Sanità: la legge di stabilità promette nuove assunzioni ma i medici vanno in sciopero

La nuova legge di stabilità sembra concedere un po’ di respiro al personale degli ospedali, medici ed infermieri. E infatti a partire dal gennaio 2016 le regioni potranno indire concorsi e sottoscrivere contratti di flessibilità per assumere nuovo personale; in prima linea vi è l’integrazione dei medici precari del Servizio di sanità nazionale, per cui è previsto il 50 per cento dei posti disponibili.
L’ok della maggioranza è arrivato solo dopo una lunga battaglia, che ha portato infine all’approvazione del faticoso iter della commissione di Bilancio sull’emendamento sblocca-assunzioni nella sanità. Eppure nonostante il via libera dal governo, con la promessa di regolarizzazione del personale precario e con l’assunzione di ulteriori unità, a seconda delle necessità di ogni singola regione, lo sciopero dei medici è andato avanti. Le cessazioni delle attività è stata portata avanti per ben 24 ore, le cifre: 250 mila unità del personale ospedaliero hanno dichiarato il blocco di ogni attività sanitaria per una giornata intera, sospendendo 2 milioni d visite e circa 40 mila interventi chirurgici previsti, mettendo letteralmente in ginocchio il sistema sanitario nazionale, tra ospedalieri e convenzionati.

legge di stabilitàAlla basa della dura protesta contro il governo vi sono le condizioni, dichiarate inaccettabili, cui medici e infermieri erano costretti a lavorare. Il sistema prevede tuttora turni massacranti e poche ore per riposare, una situazione che i diretti interessati hanno definito inaccettabile per poter operare con la serenità necessaria.
A dire il vero il personale della sanità dovrà attendere ancora qualche mese prima di poter vedere esaudite le richieste portate davanti al governo. Perché la manovra sblocca sanità è impostata su tempistiche lunghe e su una rigida procedura che concederà alle regioni di assumere a partire soltanto dal 31 marzo e adeguarsi così agli standard imposti dalle direttive comunitarie, nei mesi iniziali del 2016 dovranno accontentarsi dei contratti flessibili per sopperire alla mancanza di personale.

Le norme della nuova legge di stabilità

Le nuove norme invece prevedono una riduzione dei posti letto ed un massimo di 48 ore settimanali con un tetto massimo di 11 ore di riposo ogni 24 ore di servizio, di cui non più 8 quelle consecutive. “È passata la norma che permette l’assunzione dei medici e degli infermieri e che è necessaria per garantire il diritto al riposo“, ha dichiarato Beatrice Lorenzin. I concorsi straordinari e le relative assunzioni saranno dilazionate nei mesi fino al dicembre 2017, ciò che ancora non sono chiari sono i numeri: non si è fatta menzione sulle stime del personale che potrà essere messo sotto contratto, sulla dotazione finanziaria aggiuntiva si è parlato invece di 800 milioni di euro. Inoltre viene concesso un massimo di 3 anni a ospedali, istituti di ricovero e cura per rimettere in sesto i bilanci, pena la decadenza automatica dell’intero managment.
I soldi necessari alla manovra arriveranno dal risparmio delle Regioni. Queste ultime infatti “non avranno problemi a recuperare i 300 milioni necessari per le assunzioni, noi abbiamo permesso lo strumento per poter fare le assunzioni previste. Che fosse ancorato al risparmio delle centrali uniche di acquisto o alla medicina difensiva, sapevamo tutti che era una scommessa che le Regioni possono accettare“, ha dichiarato sempre la Lorenzin.

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