Home » Tecnologia e Diavolerie » Shock, esplode un Samsung Galaxy Note 7 a rischio, ritiro mondiale di massa

Shock, esplode un Samsung Galaxy Note 7 a rischio, ritiro mondiale di massa

Dopo aver bloccato la distribuzione, Samsung Electronics richiamerà a livello mondiale a partire dal 19 settembre ed a cominciare dalla Corea del Sud del suo phablet Galaxy Note 7 a causa di un difetto che potrebbe portare la batteria ad incendiarsi o esplodere addirittura così come accaduto nei giorni scorsi. “Poiché la sicurezza dei clienti è una priorità assoluta, abbiamo interrotto le vendite del Galaxy Note7”, è questo quanto si legge in una nota ufficiale dell’azienda sudcoreana. “Siamo consapevoli che questo possa causare degli inconvenienti sul mercato, ma quest’azione è necessaria affinché possiamo continuare a garantire la distribuzione di prodotti di altissima qualità.

Stiamo lavorando a stretto contatto con i nostri partner per assicurare che la sostituzione del prodotto avvenga senza ulteriori inconvenienti e in modo efficiente”, ha ancora aggiunto l’azienda nella nota, società che aveva aperto un’indagine per verificare l’esistenza del problema.L’azienda ha confermato che esistono ben 35 casi di esplosione, tutti causati da problemi di batteria e l’annuncio è arrivato a meno di un mese dal lancio del nuovo dispositivo e secondo il Wall Street Journal sarebbero stati spediti oltre 2,5 milioni di pezzi.

Dunque, dal prossimo 19 settembre a partire dalla Corea del Sud dove il dispositivo era in vendita da un paio di settimane così come in altri nove paesi, il Note 7 sarà richiamato da ogni Paese in cui ne era prevista la distribuzione. Si tratta di un evento di importanza non indifferente, visto che si tratterebbe del primo ritiro in blocco di smartphone nel mondo. L’azienda in una nota ufficiale ha fatto sapere che poichè la sicurezza dei clienti è una priorità assoluta si sono interrotte le vendite del Galaxy Note7, in quanto consapevoli del fatto che questo possa causare degli inconvenienti non indifferenti sul mercato, ma si tratta di un’azione ritenuta necessaria affinchè si possa garantire la distribuzione di prodotti di altissima qualità.La stessa Samsung ha confermato 35 casi di esplosione su un milione di pezzi venduti; proprio nei giorni scorsi un utente ha postato su Youtube un video che mostra il telefono quasi sciolto, mentre altri hanno mostrato foto in cui si vede la porta Usb semi-distrutta.

“Stiamo lavorando a stretto contatto con i nostri partner per assicurare che la sostituzione del prodotto avvenga senza ulteriori inconvenienti e in modo efficiente”, ha fatto sapere l’azienda.Il problema sembra riguardare 24 prodotti ogni milione, tutti apparecchi che risulterebbero infiammabili ed è proprio questo il motivo che ha spinto l’azienda a ritirare i dispositivi dal mercato. Ad oggi il Galaxy Note 7 ovvero il phablet da 5,7 pollici è uno dei dispositivi più cari in commercio; si parla di 800 euro a pezzo, ed in totale pare siano stati venduti oltre 2,5 milioni di esemplari.“Samsung porgerà scuse sincere a tutti i clienti che hanno riscontrato il problema poco dopo l’uscita del nostro prodotto”, ha detto Koh Dong-jin, presidente della sezione mobile di Samsung il quale ha poi aggiunto che i clienti che hanno già comprato il dispositivo potranno comunque cambiarlo con un altro prodotto.

NEW YORK Settembre di fuoco per la coreana Samsung e per il Galaxy Note 7, il phablet appena lanciato e ancora in prevendita in alcuni dei maggiori mercati mondiali. Le batterie del portatile si surriscaldano in fase di ricarica, e in alcuni casi si sono incendiati. La casa ha ordinato giovedì un richiamo a tappeto dalla Corea del Sud agli Usa, la Germania e la Francia, e con esclusione della Cina, dove l’apparecchio è equipaggiato con batterie di un diverso costruttore, che e non sembrano presentare lo stesso problema. Il Ceo della società Koh Dong-jin è stato avaro di dettagli nell’annuncio, ma ha ammesso che il provvedimento è «particolarmente doloroso» per lui e per la Samsung.

Il Note 7 che incorpora la tecnologia del riconoscimento della retina, ha uno schermo maggiorato di 5,7 pollici e funziona anche se sommerso nell’acqua, era stato annunciato come il telefono che avrebbe restituito alla Samsung il terreno perso ai danni dell’iPhone. La raccolta degli ordini era stata lanciata il 3 di agosto, e dal 18 erano partite le consegne in dieci paesi, al prezzo di 800 euro. L’azienda dice di averne già consegnati 2,5 milioni, ma non è chiaro quanti di questi sono già arrivati nelle mani degli utenti, e quanti sono invece immagazzinati dai venditori. Merito della Samsung è di aver agito con prontezza. Dopo le prime segnalazioni è stata aperta un’indagine interna, poi è venuto l’ordine di bloccare le consegne; e ieri con i risultati dell’indagine in mano, è infine
giunto il comunicato del richiamo, che offre non la semplice sostituzione di alcune componenti, ma il rimpiazzo del phablet, o il rimborso della spesa per chi decide di restituirlo, senza costo per lo stoccaggio.

Dong non ha detto quanto questo incidente di percorso costerà alla sua azienda, ma alcune cifre sono già sotto gli occhi di tutti, e altre sono già oggetto di proiezioni. La capitalizzazione della società è scesa di 7 miliardi di dollari giovedì mentre si spargeva la voce del richiamo, anche se ieri il titolo ha mostrato una lieve rimonta, e si trova in ogni caso in prossimità del massimo valore storico. Gli analisti parlano di un ulteriore costo di 1,34 miliardi sul bilancio dell’anno in corso, e prevedono che entro la fine del 2016 il problema sarà completamente sanato e cancellato dalla reputazione della Samsung. Il costo più difficile da prevedere è invece il riflesso che la vicenda avrà in termini di competitività tra l’azienda coreana e la sua storica rivale Apple. L’uscita del Note7 in mercato era stata programmata con cura per precedere di circa un mese l’arrivo del nuovo iPhone della casa di Cupertino, atteso tra qualche settimana.

A pochi giorni dal lancio mondiale del nuovo iPhone, arriva una batosta per Samsung: blocca le vendite del Galaxy Note 7, il dispositivo lanciato meno di un mese fa, con cui probabilmente contava di riprendere la marcia verso la redditività e tenere alta la rivalità con Apple. Il colosso tecnologico coreano ritira il dispositivo, ancora non disponibile in Italia, dopo che si sono verificati 35 casi di esplosione delle batterie durante la carica. «Siamo consapevoli che questo possa causare degli inconvenienti sul mercato, ma è necessario per continuare a garantire la distribuzione di prodotti di altissima qualità. Stiamo lavorando a stretto contatto con i nostri partner per assicurare che la sostituzione del prodotto avvenga senza ulteriori inconvenienti e in modo efficiente», spiega Samsung.«Abbiamo condotto un’indagine approfondita – aggiunge – e abbiamo trovato un problema nella batteria. Fino ad oggi ci sono 35 casi segnalati a livello globale,
stiamo conducendo un controllo approfondito con i nostri fornitori per identificare eventuali batterie difettose sul mercato». Secondo le stime, la batteria sarebbe infiammabile in 24 unità ogni milione. Il Galaxy Note 7 sarebbe dovuto arrivare proprio in questi giorni in Italia e in altri paesi d’Europa.

Loading...

Altre Storie

Svolta Facebook, pagherà le tasse dove realizza i ricavi

NEW YORK Facebook inizierà con il prossimo anno a pagare le tasse sui proventi pubblicitari …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *