Shock: Bere tanta acqua fa male, si può morire di overdose: rischi e dosi sicure

Bere troppa acqua può essere pericoloso: se ingerita in un breve lasso di tempo può dare sintomi vicini a quelli di un’overdose. E’ quello che è accaduto a Londra, dove una donna di 59 anni è finita in ospedale proprio per aver bevuto troppa acqua.

La paziente consumava talmente tanta acqua per cercare di combattere un’infezione alle vie urinarie, di cui soffriva molto. La cinquantaduenne aveva già cominciato ad assumere grandissime quantità d’acqua per cercare di depura il suo organismo questo sotto consiglio di un dottore, il quale, gli aveva consigliato di bere un bicchiere d’acqua ogni 30 minuti.Ovviamente la donna è finita al pronto soccorso con la diagnosi di Iposidiemia, la quale gli procurava bassissimi livelli di sali nel sangue. Alla donna è stato vietato di vedere l’acqua nelle successive ventiquattr’ore.

Un medico ha spiegato: ”Consigliamo sempre ai nostri pazienti di bere molta acqua e di rimanere ben idratati, soprattutto nel momento in cui non si sentono bene. Ma, cosa intendiamo realmente con queste parole? Ci sono dei rischi potenziali in questo consiglio innocuo?” Il Dottor Imran Rafi, ha sottolineato: :”Incoraggiamo i nostri pazienti a bere di più nel momento in cui mostrano sintomi come disidratazione, sensazione di secchezza o urine di colore scuro. Non c’è un avviso generale su quanta acqua una persona debba bere al giorno per stare in salute, la chiave è quella di continuare a mantenersi idratati e avere urine chiare, è uno dei primi accorgimenti. Questo caso, dimostra che un eccessivo consumo di acqua, come tantissime altre cose, può avere importanti conseguenze.”

Il sodio insieme agli altri ioni (H+, K+, Cl-, Ca++, HCO3, SO4- ecc.), contribuisce in modo determinante al mantenimento dell’equilibrio idro-elettrolitico, che, integrandosi con l’equilibrio acido-acqua-sp10-320x175

base e con quello osmolale, è essenziale per la nostra sopravvivenza. Un uomo necessita di 5-6 g di sale (NaCl) al giorno, mentre con la dieta in Europa se ne consumano mediamente 12 g: queste abitudini, in persone predisposte, possono portare all’insorgenza di ritenzione idrica. È utile chiarire subito che, nell’esposizione dei dati numerici, bisogna fare attenzione a non confondere il solo sodio (Na+ ) con il sale comune, cloruro di sodio (NaCl) e occorre ricordare che 1 g di sodio si trova in 2,5 g di sale cloruro. Se, comunemente con la nostra dieta giornaliera, si apportano dai 3 ai 6 g di sodio (considerando che un g di sodio corrisponde a circa 43 mEq) si può dire che con la dieta si introducono, nella nostra normale alimentazione, dai 130 fino ai 260 mEq di sodio. Ovviamente il sodio viene introdotto sia sotto forma di sale contenuto naturalmente negli alimenti, sia come sale da cucina (cloruro di sodio), di cui esso rappresenta solo il 40% del peso (l’altro 60% è dato dal cloro), per cui, volendo esprimerci in termini pratici, un soggetto normale, introduce con la consueta dieta dai 7,5 ai 15 g di sale sodico, prevalentemente sotto forma di cloruro di sodio. Un cucchiaio raso da minestra contiene circa 15 g di sale e circa 10,5 g di zucchero, un cucchiaino raso da caffè contiene circa 6,5 g di sale e circa 5 g di zucchero. Normalmente il contenuto di Na nel sangue corrisponde a 140 mEq (del solo Na) per ogni litro di plasma e, tanto per avere un termine di confronto, in ogni litro di soluzione fisiologica (cloruro di sodio allo 0,9 gr.%) ci sono 154 mEq di sodio e 154 mEq di cloro; praticamente il Na è quasi corrispondente alla quantità presente nel plasma (140 mEq/litro), mentre il cloro (154) è in quantità nettamente superiore a quella plasmatica (105 mEq/litro).

A proposito del sodio, i valori numerici sembrano diversi tra quelli della soluzione fisiologica e quelli del plasma, ma in effetti la quantità effettiva è la stessa, perché una parte del litro di plasma è occupata dalle proteine. Un litro di soluzione fisiologica, quindi, contiene 9 g di sale (NaCl), di cui 3,568 g di Sodio (Na) e 5,432 grammi di Cloro (Cl), pertanto, questa quota di liquidi contiene una quantità di sale ampiamente sufficiente al fabbisogno giornaliero (5-6 g). Sempre a titolo di curiosità e di utile allenamento mnemonico, il pH della soluzione fisiologica è oscillante tra 5 e 7, e, quindi, in ogni caso, è acido rispetto al plasma (pH plasmatico normale=7,4), per cui tale soluzione non può essere considerata veramente “fisiologica”, fatta eccezione per la sua osmolali- tà che è 308 mOsm/litro, corrispondente quasi a quella normale plasmatica che oscilla tra 280 e 295. In pratica quello che conta di più nella classica soluzione fisiologica è che essa sia isotonica (o iso-osmotica).
La parola “isotonica” esprime quella condizione in cui due soluzioni hanno concentrazioni dei soluti e pressioni osmotiche uguali o costanti, per cui iso-tonico e iso-osmotico sono sinonimi (iso= prefissi per indicare “uguale”). Analogamente vale per ipotonico/ipoosmotico o per iper-tonico/iper-osmotico. Anche la soluzione glucosata al 5% è iso-tonica (pOsm = 278), ma appena penetrato nel plasma lo zucchero viene utilizzato dal metabolismo cellulare, per cui la soluzione glucosata diventa praticamente acqua, quindi ipotonica (capace quindi di abbassare la osmo- lalità e la sodiemia plasmatica). In un uomo normale dal peso corporeo totale di 70 kg, l’acqua ne rappresenta il 60% (42 litri), distribuito per il 40% in un compartimento intracellulare (LIC- liquido intracellulare, 28 litri) e per il 20% in un compartimento extracellulare (LEC, 14 Litri). Di questo 20%, solo il 5% è rappresentato dal plasma (3,5 litri) e il rimanente 15% è rappresentato dall’interstizio (10,5 litri).

Il sodio totale, l’acqua e la sodiemia Uno degli errori che più comunemente viene commesso è quello di fare confusione tra concetto di sodiemia e concetto di sodio corporeo totale, al punto tale da ritenere che l’iposodiemia indichi una diminuzione del sodio corporeo totale. In effetti queste parole esprimono due entità nettamente distinte. La sodiemia rappresenta la concentrazione di sodio in 1 litro di plasma, misurata in milliEquivalenti/litro (v.n. 140 ±5 mEq/litro). Essa non esprime la quantità di sodio contenuta nell’organismo, ma solo il suo rapporto con il contenuto di acqua. Il sodio totale, invece, è la quantità assoluta di sodio contenuta nell’organismo in toto (v.n. 2880-3000 mEq totali). Questa differenza concettuale fa sì che si possa avere una sodiemia bassa pur avendo un sodio totale alto e viceversa. Il sodio ha un potere osmotico, per cui in una soluzione si comporta come una sostanza soluta osmoticamente attiva, capace cioè di attirare acqua e trattenerla, e proprio per questa sua prevalente funzione esso viene definito: “lo scheletro osmotico dell’organismo”13.

Tutti lo sanno, bere almeno due litri di acqua fa bene all’organismo. A quanto pare però non bisogna esagerare con le quantità: a svelarlo sono stati gli esperti del King’s College Hospital di Londra che hanno studiato il caso di una persona finita in “overdose” d’acqua.

Proprio così: stando a quanto si legge sul Mail Online, la donna in questione, a causa di un’infezione delle vie urinarie, avrebbe dovuto bere un bicchiere d’acqua ogni 30 minuti ma, non rispettando le dosi indicate dal medico, ha cominciato ad accusare diversi malori tanto che i medici hanno deciso di ricoverarla: nel suo sangue i livelli di sodio erano particolarmente bassi.

L’acqua può dunque essere realmente pericolosa? Vale anche in questo contesto la regola del troppo stroppia. Ebbene sì perché, nei casi più gravi, il cervello potrebbe gonfiarsi e portare a confusione, convulsioni, coma e addirittura alla morte.

A fare luce sulla controversa questione è stato il dottor Imran Rafi, responsabile di Innovazione clinica e ricerca presso il Royal College of General Practitioners: “Bere una giusta quantità di acqua è importante per mantenerci in buona salute, sia fisicamente che mentalmente“.

Come comportarsi allora?Vorremmo incoraggiare i pazienti a bere di più se hanno sintomi di disidratazione, come la sensazione di sete, notano le urine scure. Ma non c’è una quantità di acqua raccomandata al fine di rimanere in buona salute. La cosa fondamentale è essere idratati e che le urine abbiano un colore chiaro” – ha sottolineato il dottore che ha poi aggiunto – “Questo caso mette in evidenza che l’eccessiva assunzione di acqua può avere conseguenze importanti per i pazienti, e questo è qualcosa di cui operatori sanitari e pazienti devono tenere a mente“.[/showhide]

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