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Soffrire di mal di schiena accorcia la vita: ecco il perché

Due italiani su tre soffrono di mal di schiena almeno una volta nella vita, uno su tre ne soffre per periodi prolungati durante la propria esistenza. Bisogna ammettere che il mal di schiena è un male molto democratico poiché colpisce senza stare a guardare il ceto sociale, il livello di istruzione, il sesso e l’età. Ed è una patologia che causa grossi danni sociali in termini di ore lavorative perdute, di sovraccarico per il sistema sanitario e, ovviamente, di sofferenza individuale.

Le cause sono un mix di fattori legato alla nostra evoluzione di esseri umani (e qui possiamo farci ben poco) e al nostro stile di vita (qui sì che si potrebbe fare, e tanto!). Quando l’evoluzione ci ha portati dall’andatura delle scimmie a quella del bipede eretto che siamo, sulla schiena ha cominciato a scaricarsi la maggior parte del carico sia del corpo, sia quello derivante dal suo utilizzo. Collere, saltare, spostare un qualsiasi peso o anche semplicemente camminare impone un carico più o meno elevato alla colonna, e se quest’ultima non è in perfetto ordine iniziano i guai.

Ti alzi una mattina con un leggero fastidio lombare e poi inizia il calvario. Se non c’è in presenza di una vera e propria patologia, le cause scatenanti possono essere moltissime, da un materasso sbagliato a come stai seduto al lavoro al sedile della macchina, e normalmente il problema si risolve con qualche giorno di riposo e un po’ di antinfiammatori.
Ma c’è un altro modo per stare meglio, senza farmaci: usare i delicati allungamenti dello stretching per dare sollievo ai muscoli della nostra schiena. Muscoli che, per posture sbagliate o inattività, possono irrigidirsi e fare male. Abbiamo scelto per te 6 esercizi semplici ed efficaci: provali la mattina al risveglio e poi la sera, prima di coricarti. Vedrai che nel giro di poche settimane il mal di schiena sarà per te solo un brutto ricordo.

È costituita da 24 ossa chiamate vertebre. La colonna vertebrale è suddivisa in tre parti: cervicale, toracica e lombare. La parte cervicale è formata da 7 vertebre, la toracica da 12 a cui si uniscono le costole, e la lombare da 5. Queste ultime sono sostenute dall’osso sacro, posizionato in mezzo alle ossa pelviche. La colonna ha dunque tre curve, una per ogni regione vertebrale. È una delle parti più cruciali del corpo perché la sua funzione include l’origine e l’inserzione dei muscoli e dei legamenti, la protezione del midollo spinale ed il supporto per gli organi. Le vertebre sono separate da anelli di cartilagine chiamati dischi intervertebrali che hanno la funzione di ammortizzare i colpi e di dare flessibilità alla colonna. La parte bassa della schiena è una regione spesso interessata dal dolore (lombalgia, ‘colpo della strega’).

La lombalgia e la dorsalgia Il dolore alla parte bassa della schiena (lombalgia, popolarmente chiamata anche ‘lombagia’) e il dolore nella porzione centrale della colonna (dorsalgia), rappresentano problemi sempre più diffusi. Spesso la lombalgia precede di anni l’insorgere della lombosciatalgia e può considerarsi una specie di ‘avvertimento’.

 Discopatie I dischi intervertebrali, che si trovano tra le vertebre e sono fortemente ancorati alle vertebre possono, con il passare degli anni ed a causa di piccoli o grandi traumi, subire lesioni della loro parte più esterna dando origine al dolore. I sintomi della discopatia potranno essere: dolore aggravato da piegamenti, starnuti o colpi di tosse; dolore riferito ad una o ad entrambe le gambe con sensazione di formicolio e/o insensibilità; dolore con spostamento del tronco da un lato; riduzione della mobilità.

Cause della discopatia. Un movimento insignificante come chinarsi a raccogliere qualcosa può far precipitare la situazione. Lo sviluppo può avvenire gradualmente o all’improvviso; il nervo sciatico può esserne coinvolto . Le cause della discopatia variano, ma le più comuni sono da attribuirsi a movimenti forzati e bruschi della colonna, quali cadute, sollevamento di un peso e rotazione del busto. In realtà le vere cause sono precedenti all’episodio che scatena i sintomi. Si verifica un mutamento nella struttura del disco, il quale protrude nel canale vertebrale contenente il midollo spinale e va a premere sui nervi che in quel punto fuoriescono dalla colonna. Tali discopatie sono più frequenti tra i 30-50 anni d’età.

PRENDERSI CURA DELLA PROPRIA SCHIENA FATTORI DI RISCHIO CORRELATI ALL’INSORGENZA DEL MAL DI SCHIENA a) FATTORI LAVORATIVI

• Lavori fisicamente pesanti che richiedono ripetute flessioni del tronco o il mantenimento prolungato di posizioni in flessione. • Il sollevamento o movimentazione di pesi, nonché operazioni di spinta o tiro di carichi. • Le frequenti rotazioni del tronco. • L’esposizione a vibrazioni (autocarri, trattori, carrelli elevatori, martelli a percussione, scavatrici). • Per di più si è visto che i soggetti che percepiscono il lavoro svolto come noioso, ripetitivo, monotono e insoddisfacente hanno maggiori probabilità di soffrire di lombalgia. b)

FATTORI DI RISCHIO ASSOCIATI ALL’INDIVIDUO • Età: la probabilità di soffrire di lombalgia aumenta gradatamente con l’avanzare degli anni. • Sesso: maschi e femmine presentano rischi simili di contrarre una lombalgia fino ai 60 anni, successivamente le donne presentano rischi più alti (e si ha una maggiore incidenza di osteoporosi). • Fattori antropometrici: peso maggiore esiste per le persone OBESE e quelle ALTE. • Fattori posturali (mantenimento cronico di posture errate, scoliosi etc).

GLI ESERCIZI CONSIGLIATI

QUESTI SONO ALCUNI ESERCIZI CHE TI CONSIGLIAMO, RIPETI QUESTI ESERCIZI TUTTI I GIORNI, ANCHE SE HAI POCO TEMPO A DISPOSIZIONE. ESEGUILI SU UNA SUPERFICIE RIGIDA O SU UN TAPPETTO. INIZIA E RIPETILI PIU’ VOLTE LENTAMENTE INCREMENTANDOLI GRADATAMENTE, SE HAI FORTE DOLORE ESEGUI SOLO GLI ESERCIZI PER IL RILASSAMENTO (1-2-4) E IN SEGUITO PROSEGUI ANCHE CON GLI ALTRI ESERCIZI.

1) RESPIRAZIONE
Sdraiati con le ginocchia flesse, inspira dal naso, espandi tutto il torace e l’addome espira dalla bocca. Ripeti l’esercizio più volte lentamente e profondamente.

2) RETROVERSIONE DEL BACINO Sempre con le gambe flesse espira appiattendo il tratto lombare contro il piano di appoggio e alza leggermente i glutei. Inspira rilasciando la muscolatura.

3) AUTOALLUNGAMENTO Appiatisci la zona lombare, allunga il collo e retrai il mento verso il torace espirando. Mantieni qualche secondo la posizione di allungamento. Inspira rilasciando.

4) STRETCHING MONOLATERALE DELLA COLONNA LOMBARE.
Inspira lentamente dal naso, espira dalla bocca,portando un ginocchio contro il petto, abbracciandolo con le mani. Mantenere la posizione per qualche secondo e riportare legambe in posizione di partenza. Ripetere dal lato opposto.

5) STRETCHING BILATERALE DELLA COLONNA LOMBARE Partendo con le ginocchia flesse e i piedi appoggiati al suolo, inspirare profondamente. Espirate portando le ginocchia la petto abbracciandole con le mani. Mantenere la posizione per qualche secondo.

6) STRETCHING DEI MUSCOLI POSTERIORI DELLA COSCIA
Flettere una gamba al petto poi stendere il ginocchio, espirando. Mantenere la posizione almeno per 10 secondi. Tornare alla posizione di partenza. Ripetere l’esercizio alternando le gambe.

7) RINFORZO DEGLI ADDOMINALI Solleva la testa e le spalle da terra, espirando. Mantenere la posizione per qualche secondo (devi sentire una netta contrazione dei muscoli addominali). Tornare alla posizione di partenza inspirando. Il tratto lombare deve essere sempre ben aderente a terra.

8) ESERCIZIO DEL GATTO A gatto con le mani all’altezza delle spalle e le ginocchia leggermente divaricate, ispirare profondamente alzando la testa in alto e infossando la schiena. Espirare lentamente flettendo la testa verso lo sterno, inarcando la schiena e contraendo gli addominali e i glutei

9) STRETCHING DEI MUSCOLI DORSALI E LOMBARI
Seduti sui talloni con le ginocchia leggermente divaricate, inspirare profondamente.
Stendere le braccia in avanti “camminando con le mani” ed espirate. Mantenere la posizione qualche secondo e poi tornare lentamente alla posizione di partenza, contraendo i muscoli addominali.

10) Pancia in giù mani all’altezza del petto: spingere sulle braccia ed estendere la schiena mantenendo appoggiata la pancia.

11) Gambe flesse, piedi ben vicini al sedere: sollevare il sedere.

12) Braccia aperte, palmo rivolto a terra, ginocchia flesse: ruotare le gambe prima a destra poi a sinistra tenendo le spalle appoggiate a terra.

13) Seduta gambe estese e flettere il tronco avanti con divaricate: le braccia estese.

ALTRI ESERCIZI CONSIGLIATI:
1. Retroversione del bacino: supino, ginocchia flesse, braccia lungo i fianchi, mento retroposto e appiattire la schiena contro il pavimento (10 volte).
2. Portare con le mani una gamba alla volta sulla pancia alternativamente (10 volte).
3. Portare con le mani tutte e due le gambe flesse sulla pancia e avvicinare la fronte alle ginocchia sollevando il capo (5 volte).
4. Una gamba flessa e una estesa: sollevare la gamba estesa, tenendo il ginocchio ben esteso e il piede ad angolo retto, non sollevare il sedere. Ripetere 10 volte e poi cambiare gamba.
5. Mani dietro la nuca, gambe flesse: sollevare il capo e le spalle, gomiti aperti e mantenere la posizione per 5 secondi (10 volte).
6. Braccia lungo i fianchi, ginocchia flesse: portare le gambe sulla pancia mantenere la schiena appoggiata a terra e sollevare le gambe in alto (10 volte).
7. Una gamba flessa e una estesa: portare con le mani la gamba flessa sulla pancia e tenere ben giù quella estesa. Farlo alternando le gambe (10 volte).
8. Mani dietro la nuca, gambe flesse: toccare con il gomito destro il ginocchio sinistro e viceversa flettendo e ruotando il busto (10 volte).
9. Stessa posizione: ruotare il tronco e toccare con la mano destra il piede sinistro e viceversa (10 volte).
10. Pancia in giù (se hai mal di schiena metti un cuscino sotto la pancia): prendere con le mani una caviglia alla volta e spingerla contro il sedere tenendo giù il bacino (10 volte).
11. Mani sotto il mento: sollevare una gamba alla volta estesa cercando di tenere la pancia appoggiata al a terra (10 volte).
12. Braccia estese in avanti, fronte a terra : sollevare un braccio alla volta senza sollevare la testa alternandole (10 volte).
13. Ripetere l’esercizio sollevando tutte e due le braccia insieme senza staccare la fronte la fronte da terra (10 volte).
14. Mani all’altezza del petto: spingersi con le braccia e mettersi in ginocchio. Sedersi sui talloni, braccia avanti e stirare i muscoli della regione lombare (10 volte).

LO STUDIO. Gli esperti britannici, per valutare gli effetti della Tecnica Alexander a breve e a lungo termine, hanno confrontato l’efficacia di diversi approcci in 579 persone sofferenti di lombalgia cronica o ricorrente. I pazienti sono stati assegnati a diversi gruppi di trattamento, che prevedevano terapia standard, massaggi e 6 oppure 24 lezioni di Tecnica Alexander. A metà dei pazienti di ciascun gruppo è stato anche prescritto esercizio fisico quotidiano consistente in 30 minuti di cammino veloce o attività simile.

Tutti i partecipanti hanno ricevuto un questionario all’inizio, tre mesi dopo e un anno dopo l’inizio del programma. I pazienti sono stati reclutati presso 64 medici di base e le prestazioni sono state fornite da 152 tra insegnanti e terapisti. Il sistema di misurazione si è basato principalmente sulla scala di valutazione Roland-Morris per la disabiltà e sul numero di giorni con dolore. Lo studio è stato finanziato dal Consiglio per la Ricerca Medica inglese (MRC) e dal Fondo Ricerca e Sviluppo del Servizio Sanitario Nazionale inglese (NHS).

RISULTATI. Il gruppo di pazienti che ha ricevuto 24 lezioni individuali di Tecnica Alexander ha fatto riscontrare i migliori risultati, con un’importante riduzione del dolore e miglioramenti nella funzionalità della schiena e nella qualità della vita. Per queste persone, un anno dopo l’inizio dello studio, il numero di attività limitate dal mal di schiena si era ridotto del 42%, mentre i giorni con presenza di dolore nelle ultime 4 settimane si erano ridotti da 21 a 3, rispetto al gruppo di controllo. Ottimi risultati hanno mostrato anche i pazienti che hanno ricevuto 6 lezioni di Tecnica Alexander seguite da esercizio fisico, con il 72% dei benefici rispetto al primo gruppo. Il massaggio si è dimostrato utile nei primi tre mesi ma non a lungo termine, mentre a distanza di un anno la Tecnica Alexander ha mantenuto i benefici sia riguardo al dolore che alla funzionalità. L’esercizio fisico si è dimostrato utile più alla funzionalità che alla riduzione del dolore.

LA LOMBALGIA. Nelle società occidentali il mal di schiena colpisce oltre il 70% della popolazione ed è una delle principali cause di assenza dal lavoro. In Inghilterra affligge ogni anno il 49% della popolazione adulta e costa allo stato 5 miliardi di sterline. I disturbi si protraggono spesso per anni e riducono notevolmente la qualità della vita in senso fisico e psicologico. Si ritiene che tra i fattori del mal di schiena non specifico vi possa essere l’eccessivo e scoordinato tono della muscolatura paravertebrale, che causa compressione dei dischi e accorciamento della colonna vertebrale. In presenza di tale condizione le lezioni di Tecnica Alexander possono aiutare a riorganizzare le tensioni muscolari, ridurre la pressione sui dischi ed allungare la colonna vertebrale.

LA TECNICA ALEXANDER. Ideata da Frederick Matthias Alexander nei primi anni del 900, la Tecnica Alexander insegna a riconoscere ed abbandonare le abitudini motorie che agiscono negativamente sul funzionamento dell’organismo. Tramite la guida manuale di un insegnante qualificato, la persona impara a rilasciare le tensioni eccessive e a ritrovare una più appropriata distribuzione del tono muscolare attraverso tutto il corpo. Il metodo è facilmente applicabile alle attività della vita quotidiana ed è molto apprezzato in ambito sportivo e nelle arti dello spettacolo. Da oltre 100 anni la Tecnica Alexander aiuta le persone ad alleviare il mal di schiena, ora un importante studio scientifico ne dimostra l’efficacia. Le lezioni individuali hanno insegnato ai partecipanti a migliorare l’uso del loro corpo, l’equilibrio, il movimento e la coordinazione, e ad evitare le cattive abitudini motorie che causano o aggravano il dolore.

IL DOLORE DELLA COLONNA NON È UNA MALATTIA EMERGENTE, GLI ESSERI UMANI NE SOFFRONO DAGLI ALBORI DELLA CIVILTÀ. IL NUMERO DELLE PERSONE COLPITE DA QUESTO FENOMENO NON È AUMENTATO E IL DOLORE NON È CAMBIATO, L’UNICA COSA CHE È CAMBIATA È CIÒ CHE NOI PENSIAMO DEL MAL DI SCHIENA E COSA FACCIAMO PER ESSO. CON QUESTO MUTAMENTO NEL MODO DI PENSARE E DI AFFRONTARE IL PROBLEMA ABBIAMO CREATO QUINDI UN “EPIDEMIA SILENZIOSA” TRAMUTANDO UN SINTOMO FISICO BENIGNO IN DISABILITÀ.
QUINDI È IMPORTANTE GIÀ NELLE PRIME FASI, FOCALIZZARE L’ATTENZIONE SUGLI EVENTI PSICOLOGICI CHE LO ACCOMPAGNANO, IN MODO DA EVITARE CHE UN PROBLEMA FISICO RELATIVO ALLA SCHIENA, VISSUTO E AFFRONTATO MALE, DIVENTI CRONICO. TUTTI ORMAI SAPPIAMO CHE RASSICURARE IL PAZIENTE E PROMUOVERE LE STRATEGIE GESTITE IN MANIERA AUTONOMA, GENERA SICUREZZA, MIGLIORA LA SENSAZIONE DI BENESSERE E RIDUCE IL RICORSO A PRESTAZIONI INUTILI E COSTOSE. TUTTI GLI OPERATORI SANITARI IN FUTURO DEVONO LAVORARE AFFINCHÉ QUESTA EPIDEMIA “SILENZIOSA” COSÌ COME È STATA CREATA VENGA SCONFITTA.
I CONSIGLI PRATICI CHE VI FORNIREMO VALGONO PER TUTTI, SIA PER QUELLI CHE SOFFRONO GIÀ DI MAL DI SCHIENA, SIA PER QUELLI CHE VOGLIONO PREVENIRLO. SPERIAMO VI SIANO UTILI.

I TIPI DI MAL DI SCHIENA
ACUTO
PUÒ DURARE SINO A 30 GIORNI, SI RISOLVE SPONTANEAMENTE O CON TERAPIE ANALGESICHE SINTOMATICHE COME AD ESEMPIO IL PARACETAMOLO. RICORRI AL TUO MEDICO SOLO SE IL DOLORE NON SI RIDUCE DOPO ALCUNI GIORNI DI TRATTAMENTO E SE SOFFRI DI ALTRE PATOLOGIE. RICORDA CHE È IMPORTANTE LENIRE IL DOLORE MA È ANCHE IMPORTANTE CONTINUARE A SVOLGERE LE NORMALI ATTIVITÀ DELLA VITA PER EVITARE LO SVILUPPO DI UNA DISFUNZIONE FISICA E DI UN COMPORTAMENTO PATOLOGICO. IL MAL DI SCHIENA ACUTO PUÒ AVERE DELLE RICADUTE, IN ALCUNI CASI ANCHE FREQUENTI E IN QUESTI CASI CHE È MOLTO IMPORTANTE LA PREVENZIONE. LA RICADUTA NON È QUALCOSA DI GRAVE, MA SOLO IL RIPRESENTARSI DI UN PROBLEMA AL QUALE SEI PREDISPOSTO, O DI UNO STILE DI VITA NON ADEGUATO ALLE RICHIESTE DEL TUO FISICO.
SUBACUTO
PUÒ’ DURARE DA 30 GIORNI A TRE MESI. CORRI IL RISCHIO DI SVILUPPARE UNA DISFUNZIONE FISICA E COMPORTAMENTALE, QUINDI RIDUCI I PENSIERI NEGATIVI, I MOVIMENTI CAUTI E INCREMENTA I LIVELLI DI ATTIVITÀ.
SE HAI SMESSO DI LAVORARE RITORNA AL LAVORO. EVITA CHE SUL TUO DOLORE ALLA SCHIENA SI SOVRAPPONGANO FATTORI DI MANTENIMENTO (PSICOLOGICI, FISICI, LAVORATIVI, SOCIALI E COMPORTAMENTALI) CHE IMPEDIRANNO LA SOLUZIONE SPONTANEA DEL PROBLEMA E CHE RISCHIANO DI CRONICIZZARE IL DOLORE.
CRONICO
È L’EVOLUZIONE DELLE DUE FORME PRECEDENTI ED È PIÙ FACILE DA PREVENIRE CHE DA TRATTARE. PUÒ DURARE OLTRE TRE MESI. IL TUO MAL DI SCHIENA CRONICO DIPENDE DA UNA DISFUNZIONE FISICA E DA UN COMPORTAMENTO PATOLOGICO STABILIZZATO PER CUI AVRAI MOLTE PIÙ DIFFICOLTÀ DA AFFRONTARE. NEL TUO CASO UNA SERIE DI CIRCOLI VIZIOSI FISICI, PSICOLOGICI, SOCIALI E COMPORTAMENTALI NE RENDONO DIFFICILE LA SOLUZIONE.
SECONDARIO
È PIÙ RARO DELLE ALTRE FORME E DIPENDE DA PATOLOGIE DEL RACHIDE E RICHIEDE IN OGNI CASO TERAPIE
SPECIFICHE.

LE COSE CHE DOVRESTI SAPERE SUL TUO MAL DI SCHIENA
LA COLONNA È UNA STRUTTURA IN EQUILIBRIO CHE È ALLO STESSO TEMPO FORTE, COMPLESSA E CON UN CONTROLLO DELICATO.
IL SUO FUNZIONAMENTO DIPENDE DAL CERVELLO E SE QUESTO EQUILIBRIO VIENE ROTTO COMPARE IL DOLORE. IL DOLORE CI SEGNALA SEMPLICEMENTE CHE LA SCHIENA È FUORI FORMA E CHE LA DOBBIAMO RIMETTERE IN ORDINE.
TUTTI, PRIMA O POI, SOFFRIAMO O SOFFRIREMO DI MAL DI SCHIENA. QUINDI NON DOBBIAMO, AD OGNI EPISODIO DOLOROSO, FARCI PRENDERE DAL PANICO E CORRERE SUBITO DAL MEDICO, MA ESSERE CONSAPEVOLI CHE NON ESISTE NESSUNA SOLUZIONE MEDICA “MAGICA”. IL MEDICO PUÒ FORNIRE TERAPIE SINTOMATICHE PER LENIRE IL DOLORE E QUESTE ULTIME HANNO SENSO SOLO SE AIUTANO A MANTENERCI ATTIVI.
RECATI SUBITO DAL TUO MEDICO SE COMPAIONO I
SEGUENTI CAMPANELLI DI ALLARME: PROBLEMI NEL CONTROLLO VESCICALE E INTESTINALE, DEBOLEZZA ALLE GAMBE E/O INTORPIDIMENTO ALL’INGUINE, SENSO DI INSTABILITÀ IN STAZIONE ERETTA, RECENTE TRAUMA E SE, DOPO 30 GIORNI DI TERAPIA (ANALGESICA E FISICA), IL TUO DOLORE INVECE DI MIGLIORARE PEGGIORA, IN TUTTI QUESTI CASI È IMPORTANTE FARE DEGLI APPROFONDIMENTI DIAGNOSTICI CHE SOLO IL TUO MEDICO PUÒ CONSIGLIARTI.
QUINDI INIZIA CON ATTIVITÀ AEROBICHE SEMPLICI, COME AD ESEMPIO: CAMMINARE, NUOTARE. ANDARE IN BICICLETTA O BALLARE INCREMENTANDO PROGRESSIVAMENTE LA DURATA DI QUESTE ATTIVITÀ CON L’OBIETTIVO DI RIPRISTINARE LA TOLLERANZA ALL’ATTIVITÀ FISICA E SUPERARE LE LIMITAZIONI LEGATE AL DOLORE DELLA SCHIENA. DOPO ALCUNE SETTIMANE DI QUESTA ATTIVITÀ AEROBI A SI POSSONO POI AGGIUNGERE ESERCIZI PER LA SCHIENA. RICORDATI CHE DEVI ESSERE COSTANTE, L’ATTIVITÀ FISICA IRREGOLARE FA MALE E PUÒ FAR AUMENTARE IL DOLORE.
LE CAUSE DEL SCHIENA SONO NUMEROSE. IL MAL DI SCHIENA NON DIPENDE SOLO DALLE OSSA MA ANCHE DA UNA DIFFICOLTÀ DI FUNZIONAMENTO DI UNA QUALSIASI DELLE SUE COMPONENTI (MUSCOLI, LEGAMENTI, DISCHI, VERTEBRE ECC). MOLTO SPESSO LA CAUSA È TALMENTE PICCOLA CHE NON LA SI IDENTIFICA NEANCHE CON GLI ESAMI PIÙ APPROFONDITI. PERTANTO SOTTOPORSI CONTINUAMENTE A ESAMI NON SIGNIFICA INDIVIDUARE LA CAUSA DEL DOLORE E ALCUNE VOLTE QUESTI SONO SOLO NOCIVI. FARE UNA RADIOGRAFIA OGNI PAIO DI MESI POTRÀ EVIDENZIARE SOLO L’INVECCHIAMENTO E L’USURA DELLE TUE ARTICOLAZIONI SENZA DARTI ULTERIORI SOLUZIONI, PERTANTO SE IL TUO DOLORE SI RISOLVE SPONTANEAMENTE ENTRO POCHI GIORNI, NON CHIEDERE AL TUO MEDICO DI FARE ESAMI.
IL PAZIENTE DEVE CONDIVIDERE LA RESPONSABILITÀ DEL TRATTAMENTO. INFATTI LA GUARIGIONE NON DIPENDE SOLO DALLA RISOLUZIONE DEL DOLORE, MA DIPENDE ANCHE DAL RIMETTERE IN MOVIMENTO E AL LAVORO LA SCHIENA E NEL RIPRISTINARE LA NORMALE FUNZIONE. DEVI SAPERE INOLTRE CHE: IL PESO ECCESSIVO E IL FUMO DI SIGARETTA NON AIUTANO A MANTENERE IN FORMA IL NOSTRO CORPO E AUMENTANO LA PROBABILITÀ DI NUOVI EPISODI DOLOROSI.
IL MOVIMENTO FA BENE, RESTARE ATTIVI, CONTINUARE A LAVORARE E MUOVERSI EVITA L’INDEBOLIMENTO PRECOCE DEI MUSCOLI. ALL’INIZIO POTRAI AVVERTIRE QUALCHE SOFFERENZA IN PIÙ, MA UNA COSA È CERTA: PIÙ A LUNGO SI TRASCURA IL MOVIMENTO PIÙ DIFFICILE SARÀ INIZIARE. QUINDI MAI SMETTERE DI FARE LE COSE CHE CI PIACCIONO SE QUESTO NON AUMENTA PARTICOLARMENTE IL DOLORE. IL MOVIMENTO INFATTI OLTRE A GIOVARE PSICOLOGICAMENTE AIUTA 1 TESSUTI A GUARIRE PIÙ VELOCEMENTE. SE L’ATTIVITÀ FISICA NON VIENE RIPRESA ENTRO 6 SETTIMANE IL RISCHIO È DI CRONICIZZARE E QUANTO PIÙ IL SOGGETTO RIMANE A RIPOSO PIÙ BASSE SONO LE POSSIBILITÀ DI TORNARE AL LAVORO.

CONSIGLI UTILI: COSA PUOI E COSA NON PUOI FARE
EVITA LE POSIZIONI FERME MANTENUTE A LUNGO. QUANDO DEVI STARE A LUNGO IN PIEDI USA UNO SGABELLO PER TENERE DRITTA E APPIATTITA LA PARTE BASSA DELLA SCHIENA. QUANDO STAI FERMO CERCA DI ASSUMERE LE POSIZIONI MENO DOLOROSE E CERCA DI CAMBIARLE FREQUENTEMENTE, EVITA LE TORSIONI DEL TRONCO, EVITA I TACCHI ALTI.
SE LA POSIZIONE SEDUTA TI PEGGIORA IL DOLORE EVITALA. QUANDO STAI SEDUTO SCARICA SULLO SCHIENALE IL PESO DELLA SCHIENA, NON RILASSARTI IN POSIZIONE SEMISDRAIATA, MANTIENI SEMPRE UN SOSTEGNO DIETRO LA SCHIENA. PER SCRIVERE E LEGGERE FLETTI IL BUSTO IN AVANTI A LIVELLO DELLE ANCHE E POGGIA I GOMITI SUL PIANO DI LAVORO. USA UNA SEDIA CON I BRACCIOLI DI ALTEZZA GIUSTA. NON STARE SEDUTO OLTRE 20-30 MINUTI E CAMBIA SPESSO LA POSIZIONE ANCHE DA SEDUTO. EVITA LE SEDIE BASSE.
EVITA DI FLETTERE IL BUSTO IN AVANTI E MANTENERE QUESTA POSIZIONE. SE DEVI FARE LAVORI IN BASSO FLETTI LE GAMBE O METTITI IN GINOCCHIO. NON SOLLEVARE OGGETTI TROPPO PESANTI PER TE E SE DEVI SOLLEVARE UN OGGETTO PIEGA LE GINOCCHIA USANDO I MUSCOLI DELLE GAMBE, EVITA I MOVIMENTI BRUSCHI E MANTIENI VICINO AL CORPO L’OGGETTO DA SOLLEVARE O SPOSTARE CERCANDO DI NON SOLLEVARLO AL DI SOPRA DELLA VITA.
IL RIPOSO A LETTO FA MALE ALLA SCHIENA E RISCHIA DI CRONICIZZARE IL DOLORE PERTANTO EVITA DI METTERTI A LETTO DURANTE IL GIORNO. CERCA DI DORMIRE SU UN MATERASSO RIGIDO, EVITA LA POSIZIONE PANCIA IN GIÙ. SE DORMI SUL DORSO POSIZIONA UN CUSCINO SOTTO LE GINOCCHIA. SE DORMI SUL FIANCO PIEGA LE GAMBE.
QUANDO GUIDI PROCURATI UN SEDILE RIGIDO, AVVICINA IL SEDILE Al PEDALI IN MODO CHE LE GAMBE NON SIANO COMPLETAMENTE ESTESE QUANDO VENGONO SCHIACCIATI I PEDALI. FAI IN MODO CHE IL BACINO POGGI SULLO SCHIENALE, IL SEDILE DEVE ESSERE LEGGERMENTE INCLINATO INDIETRO UTILIZZA EVENTUALMENTE UN SOSTEGNO LOMBARE. RICORDATI CHE LA TUA COLONNA DEVE ESSERE POGGIATA TUTTA E IN SCARICO. EVITA DI GUIDARE A LUNGO SENZA PAUSE. QUANDO I DOLORI SONO MOLTO FORTI RIPOSATI UN PO’. IL RIPOSO TI RIDUCE IL DOLORE MA RICORDA CHE NON TI GUARISCE PRIMA.
NON È VERO CHE IL DOLORE AUMENTA CON L’ATTIVITÀ LAVORATIVA E CHE SI DEBBA ATTENDERE COMPLETA SCOMPARSA DEL DOLORE PER POTER RIPRENDERE L’ATTIVITÀ. QUINDI, EVITARE IL MOVIMENTO E IL LAVORO SIGNIFICA SOFFRIRE DI PIÙ E SI RISCHIA DI CRONICIZZARE. POSSIBILMENTE CONTINUA A LAVORARE CHIEDENDO INCARICHI MENO PESANTI PER QUALCHE GIORNO. AVERE DOLORE NON SIGNIFICA ESSERE INVALIDI, CONTINUARE A LAVORARE È UNA MEDICINA INFALLIBILE PER LA MENTE.

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