Terremoto, torna la paura: scosse a Perugia e Macerata

Dopo il terremoto che lo scorso 24 agosto 2016 ha colpito il centro -Italia ecco che momenti di forte tensione continuano ad essere vissuti dal popolo italiano, timorosi che un nuovo violento terremoto possa causare ancora una volta numerose vittime. Purtroppo, proprio nella notte tra venerdì 2 e sabato 3 settembre 2016 una nuova scossa di terremoto ha colpito il Centro-Italia intorno alle ore 3.34 e nello specifico il sisma si è verificato in provincia di Perugia, ad una profondità di 11 chilometri seminando ancora una volta il panico tra la gente. Nel corso della notte poi, fino alle 6.58 ancora nuove scosse di terremoto si sono susseguite nella stessa area facendo molto preoccupare la gente che, svegliati ancora una volta dalla Terra che tremava si sono immediatamente riversati in strada temendo che qualcosa di brutto potesse loro accadere mentre invece a Fabriano la scossa in questione è stata sentita ma non si sono registrate scene di panico in quanto si è trattata di una scossa breve anche se giudicata intensa.

Intorno a mezzogiorno di ieri invece un’altra scossa di terremoto è stata percepita dagli abitanti di Accumoli, già colpita dal violento terremoto dello scorso 24 agosto, e nello specifico la rete sismica dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ovvero Ingv ha localizzato questa nuova scossa di magnitudo 4.5 nella zona di Macerata e precisamente tra Pontegallo e Castelmonaco sul Nera e proprio in seguito a questa nuova scossa di terremoto, secondo quanto trapelato dalle prime indiscrezioni sul caso, sembrerebbero essersi verificati nuovi crolli precisamente a Pescara del Tronto, o almeno questo è stato quanto riferito dai vigili del fuoco.

Sulla delicata questione si è nello specifico espresso a Radio Vaticana, l’arcivescovo di Spoleto-Norcia ovvero monsignor Renato Boccardo il quale ha nello specifico dichiarato “Gli edifici erano danneggiati e l’ulteriore scossa ha, da una parte o dall’altra, aggravato la situazione. a gente vive con la paura, perché le scosse continuano però manca la sicurezza. Tanta gente dorme fuori casa non tanto perché la casa è stata lesionata, ma per paura di essere sorpresi durante la notte da un’ulteriore scossa di terremoto” concludendo poi “Adesso si sta aspettando che i tecnici della Protezione Civile facciano la valutazione e dicano fino a che punto le case possano tornare ad essere abitate oppure debbano essere sistemate”.

Intanto, proprio quella di ieri è stata una giornata molto importante per il comune di Amatrice in quanto, proprio ieri ha avuto luogo l’inaugurazione del “Ponte della rinascita”, così è come lo ha definito il sindaco Sergio Pirozzi, il quale commosso ha aggiunto “il ponte 3 occhi, quando le istituzioni lavorano insieme funzionano, è la prima opera non è un fatto solo simbolico, ma di sostanza. Quando vuole questo è un grande Paese”.

È successo ancora. Puntuale nei modi, anarchica e imprevedibile nei tempi, la terra torna a tremare ra Umbria e Marche sotto la spinta di due scosse. Nel taccuino degli effetti, la paura dei residenti supera l’entità dei danni e segna un altro punto a favore delle ricostruzioni cariche di buon senso. Ma senza riuscire a placare gli animi.
Fedele all’oscurità, come quella fortissima del 24 agosto, la prima scossa arriva nel cuore della notte, alle 3.34 e fa fermare il sismografo a 4,3 di magnitudo, risale da una profondità 11 chilometri per svegliare tutta la città di Norcia, epicentro della scarica. Le seconda agita l’ora di pranzo quando sono le 12:18. La magnitudo è di 4.5, ma l’epicentro si sposta oltre l’Umbria, dove comunque viene avvertita, per arrivare nelle Marche a 9 chilometri di profondità fra Castel Sant’Angelo sul Nera sul Nera (Macerata), Montegallo e Montemonaco, (Ascoli Piceno). La seconda vibrazione però, viene sentita fino ad Ancona e Fabriano. In questa zona seguiranno altre 4 scosse, la più forte di magnitudo 3, le altre fra 2.1 e 2.5. Ma niente danni.

La notte di Norcia dura poche ore. Dopo la scossa delle tre, nessuno torna più a casa a dormire, nonostante i danni si siano verificati solo dove c’era l’irreparabile, dove già il sisma del 24 agosto aveva lasciato il suo segno. Nella città carica di timori, il sisma provoca la caduta di due massi vicino alla frazione di Campi oltre al crollo di una ulteriore porzione delle antiche mura, tra Porta Palatina e il bivio per Preci. Spiega l’assessore nursino Giuseppina Perla: «Era una parte della cinta muraria già lesionata con il sisma del 24 agosto e ora la situazione è peggiorata».

Ma il danno maggiore non è di pietra, ma di spirito e non guarda solo verso il futuro ella ricostruzione, anche all’immediatezza giornaliera. «Qui la gente è molto impaurita – aggiunge Giuseppina Perla -, le scosse si susseguono continuamente, la sequenza purtroppo dal 24 agosto non si è mai interrotta e nessuno ormai dorme dentro casa, anche chi non ce l’ha lesionata: c’è una vera e propria emergenza sociale. Ad oggi abbiamo ricevuto poco meno di 2000 segnalazioni di danni agli edifici, siamo partiti ora con le verifiche». E lo stesso vale nelle Marche, appena qualche crepa in più, ma terrore dilagante. Pochissimi dormiranno in casa d’ora in poi, ma molti non si fidano neanche degli alberghi intatti e preferiscono abbassare i sedili dell’automobile.
D’altra parte, a contare quante volte il sistema nervoso dei terremoti si sia messo in modo per il sisma si arriva a qualche migliaio. Dall’inizio della sequenza l’Ingvl’Istituto nazionale della ha registrato oltre 3.400 eventi: 153 i terremoti magnitudo compresa tra 3 e 4, quattordici quelli localizzati di magnitudo compresa tra 4 e 5 e uno di magnitudo maggiore di 5 (quello di magnitudo 5.4 avvenuto il 24 agosto con alle ore 4:33 italiane nella zona di Norcia), oltre naturalmente il più violento della serie, il terremoto delle 3.36 di magnitudo 6, epicentro le montagne di Rieti.

Il dubbio dell’ignoto sussulto assale tutti: coma mai la terra è tornata a tremare sopra la soglia del 4.0 che pare poco, ma che sulla pelle è sempre tanto? Gli esperti si dividono. Sostiene la sismologa dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) Silvia Pondrelli, intervistata
da Rai News24 : «Non si può escludere un aftershock, una nuova scossa di dimensioni comparabili alla prima scossa del 24 agosto scorso, il cosiddetto ‘mainshock’, l’evento sismico principale. La sequenza sismica continua, ma rispetto a ieri l’energia rilasciata da questi terremoti è aumentata». Ma c’è chi frena. Dice padre Martino Siciliani, direttore del centro sismologico “Bina” di Perugia: «Le repliche si stanno distanziando notevolmente l’una dall’altra. E questo è buon segno. Si può ipotizzare, sempre con grande attenzione che tra o una due settimane le scosse di assestamento non saranno più altre del quarto grado». Basterà a seppellire la paura?.

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