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Si parla tanto di TAV, ma a che punto sono i lavori?

“La Tav è un’opera fondamentale per il nostro paese”. Si è espresso così ai primi di settembre il presidente del consiglio Mario Monti. La Torino-Lione viene dunque ancora ritenuta un’opera strategica sia per il governo italiano, sia per l’Unione europea. Nell’area della Maddalena, nel comune piemontese di Chiomonte, sono in corso i lavori preliminari di cantiere, ma nel 2013 partirà la prima fase della nuova Torino-Lione, vale a dire la costruzione della galleria transfrontaliera che in dieci anni collegherà la valle alla Francia, per una lunghezza di poco più di 50 chilometri, da Susa a St. Jean de Maurienne. Proprio la stazione ferroviaria di Susa sarà oggetto di grandi  mutamenti. L’architetto giapponese Kengo Kuma, il cui progetto ha convinto la Ltf (LyonTurin Ferroviaire), ha presentato qualche giorno fa a Torino  il nuovo prospetto del capolinea della Tav.

A Susa convoglieranno i treni della linea storica, quelli internazionali passeggeri della nuova tratta e quelli che abitualmente provengono o sono diretti alle stazioni montane italiane e francesi: «Il nodo di Susa è stato progettato non solo per essere luogo di partenza o arrivo dei viaggiatori – ha rimarcatol’architetto Kuma – ma per diventare un “condensatore sociale”, con servizi e aree panoramiche per la città e l’intera vallata. L’edificio sarà dotato di impianti solari e fotovoltaici, ed un sistema di ventilazione naturale». Costo dell’opera, 48,5 miliardi di euro, durata dei lavori 3-4 anni, a partire dal 2014.

La tensione in Val di Susa è risalita dopo le parole del presidente del consiglio Monti. Prima i lacrimogeni nascosti in un cesto introdotti in una chiesa della valle durante la messa, poi i cartelli ironici di inizio lavori apparsi al cantiere della Maddalena, con rimandi ad infiltrazioni mafiose o illegali nei finanziamenti dell’alta velocità. Ora i No Tav si riuniranno il 29 settembre prossimo al torrente Clarea per una «manifestazione pacifica ma determinata contro un’infrastruttura imposta manu militari al territorio valsusino», come si legge nel comunicato sul sito del movimento.  Sarà presente anche Luca Abbà, caduto sette mesi fa dal traliccio della luce durante una giornata di proteste e scontri con la polizia: «Per me sarà l’occasione di superare il trauma dell’incidente  e dimostrare che la Val di Susa e i No Tav non vogliono mollare la presa e continueranno a contrastare questo cantiere».

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