la mamma che assieme ad altri testimoni (ma ci sono anche le immagini delle telecamere) ha riconosciuto i due aggressori e permesso l’arresto: sono Antonio Senneca, 27 anni di Caserta e Luigi Roccitiello, 25enne, di Aversa. Sono entrambi pregiudicati e gli investigatori stanno indagando sui reali motivi per cui fossero nella Capitale, probabilmente per commettere altri reati, come fanno i cosiddetti pendolari del crimine.

Roma meta di violenze, di vandalismi e saccheggi, dove tutto può accadere, sui bus e sotto la metro. Dove il presidio su banchine e stazioni dei militari per l’allarme terrorismo non inibisce i delinquenti comuni, che siano in auto, in strada, sulla metro. I due arrestati con l’accusa di tentato omicidio si sono lasciati andare a una violenza inaudita. Sotto gli occhi di tutti. L’uomo era steso a terra e hanno continuato a infierire, la mamma che si è avventata su uno dei due, è stata colpita, riportando lesioni guaribili in 8 giorni.
Tutt’intorno un fuggi fuggi generale, i passeggeri che scappavano hanno fatto allarmare un vigilante della stazione Bologna che ha avvertito la polizia. Solo quando i due malviventi si sono dati alla fuga, qualcuno ha provato a rincorrerli. Rintracciati poco dopo dagli agenti erano ancora su di giri, arroganti. E il senso di insicurezza cresce, nulla è cambiato dal 2007 quando Vanessa Russo venne uccisa trafitta da un ombrello in un occhio, proprio nella metro da Doina Matei.

Futili motivi, che hanno portato alla morte di Carlo Macro, colpevole di disturbare il sonno di un clochard ai piedi del Gianicolo, una notte di 2 anni fa. Più indietro, nel 2010, sotto la metro Anagnina, Alessio Burtone uccise con un pugno l’infermiera romena Maricica Hahaianu. L’ultima vittima di questa scia di violenza ha riportato trauma cranico, fratture ed emorragia cerebrale. E’ rimasto in osservazione al Dea dell’Umberto I fino a ieri pomeriggio. «Abbiamo monitorato eventuali evoluzioni delle lesioni, ora è in Neurochirurgia dove sarà sottoposto a un intervento sulla parete del cranio», spiega il direttore del Dea Claudio Modini. La prognosi è riservata ma i medici sono moderatamente ottimisti. Tutto per una sigaretta, per aver chiesto di spegnerla. Solo il 13 settembre un autista ha aggredito un conducente Atac dopo un leggero tamponamento, l’ha colpito al volto e inseguito. Il giorno prima, una banale lite per la viabilità, uno stop e un sorpasso insomma, è finita nel sangue, con un uomo in fin di vita a Boccea. Ah, poi, c’è sempre il parcheggiatore abusivo, anche lui, sempre più arrogante in questa jungla arrabbiata, che ricatta e aggredisce, pure davanti ai vigili. Ecco Roma, e la sua discesa inarrestabile nel degrado.

Loading...

Altre Storie

Richiamato lotto di porchetta di Ariccia Igp per rischio microbiologico

Ma negli ultimi giorni è nato l’allarme sul prodotto sottovuoto a marchio Fa.Lu.Cioli… Sul sito del …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *