Rottamazione cartelle esattoriali, come estinguere il debito? La guida

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Per aderire al piano di rottamazione delle cartelle Equitalia è necessario presentare istanza di domanda entro il 31 marzo 2017. L’addio a Equitalia parte dal 1° luglio 2017: in quella data le cartelle di pagamento porteranno la firma “Agenzia delle Entrate – Riscossione”, ente che sarà sottoposto all’indirizzo e alla vigilanza del Mef. In particolare, si tratta delle ipotesi di pagamento insufficiente o di versamento in ritardo anche di un solo giorno.

A tal proposito preme evidenziare che giovedì 17 novembre è stata depositata l’attesa sentenza della Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite, che ha definitivamente sancito che le cartelle di pagamento, avvisi Inps eccetera, si prescrivono (salvo atti interruttivi) sempre in cinque anni (salvo atti interruttivi) e che la prescrizione rimane di 10 anni soltanto per sentenza di un giudice passata in giudicato (ossia contro la quale non è stato presentato ricorso in Appello o in Cassazione). Il debitore dovrà dichiarare inoltre in quante rate intende saldare il debito ed eventuali pendenze di giudizio aventi ad oggetto i carichi cui si riferisce la dichiarazione, assumendo contestualmente l’impegno di voler rinunciare al giudizio. La nuova disposizione legislativa concede ai soggetti che abbiano ricevuto cartelle di pagamento, inerenti ai ruoli affidati ai concessionari della riscossione nel periodo dal 2000 al 2015, la possibilità di estinguere i relativi debiti usufruendo di benefici quali: la cancellazione delle sanzioni, degli aggi della riscossione, degli interessi di mora e di dilazione e di altre sanzioni e somme aggiuntive.

In questi ultimi giorni, durante l’iter parlamentare, sono state introdotte ulteriori novità. La richiesta di definizione agevolata dovrà essere presentata agli sportelli dell’agente incaricato della riscossione o inviata a mezzo posta elettronica o posta elettronica certificata alla Direzione Regionale di Equitalia Servizi di riscossione di riferimento entro il prossimo 23 gennaio 2017. Per chi aderisce si bloccano le rate concordate ma solo dal 2017: quindi vanno versate le eventuali rate in cadenza quest’anno fino a tutto dicembre. Infatti, per effetto di un tasso di rateizzazione così alto e da alcune simulazioni di calcolo, in presenza di cartelle molto giovani con sanzioni e interessi di mora ridotti si pagherebbe addirittura di più scegliendo la rottamazione a rate che pagando interamente la cartella esattoriale notificata. Il decreto prevede che la richiesta di definizione agevolata si perfezioni con il pagamento della prima rata: ma, se al momento del pagamento, il contribuente non potrà farlo, tale definizione agevolata decadrà. Per evidenti ragioni legate al bilancio dello Stato, non viene però modificata la disomogeneità del piano di dilazione che dispone il pagamento del 70% del debito rateizzato nelle prime tre rate; in poche parole si dovrà pagare il “grosso” del dovuto entro la fine novembre 2017 lasciando il residuo nel 2018. Si ricorda che, ad essere interessate dallo sconto in simili casi sono le sanzioni unitamente agli interessi di mora.

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