Torna l’influenza e torna la polemica sui vaccini: in 100.000 con la febbre.

L’influenza torna a colpire in Italia, anche se in molte regioni dello stivale, soprattutto al sud, c’è ancora il sole e non è raro vedere i passanti nelle ore del mattino girare per strada in maniche corte.

Eppure, sono già oltre 100.000 i casi di influenza stagionale che stanno costringendo a letto migliaia di italiani.
Le vittime principali della nuova influenza sono i bambini nella fascia d’età compresa fra i 0 e i 4 anni. Si stima che 2,27 su 1000 assistiti abbiano contratto il virus influenzale.

I sintomi dell’influenza sono quelli classici:
febbre alta, cefalea, brividi, dolori articolari e muscolari, inappetenza, tosse, mal di gola. Non necessariamente tutti presenti, ma ampiamente diffusi.
Eppure siamo ancora all’inizio dell’epidemia influenzale che si abbatterà sull’Italia. La vera “botta” per gli italiani è prevista nel mese di gennaio, quando al suo picco l’influenza obbligherà al riposo forzato oltre un milione di persone. Neppure febbraio sarà un mese facile per il nostro sistema immunitario, ma l’allarme rientrerà definitivamente a marzo.

Per adesso, nella prima settimana sono stati riportati circa 24000 casi. Una stima che è salita nell’ultima settimana monitorata, che va dal 26 ottobre al primo novembre, con quasi 44000 casi.

Come ogni anno l’esordio dell’influenza apre la discussione sul vaccino anti-influenzale, pomo della discordia per tanti italiani.
Il ministro della salute Beatrice Lorenzin ha più volte ribadito l’importanza di vaccinarsi. Non dovrebbero trascurare questa misura preventiva gli over 65 e i bambini, le cui condizioni fisiche sono più cagionevoli. Ma particolare attenzione dovrebbero prestarla anche gli ammalati e i soggetti vittime di malattie croniche: diabetici, cardiopatici, ipertesi; queste categorie di individui rischiano di avere complicanze gravi dalla semplice influenza.
influenza


Solamente nel 2014 di influenza sono morte 160 persone. Nonostante questi dati, sembra che la percentuale di vaccinazioni anti-influenza sia scesa del 20% rispetto all’anno precedente.

Ma mentre il ministro della salute consiglia sempre la vaccinazione, Elena Fattori, del Movimento 5 stelle, mette in guardia dai pericoli e riporta l’attenzione sul caso Pandemrix, il vaccino contro la suina messo in commercio nel 2009 ai tempi dell’epidemia.
In Italia questo vaccino non è mai stato utilizzato, ma in Europa si diffuse ampiamente, raggiungendo rapidamente i 30 milioni di vaccinati. Fu soltanto nei paesi scandinavi che però Pandemrix fece danni, sollevando un polverone contro tutti i vaccini. Il vaccino, causò narcolessia fra chi l’aveva assunto nella penisola scandinava. Un effetto indesiderato sul quale i ricercatori hanno indagato, provando a spiegare come mai solo in Scandinavia si sia presentato il problema. Le ragioni sembrano essere di natura genetica, ma come spiega Emanuele Montomoli dell’università di Siena, il fenomeno è rimasto circoscritto a quell’anno a quel vaccino e a quella regione.
Un precedente che dunque, secondo Montomoli, non può essere adoperato per demonizzare l’uso dei vaccini visto che Pandemrix non è più sul mercato e che epidemie simili non si sono più verificate.

Gianni Rezza, direttore del dipartimento di malattie infettive, ha così commentato l’attacco di Elena Fattori ai vaccini:
“La non pericolosità dei vaccini è già stata dimostrata in toni pacati e chiari, mi auguro che dopo il caso Stamina non si apra una nuova battaglia mediatica sul vaccino anti-influenzale, poiché questa esporrebbe ad inutili pericoli le categorie più a rischio.

Per chi dall’influenza ha scelto di difendersi senza vaccini, la prevenzione consiste in piccoli e semplici accorgimenti: lavare spesso le mani, soprattutto quando si viene da fuori, mangiare frutta contenente vitamina C (arance e kiwi) ed evitare gli sbalzi termici. Il sole in questi giorni potrebbe invogliarci a vestire abiti più leggeri, ma bisogna fare attenzione perché in serata le temperatura si abbassano.

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