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Tortura dell’acqua sulla figliastra 12enne, 3 anni di carcere a pediatra

Melvin MorseWaterboarding: questa la pratica che un pediatra ha messo in atto sulla figliastra di 12 anni e per la quale è stato condannato a scontare 3 anni di carcere. L’uomo ha dapprima immobilizzato la ragazzina nella vasca da bagno, per poi attuare la cosiddetta “tortura dell’acqua”, che consiste in un annegamento controllato: sostanzialmente, l’acqua inizia a entrare nelle vie respiratorie e il soggetto sul quale è praticato l’atto viene salvato in tempo dalla morte, poco prima che i polmoni siano saturi d’acqua.

Il pediatra in questione, Melvin Morse, 60 anni, è stato condannato alla pena di tre anni di carcere più due anni di libertà vigilata. Lui si difende, dicendo che si trattava semplicemente di uno “scherzo” che, tale, però, non è stato percepito dalla 12enne la quale, durante il processo, ha dichiarato di essersi sentita inerme e prigioniera nei confronti dell’uomo. La piccola è stata messa in stato di affidamento da parte della giuria, nonostante Pauline Morse, madre della ragazza, abbia testimoniato contro il compagno.

La pratica dell’annegamento controllato o waterboarding può provocare la morte, se non gestita sapientemente ed è alquanto inutile da mettere in atto, poiché può provocare danni fisici permanenti, dolore estremo, complicanze polmonari, danni cerebrali derivanti dalla riduzione dell’apporto di ossigeno, fratture fisiche e danni psicologici.

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