Sesso, perdere la verginità dipende dal proprio Dna e un fattore di genetica

Lo studio, coordinato da John Perry e pubblicato Nature Genetics, è stato condotto su oltre 380mila persone. La ricerca per la prima volta ha messo in relazione l'orologio biologico che regola la pubertà nelle donne con gli altri fattori che determinano l’inizio dell’attività sessuale

 L’età a cui si manifesta la pubertà, si ha il primo rapporto sessuale e, per le donne, il primo parto, è influenzata almeno in parte da fattori genetici mediati dallo sviluppo di tratti neuro-comportamentali. E’ questa la conclusione – che susciterà probabilmente ampie discussioni – a cui è giunto uno studio condotto da un gruppo internazionale di ricercatori, che firmano un articolo pubblicato su “Nature Genetics”.

Finora gli studi sulle relazioni fra età del primo rapporto sessuale, prima gravidanza, scarsi risultati scolastici e altri possibili esiti negativi si sono concentrati sull’importanza di diversi fattori socioculturali. Tuttavia alcuni di questi studi hanno suggerito che siano implicati anche fattori genetici, sia pure in misura non preponderante.

Il gruppo di ricerca coordinato da Ken Ong e John Perry, entrambi dell’Università di Cambridge, ha ora condotto uno studio cosiddetto di associazione genome-wide (ossia che prende in esame le variazioni individuali di tutti i geni del genoma) su 125.000 cittadini britannici, studio che hanno poi replicato su 241.910 uomini e donne islandesi e 20.187 donne americane di età superiore ai 45 anni e di ascendenza europea.

I dati hanno mostrato che c’è una correlazione tra il primo rapporto sessuale, l’età della prima gravidanza e l’età d’inizio della pubertà, e che su questa correlazione influiscono anche fattori genetici.

Grazie all’uso di uno strumento statistico chiamato randomizzazione mendeliana, i ricercatori hanno poi concluso che la correlazione dipende da un rapporto causale fra il momento d’inzio della pubertà e gli altri due eventi: più precoce è la pubertà, prima si verificano il primo rapporto sessuale e la prima gravidanza. A loro volta, tutti e tre questi fattori influiscono su comportamenti potenzialmente problematici, come uno scarso rendimento scolastico o un basso livello di istruzione.

Tutta questa catena di cause ed effetti sarebbe mediata da alcuni tratti neuro-comportamentali e in particolare dai circuiti cerebrali che modulano la tendenza a comprotamenti rischiosi e all’irritabilità. Lo sviluppo di questi circuiti – osservano i ricercatori – sembra influenzato da alcune varianti di un gene, il gene ESR1 (recettore esotrogenico 1), in particolare da varianti a carico di un suo introne, una parte non codificante del gene che però può influire sui suoi livelli di espressione.

Grazie a questo studio, si è capito anche che una pubertà anticipata porta ad una scoperta precoce del sesso e a gravidanze precoci. Il tutto ha delle ricadute in ambito sociale e comportamentale, incluso il livello di istruzione. Sono state inoltre localizzate delle varianti associate con l’età del primo rapporto vicino ai geni legati alla tendenza a comportarsi in modo rischioso, anche se non è chiaro come questi siano coinvolti nella regolazione dell’età della pubertà o del primo figlio.

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