Home » Economia & Caste » Sprechi miliardari: il vero volto dell’Unione Europea

Sprechi miliardari: il vero volto dell’Unione Europea

I tromboni, i parrucconi e i soloni non fanno che ripeterci, in tutte le salse, a reti e quotidiani unificati, che dell’Unione Europea non si può fare a meno, ormai. Dicono, i corifei, che se l’Italia non facesse parte dell’Ue, la sua economia andrebbe a picco, con conseguenze naturalmente drammatiche per i cittadini più poveri e per la classe media.

L’Europa è diventata una sorta di dogma. Non si capisce bene perché, nel complesso, sia utile ai popoli che ne fanno parte, però bisogna bisogna sostenerla. Punto. Guai a dire il contrario, altrimenti il linciaggio mediatico ad opera dei tromboni di destra-sinistra-centro è assicurato.

Una cosa è certa. L’Unione Europea serve alle tasche delle migliaia di burocrati e tecnocrati che vi lavorano. Serve anche ai politici e alle loro clientele. Serve a tanti enti pubblici, che coi soldi europei hanno la possibilità di realizzare qualche progetto: utile o meno che sia, non importa.

Come scrive Repubblica, forse il principale sostenitore della moneta unica, i fondi strutturali messi a disposizione per il periodo 2007-2013 sono la bellezza di 308,3 miliardi di euro. Cifra astronomica, versata naturalmente dagli Stati membri e redistribuita in base al Pil delle regioni. Quasi 60 miliardi di euro tornano al nostro Paese, che però non riesce a spenderli tutti e quindi li rispedisce in parte a Bruxelles. I beneficiari di questo fiume di denaro non sono solo enti pubblici, ma anche singoli privati, associazioni, cooperative, aziende, agenzie oppure organizzazioni non governative.

I progetti finanziati sono i più disparati. Pensate che la presentazione di proposte per favorire l’inserimento al lavoro in Cambogia (sì, in Cambogia!) è sostenuta con un finanziamento di 3,9 milioni di euro. Ci sono i 600mila euro impiegati per la “sensibilizzazione dei diritti sessuali e riproduttivi nel Burundi”. L’Ue è così generosa che naturalmente non può dimenticarsi dei partiti: a loro vanno 21,8 miliardi di euro. Un mucchio di soldi vanno alle aziende turistiche, per favorire l’ormai mitologica “destagionalizzazione dei flussi turistici”. Quanti convegni sono stati fatti sul tema? Qualche migliaio. Peccato che il turismo, come evidenziano gli ultimi dati, stia colando a picco, compreso quello estivo.

Potevano poi mancare i fondi per i corsi di formazione professionale? Si tratta di una bella fetta di business. Coi soldi dell’Ue vengono formate le professionalità più disparate. Peccato che anche in questo caso la situazione sia in peggioramento e la disoccupazione abbia raggiunto livelli record.

L’elenco dei progetti europei è lunghissimo e contiene le voci più assurde e disparate. I programmi che hanno una reale ricaduta sull’economia e la società sono davvero pochissimi se rapportati alla cifra di 308 miliardi di euro. Nonostante questo disastro di proporzioni gigantesche, ancora più grave vista la crisi economica e finanziaria, l’Europa non deve essere messa in discussione. Coi miliardi non si scherza. Lo sanno bene quei magistrati che hanno cercato di fare luce sulla questione dei fondi europei e che sono stati malamente osteggiati dalla politica e da gran parte dell’opinione pubblica.

Loading...

Altre Storie

Con l’auto sulla folla: «Volevo ammazzarne tanti»

«Volevo ammazzarne di più», dichiara stralunato al pm Stefano Latorre che va a interrogarlo nel …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *