Tumori, nuova cura che uccide le cellule malate e si autodistruggono

Grandi novità nel campo medico e soprattutto nella lotta contro il cancro,  in quanto sembra che si stia lavorando a delle nuove terapie antitumorali che attraverso batteri specifici possono raggiungere le cellule malate, rilasciando il farmaco e poi suicidandosi come kamikaze per scongiurare il rischio che moltiplicando si danneggino l’organismo.

I batteri utilizzati per somministrare l’antitumorale sono stati sintetizzati partendo da microorganismi che appartengono al genere Salmonella. Purtroppo il cancro resta ad oggi una delle peggiori patologie conosciute dall’uomo e nonostante nel corso dei decenni la medicina abbia fatto parecchio per frenare l’evolversi della malattia,  purtroppo ogni giorno in Italia si ammalano circa 1000 persone di tumore  e nel nostro Paese si stimano circa 363000 nuovi casi di tumore, escludendo i casi dei tumori della pelle che sono difficili da diagnosticare,  circa 194400 uomini e 168900 di donne.

Tornando alla nuova cura,  questa sembra essere stata messa in atto dai ricercatori dell’Università della California San  Diego e del Massachusetts Institute of Technology e lo studio è stato appena pubblicato sulla rivista Nature. I ricercatori del MIT hanno somministrato i batteri a dei topi con metastasi al fegato, topi i quali erano stati già sottoposti anche alla chemioterapia. “I batteri, però, non muoiono tutti insieme; come se avessero un timer, ne muore una certa quantità per volta, mentre una piccola quota rimane in vita per garantire la prosecuzione del processo di distruzione tumorale all’interno dell’organismo”,  hanno dichiarato i ricercatori i quali sembra abbiano scoperto che la combinazione di chemioterapia e questa nuova tecnica abbia ridotto progressivamente le dimensioni del tumore. Intervenuto sulla questione, anche Pierfranco Conte il docente di oncologia presso l’Università di Padova Istituto Oncologico Veneto che parlando di questa nuova ricerca, sostiene che non si tratta in assoluto della prima che prova ad utilizzare i batteri come veicolo anticancro,  ma questo modello sembra essere più sofisticato proprio perché i ricercatori hanno sfruttato tre principi ovvero hanno prodotto in laboratorio un sacco di salmonella poi con procedure genetica e non solo hanno reso batteri innocui ma anche capaci di lamentarsi a comando.

Lo stesso Pierfranco Conte ha anche aggiunto che in questa nuova ricerca le cellule malate non sembrano morire tutti insieme ma ne muore una certa quantità per volta mentre una piccola quota rimane in vita per poter garantire la prosecuzione del processo di distruzione tumorale all’interno dell’organismo. “La grande novità è la possibilità che questi batteri si suicidino perché impedisce loro di moltiplicarsi all’interno dell’organismo con conseguenze rischiose. Infatti, gli altri studi condotti in passato sono stati interrotti proprio per gli effetti dannosi dei batteri inoculati nell’organismo” spiega Conte. Si tratta ovviamente di un grande passo avanti ma pur sempre una ricerca condotta sui topi e quindi prima di arrivare ad una sperimentazione sull’uomo sicuramente bisognerà attendere ancora un bel po’.

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