Scienziati invertono il processo di invecchiamento!

Silverstein, che scriveva nel 1981 (secoli fa nell’ottica della ricerca medica e scientifica), sosteneva che entro un trentennio l’essere umano sarebbe riuscito a sconfiggere la morte, e argomentava la sua ipotesi partendo da un presupposto concettualmente molto semplice quanto rivoluzionario: l’invecchiamento cellulare non sarebbe da ritenersi un qualcosa di necessario e ineluttabile, ma da considerarsi piuttosto alla stregua di una patologia. Allora si può fare, o meglio è possibile bloccare l’invecchiamento degli uomini visto che la stessa tecnica ha dimostrato di funzionare anche su cellule umane in provetta.

 Per ottenere questi risultati i ricercatori hanno utilizzato una tecnica di bioingegneria in grado di trasformare le cellule adulte in cellule embrionali, tuttavia, differentemente da altri studi, invece di riportarle alla cosiddetta “ora zero”, ovvero nella fase in cui esse avevano la capacità di differenziarsi in qualunque altro tipo di cellula dell’organismo (staminali pluripotenti), i ricercatori hanno spostato indietro le lancette solo di qualche ora. È la prima volta che si dimostra che il processo di invecchiamento non ha un’unica direzione e che non è irreversibile. Il team di studiosi coordinati dal professor Juan Carlos Izpisua Belmonte del Gene Expression Laboratory ha infatti dimostrato che nei topi è possibile invertire il processo di invecchiamento,
ottenendo un guadagno sensibile nella vitalità ma soprattutto nella longevità degli animali, che aumenterebbe del 30 percento.

Sarebbero state ottenute, dunque, delle cellule pluripotenti, ovvero capaci di seguire diverse direzioni nello sviluppo e queste pare siano state chiamate cellule staminali plupotenti indotte. Per applicarla su animali vivi il gruppo di Belmonte ha deciso di prendere una ‘scorciatoia’, abbreviando i tempi da tre settimane a soli quattro giorni.

Il primo passo è stato sperimentare la tecnica su colture di cellule umane e di topo e tutte sono ‘ringiovanite’, nel senso che le disfunzioni molecolari associate all’età si sono ridotte.

Nei topi anziani è stato iniettato quindi un cocktail di geni ed un particolare antibiotico disciolto nell’acqua in modo da far regredire le cellule nel tempo.

Il miglioramento delle condizioni di vita e i progressi della medicina hanno fatto aumentare la durata media della vita, ma con l’invecchiamento della popolazione il rischio di sviluppare malattie aumenta.

Ancora molto tempo per i test sull’uomoNonostante il successo, il passo verso un’eventuale sperimentazione di questa tecnica nell’uomo non sarà breve. “Ma l’esperimento dimostra che l’invecchiamento è un processo dinamico e plastico, e pertanto più suscettibile di interventi terapeutici rispetto a quanto finora pensato”.

L’invecchiamento potrebbe essere rallentato, sono stati fatti ringiovanire topi anziani: La loro vita è stata allungata del 30%.

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