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Senato, approvato il dl colosseo: i beni culturali diventano servizi pubblici essenziali

Il DL Colosseo è stato approvato oggi al senato con 138 sì, 67 no e 14 astenuti. Il decreto legge, proposto lo scorso 16 settembre a seguito della chiusura del Colosseo, trasforma i beni culturali del patrimonio italiano in servizi pubblici essenziali.

A votare per il si al senato il PD, Cr e Ap. Contrari si sono invece dichiarati il movimento 5 stelle, Sel e Fi. Fra gli astenuti invece la Lega Nord.

Fra gli esponenti del PD emerge moderata soddisfazione per l’approvazione di questo decreto legge. Andrea Marcucci, presidente della commissione cultura, ha definito il dl colosseo una conquista di civiltà.
“Questo decreto non vuole essere un attacco ai lavoratori. A loro noi dobbiamo la tutela del nostro patrimonio culturale, e proprio per questo il governo Renzi ha bandito un concorso per l’assunzione di 500 nuovi funzionari.”

Secondo i critici invece, il DL Colosseo impone il divieto allo sciopero per alcune categorie di lavoratori, ossia quelle pertinenti al controllo e alla gestione dei beni artistici del nostro paese: musei, monumenti e luoghi di importante rilevanza artistica verranno considerati al pari dei servizi pubblici essenziali.
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Valeria Fedeli, vicepresidente del Senato, specifica che non si vuole fare un torto alle categorie dei lavoratori ma anzi favorirle. E agevolare il turista che viene in visita in Italia ad ammirare le bellezze dello stivale.

“Come servizi pubblici essenziali, chi lavora nel settore dei beni culturali avrà gli stessi diritti allo sciopero di chi lavora nella scuola, nei trasporti o nella sanità. Nella cultura, come in queste altre categorie, gli scioperi continueranno ad essere legittimi. Pertanto sono falsità quelle affermate da chi ritiene il DL colosseo una negazione del diritto allo sciopero. I diritti dei turisti e quelli dei lavoratori non sono fra loro incompatibili.”

Il vicepresidente del Senato ha poi aggiunto che l’Italia è il paese con la maggior quantità di beni riconosciuti come patrimonio dell’Unesco. La cultura, spiega Valeria Fedeli, rientra nei fondamenti della carta costituzionale. Per questo motivo è giusto che il nostro patrimonio venga considerato come bene pubblico essenziale.
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Durante l’esame del decreto in aula, il senato ha respinto tutti gli emendamenti.

Anche Dario Franceschini, ministro dei beni culturali, ha espresso soddisfazione per il risultato raggiunto attraverso il Dl Colosseo:
“Questa manovra riconosce al lavoratore il diritto allo sciopero, ma al tempo stesso al turista la possibilità di usufruire del nostro patrimonio artistico. Sono soddisfatto dell’ampio consenso ottenuto. Fra l’altro al Colosseo ieri è già stata fatta un’assemblea e tutti i musei sono rimasti aperti.”

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