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Shock Aids, in Italia 120mila sieropositivi: uno nuovo ogni 2 ore

++ Aids: Francia; prima caso al mondo, virus arretra ++HIV e AIDS – L’italia il paese delle eterne contraddizioni, sembra andare sempre tutto al rovescio. Cerchi informazioni sul calcio, sulla tua soap preferita? Bhe ti basta accendere la televisione che sarai inondato da centinaia di ore d’informazioni a riguardo. Bisogna parlare di tematiche delicate riguardanti la salute? Se ti va bene troverai qualche informazione scorrendo programmi nella notte inoltrata o su qualche canale di rete locale, per il resto tabula rasa.

La sensazione, ed è praticamente la stessa che si respira fin dai tempi della nascita della prima tv in bianco e nero, è che cittadini Italiani troppe volte vengono trattati come dei bambini ai quali vanno nascoste le vicende spiacevoli per non turbarlo emotivamente, una sorta di mamma italia che non riesce proprio staccare il cordone ombelicale della corretta informazione, soprattutto quando si tratta di tematiche delicate come la salute. Per certi versi l’Italia sembra essere ferma agli anni 80, quando le persone erano vincolate da troppi tabù e chiusure mentali tipiche del 500. Prendiamo in esame l’Aids, in quegli anni il solo sentir pronunciare la parola era terrificante, e se per caso conoscevi qualcuno in città contagiato era il dramma assoluto, lo si teneva distante anni luce.

Un comportamento decisamente da “ignoranti” ma forse giustificato, all’epoca sull’argomento vi era una totale disinformazione, e la poca presente era sempre volta a terrorizzare i più giovani, allo stesso modo anche le cure erano meno efficaci di oggi, ed era oggettivamente molto più pericoloso. Oggi le cose sono cambiate, per quanto dal virus non si guarisce del tutto, è comunque possibile conviverci fino alla vecchiaia con la massima serenità, tuttavia l’ignoranza è rimasta la stessa di quegli anni. Quello che oggi in Italia dovrebbe cambiare radicalmente è il modo con cui affrontare mediaticamente la patologia. Nel bel paese infatti, se ne parla sempre di meno e quando lo si fa, non si è mai abbastanza chiari. In televisione, che dovrebbe essere il mezzo di comunicazione di maggiore impatto, soprattutto tra i giovani, non ve ne è praticamente traccia, solo le Iene, grazie ai servizi di Nadia Toffa, per qualche settimana si è affrontato il problema in maniera seria ed esplicita, per il resto, silenzio assoluto. In Italia sono più di 120mila le persone che vivono affetti dal virus dell’Aids, con un nuovo contagio ogni due ore. Lo affermano gli specialisti dell’Icar (Italian Conference of AIDS and Antiviral Research) che si terrà quest’anno dal 6 all’8 giugno 2016 a Milano. Nel bel paese sono ben 4mila i nuovi casi ogni anno, ad essere colpiti, soprattutto i giovani. Di questi il 60% avviene in una fase tardiva di infezione. La fascia di età più a rischio è quella tra i 25 e i 29 anni.

La Lombardia risulta essere la regione con più persone sieropositive, con 20mila contagiati, seguono Lazio, Emilia Romagna e Liguria. Per quanto la mortalità si va riducendo anno dopo anno, grazie ad efficaci ed innovative terapie, è sempre più crescente la disinformazione o ancor peggio la scarsa informazione in merito all’Hiv e alla sua trasmissione. Inoltre, circa il 25% delle persone malate non sa di esserlo.

La maggiore preoccupazione degli esperti ricade proprio sull’inconsapevolezza di chi non sa di essere malato. Infatti, in questi casi che si viene a creare il classico effetto domino, trasmettere il virus inconsciamente da persona a persona senza volerlo. Un problema molto serio che non va sottovalutato, una diagnosi precoce dell’infezione è assolutamente necessaria per poter accedere al più presto alla terapia antiretrovirale. Bisogna dunque, informare con maggiore efficacia, accrescere la sensibilità tra le persone a rischio affinchè accedano ai test diagnostici.

“Noi intendiamo coordinare le diverse realtà scientifiche impegnate nell’assistenza, ricerca e sperimentazione clinica in tema di infezione virali”, ha detto Antonio Chirianni, presidente della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali. “La conferenza di Icar è basata sui contributi originali della ricerca italiana, nel campo dell’infezione da Hiv/Aids e delle altre malattie virali, e aperta ai contributi internazionali nel settore”.

AIDS (cenni)

La sindrome da immunodeficienza acquisita (da cui l’acronimo SIDA utilizzato nei Paesi francofoni, ispanofoni e lusofoni, di rado in italiano), o Acquired Immune Deficiency Syndrome (AIDS in inglese, normalmente utilizzato anche in italiano) è una malattiadel sistema immunitario umano causata dal virus dell’immunodeficienza umana (HIV).La malattia interferisce con il sistema immunitario limitandone l’efficacia, rendendo le persone colpite più suscettibili alle infezioni, in particolare a quelle opportunistiche, e allo sviluppo di tumori. Questa vulnerabilità aumenta con il progredire della malattia.

L’HIV si trasmette in molti modi, ad esempio tramite i rapporti sessuali, trasfusioni di sangue contaminato e aghi ipodermici e tramite trasmissione verticale tra madre e bambino durante la gravidanza, il parto e l’allattamento al seno.

Il virus e la malattia sono spesso indicati insieme come HIV/AIDS. La malattia è un importante problema sanitario in molte parti del mondo e la sua diffusione è considerata una pandemia. Nel 2009, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che vi siano 33,4 milioni di persone nel mondo che vivono con l’HIV/AIDS, con 2,7 milioni di nuove infezioni HIV all’anno e 2,0 milioni di decessi annuali a causa di AIDS.Secondo il rapporto UNAIDS 2009, in tutto il mondo vi sono state circa 60 milioni di persone contagiate sin dall’inizio della pandemia, con circa 25 milioni di morti e 14 milioni di bambini orfani nel Sudafrica.

La ricerca genetica indica che l’HIV abbia avuto origine in Africa centro-occidentale nel corso del ventesimo secolo.  L’AIDS è stato individuato dal Centers for Disease Control and Prevention (CDC) nel 1981 e la sua causa, l’HIV, è stata identificata nel 1983. Dopo una lunga controversia la comunità scientifica ha ritenuto che Robert Gallo e Luc Montagnier, con i rispettivi gruppi di ricerca, abbiano entrambi contribuito al raggiungimento di tale risultato.

Anche se i trattamenti per l’HIV/AIDS possono rallentare o arrestare il decorso della malattia, non vi è cura conosciuta o vaccino contro l’HIV. Il trattamento antiretrovirale riduce sia i morti che le nuove infezioni, ma questi farmaci sono costosi e non sono disponibili in tutti i paesi.A causa della difficoltà nel trattamento delle infezioni da HIV, la prevenzione è un obiettivo chiave per il controllo dell’AIDS.

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