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Spazio, scoperti tre pianeti uguali alla Terra: potrebbero ospitare la vita

Potrebbero essere tecnicamente “abitabili” i tre pianeti che un gruppo di ricercatori dell’Università di Liegi (in Belgio) ha scoperto ad appena 40 anni luce dalla Terra,nella costellazione dell’Acquario. Già: hanno una dimensione simile al nostro, o a Venere, e ruotano attorno a una stella nana ultra fredda. La loro posizione, però, è sufficientemente riscaldata da permettere l’esistenza di acqua allo stato liquido, garantendo quindi le potenziali condizioni per lo sviluppo di forme di vita. Una scoperta che lascia a bocca aperta e naso all’insù, pubblicata ieri sulla rivista britannica Nature. Della serie: quel manipolo di astrologi che ha fatto della “caccia ai pianeti” una vera e propria missione li aveva teorizzati da tempo. E come nel nostro sistema solare tutto ruota attorno a una stella. In codice si chiama 2MassJ23062928-0502285.

Per noi comuni mortali è Trappist-1, e non riuscirete a vederla a occhio nudo o con un telescopio ottico amatoriale. Per individuarla vi servirà qualche spinta tecnologica in più, come il telescopio Trappist dell’Osservatorio cileno Eso, quello che ha permesso al team belga di individuare i tre pianeti “gemelli”. Trappist-1 è più piccola del Sole, ha una massa di “appena” (si fa per dire) l’8% di quella dell’astro che tutti conosciamo e in luminosità lo raggiunge solo allo 0,05%. Tradotto: è più “debole” per essere cercata senza l’adeguata apparecchiatura, è poco più grande di Giove e ha un colore rossastro. Ma questo genere di stelle è molto frequente nella Via Lattea: il 15% di quelle che esistono hanno questa conformazione e vivono in media molto di più rispetto al Sole.

La particolarità di Trappist-1 è che, per la prima volta, esperti e astronomi hanno trovato ben tre pianeti che le girano attorno. Tre corpi celesti che gravitano a una distanza inferiore (dalle venti alle cento volte in meno) rispetto a quella che separala Terra dal Sole: due di questi impiegano dal 1,5 ai 2,4 giorni per compiere un giro completo, il terzo dai 4,5 ai 73.Numeriche paragonati ainostri 365 rendono quelle orbite più veloci. Tant’è: «Nei prossimi anni sarà possibile studiare le atmosfere di questi pianeti, esplorando per la prima volta la presenza di acqua e di tracce di attività biologica:è un passo gigante verso la ricerca della vita nell’Universo», chiosa soddisfatto Julien de Wit, del Mit di Boston, uno degli atenei più prestigiosi del mondo. Si allunga l’elenco dei “cugini” della Terra. Pochi mesi fa era toccato a Kepler-452b, il pianeta grande più o meno quanto il nostro che orbita attorno a una stella simile al Sole. I corpi celesti potenzialmente simili alla Terra sono oltre mille: a marzo era stata la volta di Hd219134,una stella della costellazione di Cassiopea che forma un piccolo sistema di quattro corpi celesti. Ma se Kepler-452b distava da noi 1.400 anni luce, i tre individuati ieri sono vicini.

DALL’OSSERVATORIO DI PALERMO
«E’ il pianeta roccioso confermato più vicino a noi, il che spalanca prospettive emozionanti per studiarne l’atmosfera in un prossimo futuro -aveva spiegato a suo tempo Giusi Micela, direttore dell’Osservatorio Astronomico di Palermo dell’INAF e membro del team che aveva portato a questo risultato, pubblicato sulla  rivista Astronomy & Astrophysics.

LA RICERCA
«Il nuovo mondo, chiamato HD 219134b -si leggeva nel comunicato dell’Inaf-, è stato infatti scoperto grazie ad HARPS-N, il “cacciatore di pianeti”, uno strumento spettroscopico montato sul Telescopio Galileo (Tng) nell’isola di La Palma alle Canarie. HARPS-N è stato sviluppato e installato da una vasta collaborazione internazionale che include partner italiani assieme all’osservatorio di Ginevra, un consorzio di Università Inglesi e al Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics (Usa)».

SEMPRE PIU’ VICINA UN’ALTRA TERRA
«E’ un risultato senza precedenti. E’ il pianeta più vicino a noi roccioso, con caratteristiche molto simili a quelli della Terra. Appena abbiamo avuto la conferma della scoperta ho pensato: ecco, abbiamo la sceneggiatura perfetta per il prossimo film di Spielberg», aveva invece commentatoe Giampaolo Piotto, dell’Università di Padova, membro del team che aveva portato a tale scoperta. «E’ un pianeta incandescente, non ospitale alla vita, ma quello che è più importante è che è ormai chiaro che ci stiamo avvicinando sempre più alla individuazione di un pianeta analogo alla Terra. Non ci siamo ancora, ma con l’Ente spaziale europeo, l’Esa, stiamo costruendo un satellite (Plato) che sicuramente raggiungerà lo scopo. Ci vorranno ancora dieci anni, ma alla fine siamo certi troveremo un’altra Terra, probabilmente vicina a noi…».

Una straordinaria scoperta è stata effettuata e che sicuramente sarà felice tutti gli appassionati dell’astronomia nello specifico. Si tratta di tre pianeti della taglia simile a quella della Terra o di Venere che sarebbero stati individuati attorno ad una stella nana ultrafredda della costellazione di Acquario.

Si tratta di una grande novità, perchè in realtà fino ad ora non si erano mai trovati dei pianeti che girassero intorno ad una stella così fredda e così tanto piccola. La scoperta è stata annunciata e dunque resa nota da un gruppo di ricercatori dell’Università di Liegi, secondo quanto riferisce Nature. Intervenuto a tal riguardo Michael Gillon, ovvero l’astrofisico a capo del team di ricercatori dell’Università di Liegi, il quale ha dichiarato: “Questa è la prima opportunità di trovare tracce chimiche di vita all’esterno del nostro sistema solare”. Secondo quanto ancora riferito dagli esperti, questi tre pianeti potrebbero essere uno dei luoghi migliori dove cercare la vita extraterrestre, questo perchè si trovano ai margini della cosiddetta fascia di abitabilità, ovvero avrebbero una giusta combinazione di luce e calore dalla stella principale per poter ospitare la vita,a anche se in forma elementare.

«Grazie a diversi telescopi giganti attualmente in costruzione -ha detto Julien de Wit, del Massachusetts Institute of Technology (MIT) negli USA-, tra cui l’E-ELT dell’ESO e il James Webb Space Telescope della NASA/ESA/CSA, il cui lancio è previsto nel 2018-, saremo presto in grado di studiare la composizione atmosferica di questi pianeti e di indagare, per la prima volta, la presenza di acqua e di tracce di attività biologica. È un passo gigante verso la ricerca della vita oltre il Sistema solare». Se venisse dimostrato che pianeti simili alla Terra sono comuni intorno a questo genere di stelle allora i pianeti potenzialmente abitabili potrebbero essere molto più numerosi di quanto ipotizzato finora,spiegano ancora gli astronomi.Come sono arrivati ad effettuare questa straordinaria scoperta gli astronomi?

La risposta è semplice, hanno osservato la stella 2MASS J23062928-0502285, che è grande circa un decimo del sole ed è molto più fredda. Secondo gli astronomi su questo tipo di pianeta la temperatura si aggirerebbe sui 2.500 °C, non alte rispetto ad i nostri standard ma sicuramente minori di quella del Sole. Gli scienziati hanno monitorato la luce della stella con il TRAnsiting Planets and PlanetesImals Small Telescope (TRAPPIST), un telescopio da 60 cm di diametro installato a 2400 metri di altitudine all’Osservatorio Australe Europeo (ESO), in Cile.E’ possibile,secondo quanto riferito dai ricercatori analizzare la loro atmosfera con strumenti già in uso come ad esempio gli spettroscopi.«Con i nuovi telescopi in costruzione come E-Elt dell’Eso da 39 metri e il James Webb Space Telescope che partirà nel 2018 – conclude Jiulien de Wit coautore del Mit di Boston – sarà possibile anche studiare le atmosfere di questi corpi celesti esplorando per la prima volta la presenza di acqua, di tracce di attività biologica. E’ un passo gigante verso la ricerca della vita nell’Universo».

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