Saronno: ecco come l’infermiera ha avvelenato il marito, chiesta perizia psichiatrica

Riprendono oggi gli interrogatori degli indagati nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Busto Arsizio (Varese), su morti sospette in pronto soccorso a Saronno. Quindici in totale le persone coinvolte, due delle quali arrestate: l’infermiera Laura Taroni con l’accusa di aver ucciso il marito tramite avvelenamento da farmaci insieme al compagno medico Leonardo Cazzaniga, accusato anche per altri quattro presunti omicidi in corsia. Gli altri 13 iscritti nel registro degli indagati sono 11 medici, avario titolo per falso ideologico, favoreggiamento e omessa denuncia, un carabiniere e una parente di Taroni.

II primo a comparire davanti agli inquirenti, stamattina, sarà Paolo Va- lentini, direttore del presidio ospedaliero di Saronno e membro della commissione chiamata a valutare le due segnalazioni degli infermieri del pronto soccorso di Saronno, che avevano denunciato internamente (poi una dei due ha presentato denuncia in Procura facendo partire l’inchiesta) l’esistenza del «protocollo Cazzaniga».Il professionista è indagato per omessa denuncia e favoreggiamento per non aver segnalato a sua volta all’autorità giudiziaria, sebbene risulti un fax a suo nome inviato ai carabinieri di

Saronno, protocollato, ma mai inviato in Procura.

Nel pomeriggio era stata convocata (ma non sarà presente) Elena Soldavini, un’altra dottoressa che nel marzo 2014 depositò un esposto anonimo ai carabinieri di Cantù, circa i suoi dubbi sulle morti nella famiglia di Laura Taroni, anche lei indagata per omessa denuncia. Secondo quanto riferisce il suo avvocato Giovanni Pignataro «essendosi presentata per rendere spontanee dichiarazioni sabato scorso, è venuta meno la necessità». Martedì mattina sarà la volta della dottoressa Maria Luisa Pennuto, medico legale aziendale, anche lei accusata di omessa denuncia e favoreggiamento, perché membro della commissione interna.

Si continua a parlare delle morti in corsi all’Ospedale di Saronno, per le quali sono stati arrestati un medico Leonardo Cazzaniga e l’amante, ovvero l’infermiera Laura Taroni. Stando a quanto è emerso dalle indagini, sembra che i due abbiano ucciso diverse persone con un mix di farmaci, e mentre il medico nel corso degli interrogatori ha praticamente confermato tutto, l’infermiera si sarebbe avvalsa della facoltà di non rispondere. Diverse le intercettazioni davvero scioccante e l’ultima, resa nota proprio nei giorni scorsi, sembrerebbe riguardare una conversazione tra l’infermiera e l’amante nel corso della quale Laura Taroni chiede consiglio sul trattamento farmacologico cui sottoporre il marito, Massimo Guerra per condurlo alla morte. “Quale betabloccante abbassa il battito cardiaco o la pressione? Così lo metto nel pesto di Massimo”, è questo quanto chiesto da Laura Taroni all’amante Leonardo. Tra l’altro, sembra che la donna parlasse tranquillamente del trattamento farmacologico a cui sottoponeva il marito, ma sembra nessuno la prendesse sul serio.

Un giorno, qualche tempo prima del ricovero del novembre 2011, certamente nell’arco di tempo in cui avevo notato questo peggioramento nei rapporti tra Laura ed il marito, mentre eravamo a mensa io, Laura e Piras Jessica,la Taroni improvvisamente mi chiese ‘quale betabloccante abbassa il battito cardiaco o la pressione? Così lo metto nel pesto di Massimo’”, si legge nel verbale redatto dalla dottoressa in servizio all’ospedale di Saronno. “Rimasi un po’ perplessa ma presi quella frase, forse infelice, come una battuta. Preciso che il betabloccante è un farmaco cardiologico che produce brachicardia e ipertensione. Risposi a Laura indicando diversi farmaci di quella categoria e illustrandone gli effetti sulla pressione arteriosa o sul battito. Preciso che le diedi questa risposta prima che lei facesse la battuta sul pesto e sul marito”,si legge in un verbale redatto dalla dottoressa in servizio all’Ospedale di Saronno. I due amanti killer di Saronno pare non si siano accorti di essere intercettati dai carabinieri che così hanno potuto registrare le loro confessioni involontarie, come quella del 18 agosto dello scorso anno; i due amanti in quell’occasione pare si trovassero in auto e stavano discutendo animatamente sull’eventuale utilizzo del taser su uno dei pazienti, e poi ancora sulla morte di Massimo Guerra, ovvero il marito dell’infermiera killer.

Cazzaniga, nel corso di questa intercettazione, pare si fosse lasciato andare ad un’affermazione la quale si presenta come una vera confessione. Nei giorni scorsi è stato sentito anche il dirigente sanitario dell’Azienda ospedaliera, Roberto Cosentina; l’uomo è accusato di aver omesso la denuncia dei reati dell’infermiera e del medico killer. Nella giornata di ieri, pare sia giunta una nuova notizia, secondo la quale sarebbe stata chiesta una visita medica per Laura Taroni; la notizia sembra essere stata riferita dall‘avvocato della Taroni, Monica Alberti, la quale ha chiesto l’autorizzazione per una visita medica volta a verificare le attuali condizioni di salute della donna.

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