Tronca conferma che Affittopoli non è mai finita. Dieci euro per una casa in centro a Roma

Dieci euro al mese per una casa in pieno centro a Roma: forse è finita la pacchia. Gli affitti a prezzi stracciati (anche 5 centesimi mensili)un sogno per molti e una realtà per pochi privilegiati, stanno per finire.

Lo ha deciso il commissario di Roma, Francesco Paolo Tronca, che dopo mesi di inchieste sugli sprechi del patrimonio comunale, e a seguito di attenta verifica sugli elenchi degli inquilini del Comune, ha sentenziato: «Ora basta. L’affittopoli deve finire». Ovviamente già si ironizza sul fatto che ci voleva un prefetto milanese per stanare i furbetti che da anni vivono quasi a scrocco nelle zone di pregio della Capitale.

Tronca non è tipo dai lunghi discorsi, ma stavolta ha deciso di svelare le locazioni choc e, soprattutto, di dare la caccia ai dirigenti compiacenti che hanno permesso di prorogare questi affitti senza alcun aumento:in pratica, di chiudere un occhio e graziare sempre l’inquilino a scapito del contribuente romano.Gli immobili in questione sono tutti del Comune e come tali godono di location prestigiose e centralissime: si va dai palazzi con vista sui Fori Imperiali (20 euro al mese di affitto), a meno di un euro al giorno per risiedere a via del Colosseo;dai 10,29 euro al mese di Borgo Pio,a due passi dal Cupolone di San Pietro, fino ai 24,41 euro di corso Vittorio Emanuele, di fronte a piazza Navona.

Posti che tutto il mondo ci invidia e dove un alloggio,ad oggi, di appena due camere,non costa meno di 2 mila euro al mese di locazione. Invece,dalla lista dei 574 immobili consultabili sul sito del Comune si evince che qui i canoni sono ampiamente inferiori ai valori minimi di mercato, dunque gli appartamenti sono stati«svenduti» per quattro soldi. In alcuni casi,i locatari hanno accusato il padrone di casa, cioè il Comune, di non avere mai adeguato il contratto di affitto o, addirittura, di non avere neppure mai fornito un regolare contratto, come se dentro non vi fosse stato nessuno e l’assessorato al Patrimonio avesse dimenticato quelle proprietà.

Dentro, insomma, ci poteva stare chiunque: dagli eredi del primo intestatario dell’affitto, ai subaffittuari, perfino ad abusivi: «Tanto chi ci viene a controllare?…». Piano piano sono emerse le incongruenze e al momento sono in atto ulteriori verifiche per capire chi sono gli occupanti delle case comunali. Si sa che nella lista ci sono professionisti di grido e vip che, di sicuro, potevano permettersi un appartamento a prezzi superiori. I dirigenti che non hanno adeguato i canoni di locazione dovranno renderne conto e infine si sta cercando di capire quali azioni mettere in campo per rientrare in possesso di questi benipubblicifinora pocofruttuosi per le casse capitoline. Non siesclude un’indagine da parte della procura, già interessata alla vicenda. Intanto, ieri, Tronca ha disposto che ambulanti e camion bar possano tornare a vendere a piazza San Pietro. Un modo per venire incontro alle esigenze dei pellegrini in visita per il Giubileo

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