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Rosa Parks

Rosa Parks l’1 dicembre1955 pose fine alla segregazione razziale

Rosa Parks, rifiutandosi di cedere il posto sull’autobus ad un bianco pose fine alla segregazione razziale negli Stati Uniti

Rosa Parks salì sull’autobus che cambio la sua vita e la storia delle lotte per i diritti civili il 1 dicembre del 1955, nella città di Montgomery per tornare a casa. Stanca di una giornata intera di lavoro si rifiutò di cedere il posto a un uomo bianco quando l’autobus si era riempito, non per rabbia, ma semplicemente per stanchezza.
Rosa Parks venne arrestata per aver violato leggi di segregazione, e nel giro di pochi giorni, i leader afro-americani di Montgomery ha risposto con un boicottaggio generale del sistema di autobus della città.
In meno di un anno, il 13 novembre 1956, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha confermato tramite un tribunale distrettuale federale di governo che la segregazione negli autobus violava il 14 ° emendamento della Costituzione, ed entro un mese dalla sentenza, i bus integrati iniziarono il loro servizio per le strade di la città.
Durante il boicottaggio durato un anno e le sue conseguenze immediate, i bianchi commisero numerosi atti di violenza contro i boicottatori e dei loro capi. Hanno bombardato la casa di Martin Luther King Jr., il leader del boicottaggio, e hanno quasi ucciso sua moglie e suo figlio.

Rosa Parks

Dal rifiuto di Rosa Parks ad una lotta non violenta ai valori della vita umana

Molti gruppi, convinti assertori della superiorità dei bianchi, hanno continuato i loro atti di violenza anche dopo che la Corte Suprema aveva emesso la sua sentenza, sparando gli autobus, bombardando le chiese, le case e gli altri leader, e picchiandogli autisti degli autobus. Eppure i boicottatori mai risposero con la violenza. Di conseguenza, uno dei più importanti argomenti giuridici della città contro l’integrazione degli autobus – che porterebbe alla violenza interrazziale – è crollato durante il procedimento giudiziario.
Molti, se non la maggior parte, di questi uomini, che lottavano per i propri diritti, possedeva la capacità di distinguere tra l’autore di un’ingiustizia e l’ingiustizia in sé. Questa distinzione, un principio fondamentale della non-violenza insegnata da Martin Luther King e dagli altri leader, ha permesso ai boicottatori di impegnare i loro avversari senza demonizzarli o disumanizzarli.
I manifestanti hanno capito che la sconfitta dell’autobus e della la segregazione è stata una vittoria per tutti i cittadini di Montgomery, non una sconfitta di bianchi.

L’importanza del gesto di Rosa Parks nell’attivismo di Martin Luther King

Quasi 12 anni dopo l’arresto di Rosa Parks, Martin Luther King apparve alla Riverside Church di New York e ruppe il suo silenzio proclamando la sua opposizione alla guerra del Vietnam. King è stato successivamente attaccato non solo dai suoi avversari, ma anche da molti dei suoi alleati che hanno visto la sua posizione contro la guerra come un allontanamento dal movimento per i diritti civili.
Nel suo discorso quel giorno, King mostrò non solo le connessioni logiche tra l’opposizione alla guerra e la lotta per la giustizia; offrì anche una penetrante analisi delle scelte globali che attendono il potere militare ed economico preminente nel mondo. Martin Luther King condannò il senso anti-rivoluzionario della politica estera americana, criticando il sostegno della nazione ai regimi oppressivi nella sua ricerca distruttiva per il profitto. E chiese una “vera e propria rivoluzione di valori“, dichiarando che, “La nostra unica speranza oggi sta nella nostra capacità di ritrovare lo spirito rivoluzionario e andare fuori in un mondo ostile, dichiarando l’ostilità a volte eterna alla povertà, il razzismo e il militarismo.”

Esattamente un anno dopo quel famoso discorso King venne ucciso dal proiettile di un assassino.  L’eloquenza con cui parlava metteva ben in evidenza il nesso tra il boicottaggio di Montgomery ed il discorso alla Riverside Church, sottolineando il fatto che la nonviolenza e la ricerca della giustizia sono indissolubilmente legate. Nel 1958, due anni dopo il boicottaggio, King aveva scritto, “In un giorno in cui Sputnik e Explorers si muovono attraverso lo spazio esterno e i missili balistici guidati stanno aprendo autostrade della morte attraverso la stratosfera, nessuno può vincere una guerra. Oggi la scelta non è più tra violenza e nonviolenza. E’o la nonviolenza o la non esistenza“.

Oggi dunque ricordiamo, dopo 60 anni Rosa Parks, prendendo atto del suo coraggio e della sua scelta: anche la persona dall’apparenza più innocua può sempre fare la differenza.

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