Terremoto ad Amatrice, ritrovato il cadavere del fornaio, morto mentre faceva il pane

AMATRICE Il numero dei morti del sisma del 24 agosto sale ancora, da ieri sono 294. L’ultima vittima si chiamava Filippo Sanna, aveva 23 anni, era originario di Nuoro, studiava all’Università dell’Aquila, e abitava ad Amatrice. Rimasto sotto le macerie della sua casa, era stato recuperato dopo cinque ore ancora in vita dai vigili del fuoco. Portato all’ospedale di Pescara, non ce l’ha fatta, ieri è morto.

Gianni Cicconi, il fornaio di Amatrice che la notte del terremoto stava preparando il pane nel laboratorio di corso Umberto, non è più tra i dispersi: solo ieri è arrivata la conferma, in seguito al test del Dna, che il suo cadavere era tra quelli recuperati ma non ancora riconosciuti. Cinquant’anni, due figli (Benedetta e Francesco, 22 e 18 anni), tra le tante la passione per la Juventus, un’istituzione ad Amatrice, il suo nome ora compare nella lista delle 294 vittime.

C’è anche quello di Hahmad Ashimi, 27 anni, rifugiato politico dell’Afganistan, arrivato ad Amatrice nove mesi fa. Anche il suo cadavere è stato ritrovato, anche il suo nome inizialmente compariva tra i dispersi. La notte del terremoto dormiva in una casa nella parte del paese verso la Salaria, quella oggi più isolata, dove ci sono anche il supermercato Tigre e, più giù, l’ospedale Grifoni, danneggiato pesantemente e posto sotto sequestro. Ieri pomeriggio raccontava un connazionale di Ashimi: «Qui non aveva familiari, chissà se qualcuno dei suoi parenti è stato informato della sua morte, in Afganistan. È stato molto sfortunato». Fino al 29 agosto c’era una lista di una decina di persone che non si trovavano, ma ormai, mano a mano che i cadaveri sono stati recuperati e che sono stati completati gli esami con il Dna sui corpi senza nomi, il quadro è drammaticamente completo.

Ieri all’Hotel Roma è stato recuperato dai vigili del fuoco, che hanno dovuto scavare a una profondità di dieci metri, anche il sesto corpo senza vita: si sapeva che c’era, era stato individuato, ma solo ieri è stato possibile raggiungerlo.

In linea di massima, salvo imprevisti visto che ancora non si è riusciti a scavare in tutte le zone dell’hotel, ora si può concludere che la maggior parte degli ospiti (una trentina in totale) e di chi lavorava nell’albergo, dopo la scossa delle 3.36 del 24 agosto è riuscito a mettersi in salvo, anche se resta alto il bilancio delle vittime in quello che era una sorta di istituzione del paese, fondato nel 1897 e punto di riferimento, ben oltre i confini cittadini, per la specialità degli spaghetti all’amatriciana.

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