Il terremoto infinito suolo abbassato di 70 centimetri

L’abbassamento del suolo, in alcune delle zone colpite dal sisma, è arrivato fino a 70 centimetri.
I sismologi sono concordi nel ritenere che non è possibile sapere se la «sequenza sismica» che sta colpendo l’Italia centrale possa dar luogo a nuove scosse. Impossibile, insomma, prevedere se nelle prossime ore, nella zona già colpita o intorno ad essa, possa scatenarsi il «Big One»,un terremoto fino a 7,5 di magnitudine. Noi sismologi spiega Alberto Michelini, ricercatore dell’Istituto Nazionale non possiamo fare come fanno i meteorologi. Loro hanno molte informazioni a disposizione e con quelle riescono a fare delle previsioni.Hanno dati di ogni tipo,dalla temperatura degli oceani a quella delle parti più alte dell’atmosfera.Hanno una organizzazione che permette loro di acquisire questi dati costantemente e di aggiornarli ogni sei ore. Hanno flotte di satelliti che monitorano l’evoluzione dei campi di alta e bassa pressione. Inoltre possono vedere direttamente come si forma una nube temporalesca o una tromba d’aria e sono in possesso di modelli matematici che riescono a mettere insieme tutti questi dati e gli permettono di risolvere equazioni complesse che, infine si traducono in previsioni.«Anche così dice Michelini le loro previsioni possono anche essere sbagliate. Figuriamoci quelle che potremmo fare noi sismologi che non abbiamo tutte le informazioni necessarie e che rispetto a loro siamo quasi del tutto ciechi».La terra intanto continua a tremare. I sismografi della rete sismica nazionale, fino a ieri sera alle 18.00 avevano registrato altre 720 repliche con 217 terremoti di magnitudine compresa tra 3 e 4 e 18 con magnitudine tra 4 e 5.Va sottolineato che da ieri mattina dalle 11,00 in poi non si sono segnalati altri terremoti di magnitudine uguale o superiore a 4.
Per i sismologi le informazioni fornite dai satelliti sono importanti perché permetteranno di ottenere
l’identikit della faglia. «Grazie a questi dati ha spiegato il ricercatore cercheremo di ricostruire come si sono rotte le faglie e quanto è estesa la rottura».Inoltre le immagini satellitari potrebbero dire se i tre terremoti, del 24 agosto nel reatino,del 26 ottobre tra Perugia e Macerata e quello del 30 ottobre vicino a Norcia, sono avvenuti su un’unica faglia o su un sistema di faglie vicine tra loro. In  attesa dei dati, un video girato da una pattuglia dei Vigili del Fuoco ha ripreso la comparsa,lungo la parete della Cima del redentore, una delle creste del Monte Vettore, che guarda alla Piana di Castelluccio,una imponente frattura lunga diverse centinaia di metri.

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