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Rossi (Lega): “Prendo seimila euro ma mi girano le palle”

Oreste Rossi, nato ad Alessandria, si è diplomato all’istituto tecnico industriale “Alessandro Volta” come perito chimico. Dopo aver terminato gli studi ha lavorato come imprenditore agricolo e dal 1987 al 1990 lavora come perito chimico in un’azienda alessandrina.

Nel 2005 è stato per breve tempo presidente del consiglio regionale del Piemonte. Gli succede Roberto Cota. Alle elezioni europee del 2009 è stato eletto deputato europeo della Lega Nord con 14.390 preferenze ed è diventato il primo alessandrino ad essere eletto europarlamentare.

Ma guardate come l’europarlamentare leghista Rossi parla così con Libero Quotidiano del ricorso con cui ha deciso di opporsi al taglio dei vitalizi.

«Ma che irriducibili. A me non va bene essere fregato così. Anziché tagliare a tutti ce la prendiamo in quel posto solo noi. O la “Casta” paga tutta, e io sono d’accordo, oppure non colpiscono solo me e pochi altri. La questione è seria».
Questione di soldi.
«Allora. Diciamo le cose come stanno. Nel 2000, su richiesta della cassa della Camera dei deputati, e specifico non mia, ho aderito alla possibilità di avere il vitalizio a 50 anni a fronte del versamento volontario di 144 rate, che io ho pagato a un ente autonomo. Capito?».
Chiaro. Le hanno fatto la proposta e lei ha detto sì.
«Pagando non una, ma 144 rate».
Di che importo?
«Questa è una cosa privata, direi. Ho il modulo protocollato della Camera. So quello che dico».
Vada avanti.
«Ho finito di pagare l’ultima rata a novembre, tre mesi fa. E a dicembre 2011 mi dicono che tutti i soldi che ho versato non servono a niente. Arrivederci e grazie».
Cosa ha pensato?
«Lei cosa avrebbe fatto? A me sono girate le palle moltissimo. Perché io ho aderito a una forma di assicurazione volontaria che ho pagato per 12 anni, dopo di che la Camera mi dice: lei è un pirla. Abbiamo scherzato. E io dovrei accettarlo? Assolutamente no».

Ecco quindi spiegato il motivo del ricorso:

Voi della Lega siete i più numerosi…
«Il partito non c’entra niente. Se siamo di più è solo perché all’epoca la Lega aveva dato spazio ai giovani candidando molti, come me, sotto i 30 anni. E della mia legislatura, cioè del ’92, siamo solo in 7. Niente se si pensa ai circa mille, tra cui Fini e Consolo, che avranno il vitalizio, e costano più di noi».
Avete chance di vittoria?
«Se fossimo in un tribunale normale vinceremmo di sicuro, perché è come essere stati truffati. Qui, invece, siamo nelle mani di un organo presieduto da uno che dice che il ricorso è inutile».
Lei adesso è deputato europeo. Quanto guadagna?
«Prendo 6.197 euro netti. Il vitalizio dell’Europarlamento lo prenderò dopo, a 63 anni. E comunque in Europa hanno tagliato gli stipendi del 40% a tutti e nessuno si è sognato di fare ricorso perché non ci sono stati figli e figliastri».

Non vogliamo entrare nel merito della vicenda, ma un interrogativo sorge spontaneo. Ma questi signori sono davvero consapevoli di quello che dicono? Forse sì, forse no. Il punto è un altro: l’Italia, l’Europa, il Mondo sta attraversando una crisi economica, socio-politica, culturale senza precedenti. E questi signori parlano ancora oggi in questo modo. Questi signori ci rappresentano a Strasburgo! Ma la colpa principale è quella di noi elettori che questa gente l’abbiamo eletta. Facciamoci tutti un esame di coscienza.

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