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Striscia la Notizia, Vittorio Brumotti: “Altri 10 anni e appendo la bici al chiodo”

Di solito è in giro per il mondo, in compagnia della sua fedele bicicletta. Sta in bilico su cornicioni e ringhiere, o sfida la forza di gravità, scalando grattacieli con l’obiettivo di battere record sempre nuovi. Stiamo parlando di Vittorio Brumotti, da otto anni presenza fissa del Tg satirico Striscia la notizia, che abbiamo incontrato in occasione dell’ultima edizione dell’Eicma, l’Esposizione Mondiale del Motociclismo di Milano.

«Porto in alto il Made in Italy» Sport e Tv vanno alla grande in questo periodo, giusto? «Per fortuna è così! E un periodo carico di soddisfazioni: ho appena messo a segno un nuovo record a Dubai, salendo 1200 scalini con una bici da corsa italiana in 51 minuti. Ci tengo a sottolineare la provenienza del mezzo, targato Montante Cicli: in fondo, io vinco nel nome del nostro Paese».
Vittorio, qual è esattamente la tua specialità? «Vengo dal bike trial, ma ultimamente ho cambiato, dandomi al road bike ffee st- yle, che sarebbe il free style con una bici da corsa. Come quella di Coppi e Bartali, per intenderci». Dove si possono vedere le tue performance? «Su YouTube e sui social network. Internet mi consente di portare l’italianità in giro per il mondo, attraverso i marchi e gli sponsor».

Come sei arrivato a Striscia la notizia? «Mio papà è un ex carabiniere, a sua volta figlio di un generale delFarma. Diciamo, dunque, che le attività di denuncia sono nel mio Dna: detesto ingiustizie e malefatte. Antonio Ricci hu visto un mio video e così mi ha scelto. Striscici era il mio sogno». Come ha influito il successo televisivo sulla tua attività sportiva? «All’inizio tutti credevano che, raggiunta la notorietà, smettessi di fare l’atleta. Poi, però, la famiglia di Striscia mi ha incoraggiato a continuare: così, ho proseguito negli allenamenti, cercando di fare sempre meglio».
«Non mi concedo trasgressioni» Oggi ti sente più sportivo, o star della Tv? «Nasco e resto un atleta. Desidero alzare il livello artistico di continuo: per questo passo 10-15 ore al giorno ad
allenarmi. Ho perfino cercato di scalare l’Everest in bici e prima o poi ci riuscirò».vittorio-brumotti-3

Non è pericoloso? «Ovviamente. Non so mai se tornerò a casa sano e salvo. Oggi ho 35 anni e ho iniziato ad allenarmi quando ne avevo 11 : sono abituato a convivere con i rischi. Cerco di affrontarli al meglio, osservando una dieta ferrea: zero alcol e fumo». In definitiva, la Tv agevola la tua attività sportiva, oppure la ostacola togliendole tempo? «La favorisce. Io e la mia squadra associamo allo sport iniziative benefiche importanti. Quindici ragazzi lavorano con me in équipe: ci dividiamo tra show, video e allenamenti, ma aiutiamo anche persone in difficoltà, come i ragazzi tetraplegici. Seguiamo, in particolare,He atrofie muscolari infantili: esistono, purtroppo, la SLA negli adulti e la SMA nei più piccoli. Ora, per esempio, ci stiamo occupando di Alessandro Di Mauro, rimasto paralizzato in seguito a un tuffo a 14 anni (ora ne ha 21). Lui non ha neanche una carrozzina elettrica e vive in ospedale: il nostro obiettivo è farlo tornare a casa. Chiaramente, questo tipo di attività filantropiche si giovano della visibilità di Striscia la notizia: Antonio Ricci è da sempre molto sensibile a questo genere di battaglie».

Quando appenderai la bici al chiodo? «C’è gente che pratica la mia disciplina anche a 45 anni. Dopo, spero di dedicarmi alla regia e alla produzione di video sui social network: in pratica, fare per altri atleti quello che oggi faccio per me. In generale, voglio vincere non solo in bici, ma come stile di vita. Perciò, mi impegno al cento per cento: difficilmente uno sbaglia, se ci mette il massimo». E in televisione che cosa ti piacerebbe fare? «Tutti i giorni, da quasi otto anni, sono a Striscia la notizia: di più non posso desiderare, perché partecipo al programma numero uno».
Condurrai ancora Paperissima Sprinti «Mi piacerebbe ma non so se ci sarà Paperissima Sprint, non conosco i palinsesti. Diciamo che mi interessa tutto ciò che è firmato Antonio (Ricci, ndr), perché è una garanzia: ha creato intorno a me un’immagine pulita e fedele all’originale. Quando vado in giro, mi accorgo che tutti conoscono i suoi format e vorrebbero acquistarli».

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