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Shock a Casal Palocco, uccide la madre e chiama il 112: “Ho ucciso e murato il corpo di mia madre”

Ho ucciso mia madre, ho messo il cadavere nell’intercapedine, venite”, sono queste le parole pronunciate da un uomo che nella giornata di ieri, poco dopo le ore 12, ha chiamato il numero unico per le emergenze. Si tratta di un 66enne abitante del quartiere romano di Casalpalocco, il quale dopo aver ucciso la madre, ha chiamato il numero unico per le emergenze confessando appunto un omicidio. Una volta giunti sul luogo indicato dal 66enne,  i carabinieri del Comando di Ostia, hanno trovato l’uomo che li aveva chiamati ed il cadavere della madre nascosto nel luogo indicato dallo stesso 66enne.

Una vera tragedia, dunque, quella accaduta a Roma e nello specifico in via Amipsia nella zona di Casalpalocco, dove un uomo affetto molto probabilmente da disturbi psichiatrici, ha ucciso la povera madre e poi ha nascosto il suo corpo all’interno di un intercapedine e dopo aver compiuto il gesto, come già anticipato, ha chiamato il 112 e confessato tutto ai carabinieri. La vittima si chiamava Maria Grazia Cornero di 80 anni, il cui corpo senza vita era stato nascosto dal figlio all’interno di un’ intercapedine della villa, suddivisa in due appartamenti, dove la stessa viveva insieme al figlio. L’uomo è stato arrestato e portato in caserma e la sua posizione è al momento al vaglio dell’autorità giudiziaria, ma risulta accusato di omicidio e occultamento di cadavere.

Secondo quanto emerso dai primi riscontri medici, pare che l’anziana signora avesse diverse ferite sul dorso e sulle braccia, ma al momento è difficile stabilire come sia stata uccisa e l’arma utilizzata per il delitto. Da quanto riferito dagli inquirenti, l’uomo pare fosse sofferente di disturbi di tipo psichico per i quali sarebbe in cura da ormai 15 anni presso un centro di igiene mentale. Purtroppo dai primi riscontri sembra che il figlio abbia ucciso la madre molto probabilmente a coltellate nella serata del 27 marzo e poi una volta compiuto il delitto, avrebbe issato il corpo fino a un’intercapedine, murandola quando la donna non era ancora spirata ed avrebbe allertato le forze dell’ordine soltanto 12 ore dopo l’omicidio, facendo trascorrere praticamente tutta la notte.

Madre e figlio di origini piemontesi si erano trasferiti a Roma da ormai 20 anni ed erano piuttosto conosciuti nel quartiere; a tal riguardo alcuni vicini di casa interrogati dalle forze dell’ordine hanno riferito di avere udito nell’ultimo periodo frequenti liti tra madre e figlio. Da quello che alcuni abitanti della zona avrebbero dichiarato, l’uomo veniva spesso avvistato passeggiare solitario, in compagnia solo del suo cane. Le indagini sull’omicidio dell’anziana signora sono tutt’ora in corso al fine di definire con chiarezza la dinamica dei fatti e di momenti dal domicilio. L’indagato si chiama Gianluca Sari e come anticipato è accusato di omicidio ed occultamento di cadavere.

Gianluca Sari entrava e usciva dal centro di igiene mentale di Ostia, dove era in cura da tempo. I medici però non lo vedevano più da tre anni, da quando aveva smesso terapie e farmaci. Con la madre, divideva la villa di via Amipsia. Ma Maria Grazia Cornero, 81 anni, era stanca di vedere quel figlio, il più grande di tre fratelli, triste e solitario e spesso litigavano. «Li sentivo sempre discutere – racconta Claudio un vicino – e ogni volta arrivava l’ambulanza e se lo portava via.

Quando ho visto infatti il mezzo del 118 pensavo fosse l’ennesima lite». Anche le cartelle cliniche dell’uomo parlano di un «rapporto molto forte nei confronti della madre e paranoico nei confronti dell’esterno». Soffriva di disturbi della personalità, ma anche di solitudine e depressione. Prendeva psicofarmaci. Anche lui ha dichiarato di aver avuto problemi di salute mentale e di essere stato soggetto a episodi di autolesionismo. Di sicuro non sopportava più quelle pressioni divenute sempre più frequenti in un crescendo che ha portato al tragico finale. Per gli inquirenti quando ha ammazzato la madre, Sari era lucido: ha chiamato lui stesso la polizia e ha spiegato cosa era successo.

Il pm Francesco Polino che ha seguito il caso ieri sera ha convalidato l’arresto per omicidio volontario. Su facebook qualche giorno prima della tragedia aveva pubblicato una frase inquietante: «Temo a scegliere qualcuno per non far sparire tutti gli altri». E sempre sul suo profilo l’uomo ha postato una serie di foto in serie: lui da piccolo al mare insieme al padre, ricordi della sua adolescenza, vestito da Peter Pan a carnevale. E poi immagini di paesaggi di montagna, paesini al mare, posti che forse gli erano rimasti nel cuore, intervallati con post da simpatizzante grillino. Gianluca, uno sportivo con la passione per il nuoto e le barche. Da più di un anno, però, aveva lasciato anche la polisportiva di Casal Palocco dove era stato socio insieme ai suoi fratelli e alla madre. Si era rinchiuso nel suo mondo, fatto di amore e odio verso la madre. Anche per questo era consuetudine vederlo girare per il quartiere solo in compagnia del suo cane nero, l’unico amico con cui trascorreva le giornate.

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