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Scioglimento dei ghiacci, una questione da 60 trilioni di dollari

Svalbard reflectionsLa temperatura del nostro pianeta si innalza costantemente e il futuro della nostra Terra sembra sempre di più compromesso, a causa del conseguente scioglimento dei ghiacci. Il clima si inasprisce e tale fenomeno diventa difficilmente controllabile: il metano, rilasciato dall’assottigliamento dello strato di ghiaccio dell’Articolo potrebbe, difatti, accelerare le conseguente derivate dal cambiamento climatico. Gli scienziati e gli economisti hanno definito questa situazione come una vera e propria “bomba economica“: per far fronte a questo problema, infatti, essi hanno stimato che servirebbero somme esorbitanti, o meglio, 60 trilioni di dollari.

I governi, però, spesso non concepiscono il cambiamento del clima come qualcosa di necessariamente negativo: infatti, considerano lo scioglimento dei ghiacci come una possibilità per sfruttare i giacimenti di petrolio e gas, ai quali, al momento, non si può accedere. Qual è la questione spinosa, dunque? Se fuoriuscisse un getto potente di metano dal permafrost in scongelamento da sotto la superficie del mare della Siberia, costerebbe alla Terra ben 60 trilioni di dollari, nonché effetti devastanti per l’ecosistema.

Entro il 2020, secondo quanto affermano diversi studiosi e ricercatori, l’Artico perderà il ghiaccio marino, provocando il rilascio di grandi quantità di gas presenti nel permafrost: se ciò accadesse, si verificherebbe inevitabilmente l‘innalzamento dei livelli di mari e oceani.  

[Foto: Tunde Pecsvari via Compfight]

 

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