Shock a Porto Viro: Anziana accoltellata e bruciata in casa Incendio per nascondere il delitto

Miranda Sano, una 83enne piena di vita, è stata uccisa con ferocia. Tante le coltellate che le sono state trovate sia sul volto che sul resto del corpo (sarà l’autopsia non ancora effettuata a stabilire quante esattamente). Ha provato a difendersi, nonostante il suo esile corpo indebolito dall’età, ma è stata sopraffatta dal suo (o dai suoi) aguzzini. Una cosa appare finora chiara agli inquirenti, il movente dell’uccisione è economico anche se da subito si è esclusa la rapina in casa, visto che niente è stato trovato fuori posto nell’umile appartamento dell’anziana, e al collo della donna era ancora agganciata una collanina d’oro.

La tragedia che ha lasciato sotto choc tutta Porto Viro, avvenuta in una strada molto trafficata del paese, è avvenuta verosimilmente tra le 16 e le 19.
Nel primo pomeriggio, infatti, la donna è stata vista insieme al suo compagno, Giuliano Fanan, 72 anni, perché dovevano scaricare un bancale di pellet. Lo hanno sistemato e poi – secondo la versione del compagno, sentito ieri a sommarie informazioni dai carabinieri – lui è andato via. Ieri mattina, alle 6, l’uomo, che risulta residente a Porto Viro, ma non conviveva con la signora Miranda, è stato accompagnato in paese dai carabinieri di Mesola (dove è stato rintracciato), per essere sentito dagli investigatori.

Anche il nipote sessantenne, Gino Sarto, figlio di uno dei fratelli di Miranda, è stato sentito, visto che abita al piano superiore della casa di via Gorghi 28. A quanto pare, non si trovava in casa, come non erano in casa la compagna albanese con la figliola. Interrogati anche i vicini di casa, già dalla nottata tra mercoledì e ieri. Nessuno ha sentito grida, né litigi dall’appartamento dell’anziana. Ma qualcuno potrebbe avere fornito indicazioni ‘‘interessanti’’ ai carabinieri. In paese c’è chi dice che qualcuno abbia visto qualcosa, per esempio una persona allontanarsi quando il fumo usciva già dalla finestra. Ma nessuno conferma. Ritornano a mercoledì, solo alle 19, quando quattro ragazzi sono passati dalla strada e hanno visto il fumo che usciva dagli infissi, hanno chiamato i vigili del fuoco e hanno dato l’allarme. In quel momento mai si sarebbe solo immaginato che un banale incendio potesse nascondere un efferato omicidio.

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