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Scuola, parte il Tfa per abilitare gli insegnanti, ma c’è il doppio trucco

Il governo si è finalmente deciso a stabilire quando partirà il Tfa (Tirocinio Formativo Attivo). Di che si tratta, innanzitutto? E’ un corso organizzato dalle Università, valevole 60 cfu, e rivolto a chi aspira a diventare insegnante. Le persone potenzialmente interessate sono centinaia di migliaia. Per potere partecipare occorre avere conseguito un diploma Isef (Educazione Fisica), una laurea del vecchio ordinamento, oppure una laurea specialistica (ora denominata “magistrale”).

Quello raggiunto dal governo Monti è un traguardo importante. Era infatti da cinque anni, ormai, che non si formavano nuovi docenti. Come se da cinque anni ci fossero laureati in medicina, ma gli stessi non potrebbero praticare la professione perché non abilitati. Uno scandalo vero e proprio. Passato in silenzio, naturalmente.

Il Miur ha stabilito di formare 4.275 docenti di scuola media inferiore e 15.792 docenti di scuola media superiore. Per potere partecipare al Tfa (che sarà molto costoso, anche se ancora non è stata ancora fissata la cifra esatta) occorre dunque avere un titolo universitario valido, ma ciò non basta. Bisogna avere sostenuto esami specifici in relazione alla classe di concorso per la quale si accede. Esempio: una laureato in Scienze dell’Educazione accede anche alla classe 36/A a patto che abbia ottenuto 96 cfu fra Sociologia, Psicologia, Filosofia e Pedagogia. Il meccanismo, come saprete, è piuttosto antipatico. Ma non c’è da stupirsi: siamo in Italia, il regno della burocrazia. Per sapere se si posseggono i requisiti necessari a partecipare, dovete confrontare la vostra carriera universitaria con il decreto ministeriale n. 22. del 9 febbraio 2005. Nella tabella allegata al suddetto dm sono elencate tutte le classi di laurea e le relative classi di concorso.

Il Tfa – ha annunciato ufficialmente il Miur – partirà entro giugno 2012. Di per sè sarebbe una buona notizia per chi aspira a divenire docente. Ma ci sono almeno due bluff. Va infatti considerato che ci sono ancora laureati abilitati all’insegnamento a spasso e che la situazione generale è sempre più drammatica a causa dei tagli al personale degli ultimi anni. Insomma, i 20mila nuovi docenti sanno che il loro destino – in larga parte –  è di accodarsi a chi li ha preceduti.

Non solo. Il tfa prevede una dura prova d’accesso: i programmi sono abnormi. Ma, una volta conseguito il titolo, i neo docenti non avranno – prima o poi – il posto assicurato. Allo stato attuale delle cose, è previsto che dopo il Tfa sarà necessario un ulteriore concorso. Insomma, hai due lauree più l’abilitazione? Per lo Stato non basta a essere considerato un buon insegnante e ad avere diritto al monotonissimo posto fisso.

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