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“Spero sia più facile licenziare dipendenti pubblici”. La Fornero ha ragione?

Succede molto raramente che le dichiarazioni di Elsa Fornero non suscitino polemiche. Stavolta, a causa dei tanti fatti di cronaca di questi giorni, le parole del ministro del lavoro sono quasi passate inosservate. Eppure sono molto significative. L’esponente del governo Monti ha affermato che non è giusto che ci siano differenze tra settore pubblico e settore privato per ciò che riguarda la disciplina dei licenziamenti.

Sul web si sono scatenate le reazioni indignate di chi è dell’idea che il posto pubblico debba essere sacro. Ma non manca chi dice che non è più accettabile il razzismo nei confronti dei lavoratori del settore private, le cui garanzie sono ormai ridotte al minimo.

Dove sta la ragione? Che i dipendenti pubblici abbiano di norma molti più diritti degli altri è un dato di fatto. Lo sanno anche i muri, inutile prendersi in giro. Un dipendente del settore privato, checché ne dicano i tromboni della politica e dell’informazione, può essere licenziato in ogni momento, specialmente se non svolge bene il proprio lavoro. Nel settore pubblico è quasi impossibile che un fannullone o un incompetente venga cacciato. E spesso succede che funzionari pubblici corrotti vengano addirittura premiati. La cronaca è piena di questi casi.

Noi non caschiamo nel tranello secondo cui i diritti vanno azzerati per tutti. Semplicemente riteniamo che il trattamento debba essere uguale: sì ai diritti e al trattamento economico dignitoso, no al privilegio. I fannulloni, gli incompetenti e i corrotti dovrebbero essere cacciati dal posto pubblico. Anche se è teoricamente possibile, questo non accade quasi mai, anche per colpa dell’arcigna difesa dei sindacati. Le colpe della politica sono ancora più evidenti. Il problema principale sta alla radice e si chiama clientelismo. Sia chiaro: moltissimi dipendenti pubblici fanno egregiamente il loro lavoro e siamo certi che siano la maggior parte. E non vogliamo nemmeno dimenticare il dramma degli statali che restano ingiustamente precari per decenni… Molti, però, occupano la poltrona non certo per merito e poi la mantengono per l’intera vita. Non c’è modo di staccarli dalla sedia, nemmeno quando i loro comportamenti sono inqualificabili (c’è gente che timbra il cartellino e poi va a fare la spesa…).

Riuscirà, la Fornero, nell’impresa di equiparare realmente il settore pubblico a quello privato? Crediamo proprio che quello del ministro sia un pour parler: la materia è delicatissima e il tempo a disposizione è ormai esiguo, senza dimenticare che tutti i partiti e tutti i sindacati si metterebbero di traverso. E poi la tragicomica esperienza Brunetta insegna.

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