Travaglio “Grasso come Schifani, un furbetto” “Accuse infamanti”, la replica – video

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grasso-travaglioLe trasmissioni condotte da Michele Santoro possono piacere o non piacere. Il dibattito è da tempo controverso. Un dato però appare incontrovertibile, ossia che in un modo o nell’altro guardando Servizio Pubblico su La7 il giovedì sera difficilmente il telespettatore si annoia. Ieri sera nella consueta puntata di Servizio Pubblico a innescare una furibonda polemica è stato Marco Travaglio reo di aver rivolto accuse infamanti al presidente del Senato Piero Grasso. Il neoeletto presidente di Palazzo Madama ha telefonato in diretta in trasmissione per rispondere a quanto affermato dal vicedirettore del Fatto Quotidiano. «Io conosco Schifani ma conosco anche Grasso – aveva detto Travaglio all’inizio della trasmissione – non ero affatto convinto di questo dualismo. Grasso non è quello che viene presentato, non è quello che molti grillini credono che sia. Prima di essere magistrato è un italiano, è molto furbo, non ha mai pagato le conseguenze di un’indagine, si è sempre tenuto a distanza dalle indagini tra mafia e politica, e ha sempre allontanato quei magistrati che nella sua Procura indagavano su mafia e politica».

La risposta di Grasso non si fa attendere ed è un contrattacco duro quello del presidente del Senato. «Non voglio invadere una televisione, ma vorrei invitare Travaglio a un confronto televisivo su ciò che di diffamante scrive su di me e sulla mia nomina a procuratore antimafia – afferma in diretta al telefono l’ex magistrato – Il contraddittorio è una questione di civiltà, se difendiamo la civiltà dobbiamo rispettare il contraddittorio. Lo vorrei invitare a un confronto televisivo con carte alla mano. E’ brutto sentirsi accusare senza potersi difendere».