Nuovo allarme Ebola, in Africa giovane donna uccisa dal virus

Lo scorso 7 novembre 2015 l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva dichiarato la Sierra Leone “Virus Free” ovvero libera dal virus dell’ebola e pochi giorni fa sempre l’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, aveva certificato la fine dell’epidemia nell’Africa Occidentale ma ecco che a distanza di alcune ore è stata diffusa una terribile notizia. Infatti dopo solo 24 ore dall’annuncio dell’Oms, la BBC ha reso noto che i funzionari medici della Sierra Leone hanno confermato un nuovo caso di ebola che ha causato la morte di una donna.

Secondo quanto trapelato dalle prime indiscrezioni si tratterebbe nello specifico di una giovanissima donna di appena ventidue anni residente nella città di Magburaka che nei giorni scorsi si trovava a far visita ai parenti nel distretto di Kambia, al confine con la Guinea, dove si sarebbe ammalata e alcuni giorni dopo essersi ammalata la donna sarebbe morta nella città sopra citata.

In seguito ala sua morte i medici hanno deciso di eseguire sulla ragazza dei test per escludere che si trattasse proprio del virus Ebola che sembrava essere stato scongiurato, ma ecco che i risultati del test hanno confermato che la giovane donna è morta a causa del terribile virus dell’ebola che, dal 2013 ad oggi ha causato la morte di oltre 11,300 persone, la maggior parte di queste decedute in Sierra Leone, Guinea e Liberia.

L’ebola è dunque tornata ad allarmare uno dei paesi che per primo ero stato definito libero dal virus e che adesso torna a tremare per la paura di una nuova ondata di contagio che potrebbe portare ancora tantissime persone a perdere la vita e tanti bambini rimanere orfani, come è già accaduto.

“Un team dell’Oms è già stato inviato a Kambia per indagare sul contagio mentre a Magburaka è stata attivata la macchina del ‘contact tracing’ per tracciare i contatti e arrestare tempestivamente un possibile nuovo contagio diffuso. Questo nuovo caso è un forte banco di prova per le istituzioni in una fase che prevede la transizione, ad oggi in corso, dall’emergenza straordinaria con strutture dedicate alla gestione emergenze di salute pubblica come funzione integrata nel ministero della Salute”, sono state le parole espresse dai medici Cuamm, ovvero i medici della prima prima organizzazione italiana che si impegna per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni africane. 

I medici Cuamm hanno poi continuato affermando che questo nuovo caso di morte a causa del virus dell’ebola rappresenta un vero e proprio campanello d’allarme che invita a non abbassare la guardia ma a mantenere viva l’attenzione. Matteo Bottecchia, coordinatore Cuamm in Sierra Leone, ha invece affermato “Era una possibilità che speravamo non si concretizzasse, ma consapevoli che avremmo potuto avere nuovi casi positivi nel Paese, si è continuato a mantenere un sistema di sorveglianza aumentata”.

L’organizzazione fa sapere che “la battaglia non è ancora conclusa”, dato che Guinea, Liberia e Sierra Leone rimangono comunque ad alto rischio di nuovi infezioni. “I bisogni dei pazienti e delle comunità colpite devono restare al centro di qualsiasi risposta e prevalere sugli interessi politici”.

In quasi due anni l’epidemia di ebola ha devastato l’economia della regione e ucciso oltre 11mila persone, sulle più di 28mila contagiate. Ad affermarlo ufficialmente l’organizzazione mondiale della Sanità (OMS) secondo la quale il tremendo virus e tutte le catene note di trasmissione sono state debellate e fermate in modo particolare la Liberia, tra le la zone più colpitedall’epidemia può essere considerata ebola free. In totale, l’organizzazione ha speso oltre 96 milioni di euro per far fronte all’epidemia. La rapida cessazione della fase acuta è la dimostrazione concreta della forte capacità del governo di gestire l’epidemia.

Nel frattempo, l’Oms ha riferito che il contagio del virus è stato interrotto anche in Liberia. Ieri, il presidente russo Vladimir Putinaveva annunciato che il paese ha sviluppato e brevettato un vaccino altamente efficace contro la pandemia e oggi il ministro della Salute, Veronika Skvortsova, ha affermato che Mosca potrebbe cominciare a fornire il vaccino alla Guinea da marzo o aprile. Ma ilnuovo caso rimette tutto in discussione.

Oms e altre istituzioni stanno lavorando con i governi di Guinea, Liberia e Sierra Leone per contribuire ai sopravvissuti cure mediche e psicosociali e uno screening per il virus.

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