Top Gear Italia: “una sfida affrontata con spirito italiano” , Bastianich alla prova della velocità

Top Gear è il programma televisivo dedicato al mondo dei motoripiù acclamato di sempre: distribuito da Bbc in 212 paesiconta una platea di circa 350 milioni di spettatori. Una popolarità che si traduce anche sul Web con oltre 1 miliardo di visualizzazioni mensili per le clip sul canale ufficiale You Tube.Ideato nel Regno Unito nel 1977 come semplice rubrica di automobilismo, dal 1978 è diventato uno show settimanale nazionale in onda su Bbc2. L’attuale formula, prodotta da Bbbc, risale al 2001/2002 e attualmente sono state trasmesse 22 stagioni.

A partire dal 2007, il programma è diventato un format e sono state realizzate versioni locali in Australia, Russia, Usa, Corea, Cina, e lo scorso anche in Francia. L’Italia è il secondo paese europeo a produrre un adattamento originale. “Abbiamo deciso di farlo -spiega all’Adnkronos Nils Hartmann, responsabile delle produzioni originali di Sky- perchè abbiamo già tutti i grandi format, da X Factor a Italia’s Got Talent e Masterchef ma ce ne mancava uno, forse il più famoso al mondo, Top Gear, e abbiamo deciso diaffrontare anche questa sfida”.

Una sfida declinata all’italiana, impresa tutt’altro che facile per un format che è un successo mondiale. “E’ un programma che ha una tradizione forte -spiega Hartmann- quindi abbiamo deciso di non imitare la versione inglese ma di trovare un nostro spirito e crediamo che con Guido Meda, Joe Bastianich e Davide Valsecchi (i tre host, ndr) lo abbiamo trovato. Sono tre bei tipini. Poi, per il resto -aggiunge- abbiamo seguito il formatmettendoci dentro ingredienti tutti italiani come la Fiat Panda nella prima puntata. ma ce ne saranno tanti altri”.

Top Gear ha stregato mezzo mondo. E ora sbarca in prima visione assoluta e in esclusiva dal 22 marzo alle 21.10 su Sky Uno HD (e in simulcast su Sky Sport 1 HD). «Per me è stato un onore partecipare a Top Gear. Ho due passioni: la ristorazione che è diventata una professione e i motori, tanto che colleziono Ferrari vintage e l’anno scorso ho persino partecipato alla Mille Miglia. Senza scordare che Top Gear è il programma factual più visto al mondo».

Chi parla è Joe Bastianch che, smessi i panni di giudice di MasterChef, è stato chiamato alla guida della prima stagione di Top Gear Italia insieme a Guido Meda, storico conduttore di trasmissioni sportive e a Davide Valsecchi, pilota di Formula 1, vincitore del GP2 Series nel 2012 e commentatore tecnico di Sky Sport Italia. Delle sei puntate del programma, Bastianich anticipa: «Saranno avvincenti, ve lo assicuro. Ci sfidiamo in diverse prove: gare di velocità a bordo di supercar di ultima generazione, inseguimenti nel caotico traffico di Roma nell’ ora di punta, ma anche prove di demolizione, in cui cercheremo di distruggere dei miti come la leggendaria Panda 4X4.

Insomma, abbiamo fatto tutto quello che un bambino può immaginare si possa fare in auto». Rispetto alla versione originale, Top Gear Italia mantiene la struttura essenziale, ma con piccole variazioni: «Restano uguali sia l’ambientazione, ovvero lo studio-garage con annessa pista di velocità, sia molte delle prove e delle rubriche della versione originale. Ma ci sono dei dettagli che rendono il programma più vicino al pubblico italiano. A partire dalle auto: non guidiamo solo modelli di lusso, ma anche utilitarie degli anni ’80 e ’90 come la Panda. Insomma, macchine che molti dei telespettatori conoscono e sentiranno famigliari», precisa Bastianich.

Chiudiamo con le curiosità: in ogni puntata ci sarà in studio un personaggio celebre chiamato a confrontarsi con la prova di velocità in pista a bordo di una comune utilitaria. I nomi? Cristiana Capotondi, Max Gazzè, Alessandro Borghi e Alessandro Roja, Claudio Bisio, i The Jackal e Cesare Cremonini. Top Gear è il programma televisivo dedicato al mondo dei motori più acclamato di sempre: ideato nel Regno Unito nel 1977 come semplice rubrica di automobilismo, dal 1978 è diventato uno show settimanale nazionale in onda su BBC2. L’attuale formula, prodotta da BBC, risale al 2001/2002 e attualmente sono state trasmesse 22 stagioni.

«Non ho avuto esitazioni ad accettare la proposta di partecipare a Top Gear. Ho due passioni, la ristorazione che è diventata una professione e i motori, tanto che colleziono auto storiche. Ho una collezione di Ferrari vintage e l’anno scorso ho anche partecipato alla MilleMiglia. Senza scordare che è il programma factual più visto al mondo». Chi parla è Joe Bastianich che insieme a Guido Meda, storico conduttore di trasmissioni sportive e a Davide Valsecchi, pilota di Formula 1, vincitore del GP2 Series nel 2012 e commentatore tecnico di Sky Sport Italia è stato chiamato alla guida della prima stagione di Top Gear Italia, in arrivo in prima visione assoluta e in esclusiva dal 22 marzo alle 21.10 su Sky Uno HD (e in simulcast su Sky Sport 1 HD).

Che cosa puoi anticiparci delle sei puntate?
«Saranno avvincenti. In ogni puntata ci sfidiamo in diverse prove: gare di velocità a bordo di supercar di ultima generazione, inseguimenti nel caotico traffico di Roma nell’ora di punta, ma anche prove di demolizione, in cui cercheremo di distruggere dei ”miti” come la leggendaria Panda 4X4. Insomma, abbiamo fatto tutto quello che un bambino può immaginare si possa fare in auto».

La velocità per te è…
«Un’emozione e un divertimento».

Top Gear Italia differisce in qualcosa dalla versione originale?
«La versione italiana mantiene sia l’ambientazione, ovvero lo studio-garage, con annessa pista di velocità, sia molte delle prove e delle rubriche della versione originale. Ma ci sono dei dettagli che lo rendono più vicino al pubblico italiano. A partire dalle auto: non guidiamo solo modelli di lusso, ma anche utilitarie degli anni ’80 e ’90 come la Panda. Insomma, macchine che molti dei telespettatori conoscono e sentiranno famigliari».

Ciascuna delle 6 puntate ospiterà in studio un personaggio celebre chiamato a confrontarsi con la prova di velocità in pista a bordo di una comune utilitaria. Ci puoi anticipare i nomi?
«Cristiana Capotondi, Max Gazzè, Alessandro Borghi e Alessandro Roja, Claudio Bisio, i The Jackal e Cesare Cremonini».

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