That Dragon, Cancer: il videogame per Joel, bambino morto di cancro a soli 5 anni

Dal 12 Gennaio è disponibile - per Pc, Mac e Ouya - il gioco della Razer "That Dragon, Cancer", in cui l'utente potrà essere vicino al piccolo Joel Green, il bambino morto dopo una lunga battaglia contro il cancro. I ricavati saranno devoluti in beneficenza.

“That Dragon, Cancer”, è questo il titolo affidato al nuovo videogioco reso pubblico nella giornata di ieri 12 gennaio 2016. Si tratta nello specifico non di un qualsiasi videogioco ma di un vero e proprio viaggio che ripercorre il tormentato viaggio che per quattro anni ha accompagnato il piccolo Joel Green ovvero un bambino che a soli un anno è stato colpito da una rara forma di cancro contro il quale ha combattuto per quattro lunghi anni ma contro cui, sfortunatamente, non è riuscito a vincere.

“That Dragon, Cancer” è un videogioco attraverso il quale, Ryan e Amy, genitori del piccolo Joel Green scomparso prematuramente a soli cinque anni, hanno voluto ripercorrere i momenti principali dei quattro anni di battaglia del loro bambino contro questo male che alla fine lo ha portato via dalle persone che più lo amavano.

Un videogioco considerato difficile, molto difficile, ma non per la solita difficoltà di un gioco cui si fa riferimento di solito. That Dragon Cancer non è difficile da terminare in quanto difficoltoso come tecnica di gioco, ma difficile per le emozioni che regala, ed infatti, i primi giocatori che hanno provato il gioco non sono riusciti ad arrivare alla fine proprio per le grandi emozioni e la commozione provata.

Più giocavano e più, l’obiettivo, non diventava quello di completare il gioco come invece accade solitamente, ma imparare a conoscere il piccolo Joel e ad amarlo provando molta emozione e commozione per il doloroso cammino che ha dovuto affrontare.

E proprio Ryan e Amy, genitori del piccolo Joel, hanno dato una loro definizione di “That Dragon, Cancer” affermando nello specifico che si tratta di “Un videogioco contemplativo, di narrazione, che racconta la battaglia contro il cancro di nostro figlio Joel attraverso un’interazione poetica e artistica. È un gioco di esplorazione, in cui il focus è stare con Joel e affrontare lo sviluppo della vicenda insieme a noi piuttosto che scegliere tra una lista di opzioni per cambiare la storia. Non permettiamo al giocatore di modificare il finale perché è stato già scritto. Al contrario, lo invitiamo a stare con noi, a “sentire” le nostre emozioni”. 

E poi ancora, intervistati da Il Corriere della Sera, i genitori del piccolo Joel hanno raccontato il perchè di questo progetto affermando “Quando giochiamo pensiamo a Joel, a quanto l’amore per lui abbia cambiato la nostra vita. Ma serve anche a ricordarci le perdite e difficoltà che ci sono nel mondo: ognuno di noi ha un dragone da combattere. Il nostro dragone, il cancro di nostro figlio, ci ha dato la voglia di ascoltare le storie degli altri e la compassione per le loro battaglie”.

That Dragon, Cancer è stato realizzato proprio dal papà del piccolo Joel ovvero il programmatore e sviluppatore di videogiochi Ryan Green insieme ad alcuni membri di Numinous Games ed è stato definito un vero e proprio capolavoro in grado di raccontare vicende reali e coinvolgere, emotivamente, allo stesso tempo, i giocatori.

Come definireste That Dragon, Cancer?

«Un videogioco contemplativo, di narrazione, che racconta la battaglia contro il cancro di nostro figlio Joel attraverso un’interazione poetica e artistica. È un gioco di esplorazione, in cui il focus è stare con Joel e affrontare lo sviluppo della vicenda insieme a noi piuttosto che scegliere tra una lista di opzioni per cambiare la storia. Non permettiamo al giocatore di modificare il finale perché è stato già scritto. Al contrario, lo invitiamo a stare con noi, a “sentire” le nostre emozioni».

Cosa vi aspettate dal rilascio del videogioco? Perché una persona dovrebbe acquistarlo?
«Sappiamo che molti potrebbero trovarlo emotivamente difficile, eppure crediamo che That Dragon, Cancer abbia il potenziale per arricchire la vite delle persone portando speranza, amore e la fragile bellezza del nostro stare al mondo. Questo perché abbiamo creato qualcosa che arriva diretto dal nostro cuore messo a nudo. Le memorie su esperienze difficili della vita sono un genere consolidato, molti lettori le trovano utili: non solo ci aiutano a “sentire”, ma ci ricordano che le persone sono straordinarie perché esistono, non perché hanno compiuto gesta mitiche. In questo senso sono portatrici di grazia. Questo progetto è un memoirche utilizza il mezzo del videogioco per rendere l’esperienza più diretta e immersiva: la nostra speranza è che tu possa apprendere la gioia di stare con Joel e di passare il tempo con la nostra famiglia».

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